G.I. Joe – La vendetta

G.I. Joe – La vendetta

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Gli eroi della Hasbro, pur calati in un volenteroso intreccio fantapolitico, finiscono inevitabilmente per fagocitare minuti e sequenze, privando la trama di fluidità e credibilità. G.I. Joe – La vendetta accatasta sequenze spettacolari non sempre riuscite e si focalizza su troppi personaggi appena abbozzati.

Quasi umani

Dopo aver apparentemente distrutto l’organizzazione terroristica internazionale Cobra, i membri del gruppo speciale G.I. Joe sono costretti a fare i conti con una minaccia globale. Accusati di alto tradimento e decimati da un attacco aereo deciso da un fasullo presidente degli Stati Uniti, i G.I. Joe devono fronteggiare nuovamente i temibili Comandante Cobra, Zartan, Storm Shadow e Firefly… [sinossi]

Il passo in avanti di G.I. Joe – La vendetta di Jon M. Chu è in realtà un passo indietro. La rinuncia alle armature potenzianti che avevano caratterizzato il primo episodio (G.I. Joe – La nascita dei Cobra di Stephen Sommers) costringe sceneggiatori e produttori a un approccio più realistico. Dall’interminabile sequenza parigina del film di Sommers, una vera e propria esaltazione dei poteri sovrumani dei G.I. Joe potenziati, si passa a imprese sempre straordinarie, ma narrativamente legate alla preparazione, alle doti fisiche e caratteriali dei super soldati a stelle e strisce. Insomma, dei marine al cubo, ma mortali e (in)fallibili.

Preso atto di questo cambio di rotta, con una decisa prevalenza della componente action sugli aspetti più fantascientifici, bisogna annotare i soliti limiti di un prodotto di derivazione ludica e inevitabilmente intriso di un machismo a tratti insopportabile e monocorde. Mancando dell’ironia che caratterizza action di ben altro spessore, come Jimmy Bobo – Bullet to the Head di Walter Hill [1], G.I. Joe – La vendetta affastella sequenze e gag di destrorsa ingenuità, beandosi delle masse muscolari del possente Dwayne Johnson e delle curve sinuose e bene in vista di Adrianne Palicki, soldatessa con più armi letali a disposizione.

Gli sforzi degli sceneggiatori Rhett Reese e Paul Wernick, resi popolari dall’horror-comedy Benvenuti a Zombieland, non riescono a limitare i danni di una serie che gira attorno a delle action figure in carne e ossa. Gli eroi della Hasbro, pur calati in un volenteroso intreccio fantapolitico, finiscono inevitabilmente per fagocitare minuti e sequenze, privando la trama di fluidità e credibilità. G.I. Joe – La vendetta accatasta sequenze spettacolari non sempre riuscite e si focalizza su troppi personaggi appena abbozzati. Si veda, ad esempio, la sottotrama di Storm Shadow, con snodi narrativi risolti in fretta e furia e una meccanica caratterizzazione psicologica. Si potrebbe dire lo stesso per i rimpianti militar-paterni della soldatessa Jaye, per lo scontato milieu del roccioso Roadblock e via discorrendo.

Sorvolando sulla rappresentazione da avanspettacolo di alcuni leader mondiali e sull’utilizzo incessante e invasivo della colonna sonora, dazio da pagare per molte produzioni hollywoodiane, possiamo annotare l’elevata qualità di alcune scene d’azione, peraltro valorizzate da un buon 3D. Tra le tante, segnaliamo i combattimenti e la fuga ad alta quota con le corde, filologicamente affidata ai personaggi orientali. Di ottimo livello sono anche alcune scenografie ipertecnologiche, come la complessa prigione-bunker che dovrebbe ospitare a lungo Snake Eyes. Apprezzabile, infine, la comparsata di Bruce Willis, il Joe originale, un flebile raggio di ironia in un buio pesto di esaltazione militaresca.

Note
1.
Abbiamo mancato di poco lo “scontro diretto” nelle sale: Bullet to the Head, distribuito dalla Buena Vista International, esce infatti il 4 aprile, una settimana dopo G.I. Joe – La vendetta. Sarà interessante confrontare l’incasso del nuovo episodio con i risultati non sfavillanti del primo capitolo, fermatosi nel Bel Paese a 2.792.423 euro.
Info
Il trailer italiano di G.I. Joe – La vendetta.
G.I. Joe – La vendetta su facebook.
Il sito ufficiale di G.I. Joe – La vendetta.
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