Wolverine – L’immortale
di James Mangold
Secondo capitolo della saga dopo X-Men – Le origini: Wolverine, affidato alla regia di James Mangold, Wolverine – L’immortale è una poco emozionante lotta per la sopravvivenza di un pesce fuor d’acqua in una terra ostile (il Giappone), combattuta a colpi di artigli, spade e arti marziali.
Il passato è una terra straniera
Logan, il guerriero eterno, è in Giappone. Lì, l’acciaio dei samurai si scontrerà con gli artigli d’adamantio, mentre Logan affronterà una misteriosa figura dal suo passato, in un’epica battaglia che lo cambierà per sempre… [sinossi]
Con il recente crossover The Avengers, il progetto cinematografico della Marvel Comics ha raggiunto quello che si può considerare una sorta di giro di boa, dando di fatto inizio ad una seconda e sempre più travolgente fase, inaugurata nel migliore dei modi con Iron Man 3. A Wolverine – L’immortale spetta, dunque, il compito di proseguire il suddetto progetto, offrendo allo spettatore una nuova avventura che vede protagonista uno dei personaggi più amati di casa Marvel, e più in generale dell’intero universo fumettistico. Stiamo parlando di Logan che, in attesa di ritrovare i compagni di sempre nell’imminente reunion targata Bryan Singer, dal titolo X-Men: i giorni di un futuro passato, ritorna sul grande schermo nel secondo spin-off a lui dedicato, a quattro anni di distanza dal primo diretto con buoni risultati dal versatile Gavin Hood.
Dietro la macchina da presa troviamo questa volta James Mangold che, con all’attivo una carriera fatti di alti (Quando l’amore brucia l’anima) e di bassi (da Cop Land a Quel treno per Yuma), raccoglie il testimone dal collega sudafricano. A non cambiare, invece, è colui che da anni dà corpo e voce a Logan, ossia Hugh Jackman. L’attore australiano torna a vestire per la sesta volta i panni del supereroe creato da Len Wein, che lo ha definitivamente consacrato e che si può definire il suo alter ego cinematografico.
Concentrato di rabbia, muscoli, artigli e adamantio, Wolverine è costretto a fare nuovamente i conti con il dilemma morale sulle proprie origini e sulla sua natura, che in questo ennesimo capitolo del fortunato franchise di X-Men raggiunge l’apice. Stanco dell’immortalità, ne scoprirà il prezzo e il valore, ma non prima del catartico e brutale faccia a faccia con gli incubi di un amore tragicamente interrotto e i demoni del passato, che in questo episodio si celano dietro le maschere del mastodontico Silver Samurai e dei letali ninja di un clan nel Giappone moderno. L’eroe che non vuole essere tale, il più umano dei mutanti della galleria Marvel, se la dovrà vedere, prima con il conflitto interiore tra le sue due anime, poi con quello esteriore affrontando il villain di turno e i suoi scagnozzi silenziosi.
Partendo da una miniserie nipponica scritta da Chris Claremont e illustrata da Frank Miller nel 1990, per l’occasione rimanipolata per poi essere cronologicamente posizionata a poco tempo di distanza dagli avvenimenti narrati nella trilogia, lo script si sviluppa proprio intorno a queste lotte, che si consumano dentro e fuori un personaggio le cui azioni sono spesso guidate da un irrefrenabile istinto primordiale.
Data la natura così complessa del protagonista, dunque, sarebbe più che lecito aspettarsi una drammaturgia e una trasposizione costruite tanto sull’introspezione quanto sull’azione, ma come spesso accade il piatto della bilancia finisce con il tendere più verso il secondo aspetto. Mangold, da parte sua, prova a dare sostanza a un equilibrio tra cinetica e riflessione, cercando in tutti i modi di trasferire, attraverso l’interpretazione di Jackman, la sofferenza di un personaggio che insegue i fantasmi del passato per dare un senso al presente. Ciò che rimane è una poco emozionante lotta per la sopravvivenza di un pesce fuor d’acqua in una terra ostile, combattuta a colpi di artigli, spade e arti marziali. Questo perché la sceneggiatura e la regia non sono riuscite a scavare e a carpire dal dna intrinseco di Logan, diversamente da quanto fatto invece da Singer e Hood, l’enorme potenziale del quale è dotato. Il risultato è una pellicola capace di rialzare la testa solo quando alle parole si preferiscono i fatti (vedi l’attacco yakuza durante il funerale di Yashida, l’inseguimento sul tetto del treno proiettile e la resa dei conti nella pagoda), con la componente action che finisce con il prendere il sopravvento sulla fruizione, quest’ultima scarsamente supportata da un 3D futile e invisibile.
Info
Il sito ufficiale di Wolverine – L’immortale.
- Genere: action, avventura, cinecomic, fantasy
- Titolo originale: The Wolverine
- Paese/Anno: USA | 2013
- Regia: James Mangold
- Sceneggiatura: Christopher McQuarrie, James Mangold, Mark Bomback, Scott Frank
- Fotografia: Ross Emery
- Montaggio: Michael McCusker
- Interpreti: Brian Tee, Hal Yamanouchi, Hiroyuki Sanada, Hugh Jackman, Rila Fukushima, Tao Okamoto, Will Yun Lee
- Colonna sonora: Marco Beltrami
- Produzione: Marvel Enterprises, Twentieth Century Fox
- Distribuzione: 20th Century Fox
- Durata: 126'
- Data di uscita: 25/07/2013














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