Beautiful Creatures – La sedicesima luna

Beautiful Creatures – La sedicesima luna

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Rivisitazione in chiave fantasy del sempreverde dramma amoroso di Romeo e Giulietta, Beautiful Creatures racconta l’amore come motore di crescita e maturazione, ma anche come sacrificio, percorrendo ancora una volta le strade del sentimento fra umani e creature non-umane. Sulla scia del successo commerciale di Twilight un mediocre fantasy-horror diretto da Richard LaGravenese.

Guarda che luna

Ethan Wate è un giovane ragazzo che vive nella piccola e noiosa cittadina di Gatlin, nella Carolina del Sud, luogo che sogna di abbandonare una volta terminate le scuole superiori. Un giorno arriva in città una misteriosa ragazza di nome Lena Duchaness alla quale si sente fortemente legato. Ethan scoprirà che Lena possiede poteri magici e che la sua famiglia è tormentata da generazioni da una maledizione. [sinossi]

Che Twilight abbia impresso un segno ben tangibile nel panorama teen-fantasy contemporaneo non è certo una novità: la sofferta epopea amorosa di Edward e Bella si è imposta come un vero e proprio fenomeno socio-culturale, oggetto di un lungo e combattuto dibattito fra fieri detrattori e fan appassionati, e così, mentre l’universo vampiresco si affermava come autentico trend nel mercato dedicato al target adolescenziale (ma non solo), nuove e sempre più numerose saghe d’ispirazione fantastica hanno provato a replicare il successo della tetralogia tratta dai romanzi di Stephanie Meyer.
La letteratura per young-adults viene costantemente setacciata alla ricerca di nuovi spunti e adesso la saga best-seller nata dalla penna di Kami Garcia e Margaret Sthol si prepara a esordire sul grande schermo con la trasposizione del suo primo capitolo, La sedicesima luna: rivisitazione in chiave fantasy del sempreverde dramma amoroso di Romeo e Giulietta, Beautiful Creatures racconta l’amore come motore di crescita e maturazione, ma anche come sacrificio, percorrendo ancora una volta le strade del sentimento fra umani e creature non-umane. Stavolta non c’è spazio per vampiri, lincantropi o zombie, bensì la protagonista è una giovanissima maga alle prese con una terribile maledizione che condanna il ramo femminile della sua famiglia, oggetto di una drammatica lotta fra magia bianca e nera: arrivata in una piccola cittadina del South Carolina, Lena – nipote di un misterioso anziano isolato dal resto della comunità perché considerato un “adoratore del diavolo” – incontra e si innamora di Ethan, suo compagno di classe nel liceo locale, ma il sentimento fra i due si scontra con il disegno del destino che in una manciata di settimane potrebbe trasformare per sempre la ragazza.

A dispetto delle aspettative che parevano iscrivere il percorso di Beautiful Creatures sulla falsa riga di più noti “precedenti”, il film sembra volersi ritagliare uno spazio diverso che pur ponendo in una posizione nodale il confronto con l’ “amore che supera le barriere”, cerca anche di regalarsi un approccio un po’ più ironico e sdrammatizzante, smussando il carattere più smaccatamente sdolcinato della storia: il mood della pellicola è quello di una love-story a tinte adolescenziali che gioca con il “genere” (il riferimento a Twilight è presente ma decostruito e smitizzato), e sulla base di un’estetica che fa ampio uso di contaminazioni simil-dark, il film si presta all’ormai consueta riflessione sulla diversità e l’emarginazione, ma non sempre sembra smarcarsi in maniera davvero decisiva dai cliché malgrado l’apprezzabile tentativo.
LaGravanese firma un progetto ibrido, che sfrutta la misticità e la cultura para-sciamanica del Sud degli Stati Uniti per dare forma a una lettura composita dello scontro fra il Bene e il Male, passando attraverso classici archetipi e dicotomie: se però la saga di Stephanie Meyer cercava risposte immanenti facendo affidamento a un impianto morale simil-dogmatico oggetto peraltro di numerose discussioni (soprattutto per quanto concerne il rapporto fra i due protagonisti, non sempre “equilibratissimo”), Beautiful Creatures porta sullo schermo soluzioni narrative opposte, che pongono al centro dell’azione la volontà e la determinazione dell’individuo, sulla scelta consapevole di ciò che si vuole perseguire e sull’assunzione responsabile delle inevitabili conseguenze.

Da Jeremy Irons a Viola Davis, da Emma Thompson alle prese con un buffo doppio ruolo a Emmy Rossum, perfida e fatale cugina passata al “lato oscuro della forza”: è certamente il cast uno dei punti di forza del film, che annovera nomi più che noti, mentre per i due giovani protagonisti  LaGravanese schiera due potenziali star in ascesa, Alden Ehrenreich e Alice Englert.
Dall’epica del fantasy al rapidissimo flash storico (la Guerra Civile come background narrativo) passando per un ritratto à la teenage-movie decisamente disimpegnato, il film soprattutto nella seconda parte paga un netto calo nel ritmo, di pari passo al progressivo spostamento della narrazione su un piano più strettamente legato alle dinamiche “magiche”: così – complici effetti speciali che non sempre paiono efficacissimi – il film progressivamente perde incisività, ridimensionando la resa finale del progetto, che tuttavia pur con tutti i suoi numerosi difetti dimostra di saper percorrere la strada del teen-fantasy senza pedanterie e sentimentalismi sovraesposti.

Info
Il trailer di Beautiful Creatures.

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