Il cacciatore di giganti

Il cacciatore di giganti

di

Il cacciatore di giganti è un fantasy che si adagia anima e corpo sulla tecnologia, sui pixel, senza tentare mai di scardinare la routine visiva e narrativa dei blockbuster per famiglie.

I cavalieri che non fecero l’impresa

Un’antica guerra riaffiora il giorno in cui un giovane agricoltore apre involontariamente una porta tra il nostro mondo e quello di una spaventosa razza di giganti. Liberi di vagare sulla Terra per la prima volta da centinaia di anni, i giganti reclamano i territori un tempo perduti, costringendo il giovane Jack a prendere parte alla battaglia della sua vita per fermarli. Lottando per un regno, per i suoi abitanti e per l’amore di una principessa coraggiosa, Jack si ritrova faccia a faccia con questi inarrestabili guerrieri che credeva esistessero solo nelle leggende, e ha l’occasione di diventare egli stesso una leggenda… [sinossi]

È ingannevole l’incipit de Il cacciatore di giganti: si ha quasi l’impressione di trovarsi di fronte a un’avventura fantasy dei primi anni Ottanta, come Il drago del lago di fuoco o La storia infinita, in quel tempo oramai lontano in cui la narrazione non era stata ancora fagocitata dagli effetti speciali. Nell’era della computer grafica e del cinema tridimensionale, salvo rari casi, la meraviglia visiva sovrasta lo script, lo inaridisce, svuota e banalizza i personaggi. Ed è così che nella riscrittura di un due celebri fiabe, Jack and the Beanstalk e Jack the Giant Killer, i tempi del racconto vengono compressi per fare spazio alla sovrastruttura spettacolare, alle parentesi romantiche, alle divagazioni comiche e persino a quelle blandamente orrorifiche.

Il film diretto da Bryan Singer, oramai lontanissimo dai primi successi (I soliti sospetti, X-Men, X-Men 2), imbocca diverse strade, come se fosse alla ricerca di tutto il pubblico possibile. Ci sono nomi di richiamo per diverse generazioni, come il volenteroso Nicholas Hoult e uno spaesato Ewan McGregor, la bella di turno Eleanor Tomlinson e ottimi interpreti utilizzati per una o due gag come Eddie Marsan, calatosi senza sforzo alcuno in un ruolo evidentemente alimentare. Hanno qualche minuto in più Stanley Tucci ed Ewen Bremner, che sembrano citare un po’ Robin Hood – Principe dei ladri di Kevin Reynolds (lo sceriffo di Nottingham) e un po’ il Robin Hood disneyano di Wolfgang Reitherman (Sir Biss). Da qualsiasi angolazione lo si voglia guardare, è un cast indubbiamente sprecato.
Dal punto di vista squisitamente visivo, stupisce in negativo la bassa qualità delle animazioni iniziali, legnose oltre le intenzioni. Più convincente invece la computer grafica utilizzata in chiave fotorealistica: l’arrivo nella terra dei giganti, in questa sorta di isola nel cielo che richiama un po’ troppo il King Kong di Peter Jackson, ha un buon impatto spettacolare, come il primo incontro con i colossali nemici. Della messa in scena di Singer, diligente e forse troppo occupato con il 3D e la computer grafica, ci resta ben poco: Il cacciatore di giganti è un fantasy che si adagia anima e corpo sulla tecnologia, sui pixel, senza tentare mai di scardinare la routine visiva e narrativa dei blockbuster per famiglie.

Pensato per accalappiare vaste platee, Il cacciatore di giganti si rivela un progetto senza una reale raison d’être [1]. Avrebbe probabilmente giovato un approccio più orrorifico e adulto, magari sulla falsariga di Guillermo del Toro. Oppure, ma siamo fuori tempo massimo, avrebbe avuto più senso focalizzarsi sul racconto, delineando meglio i personaggi, senza far arrivare in tutta fretta alla meta finale l’audace e umile Jack e la modernissima principessa Isabelle. Meglio, molto meglio, recuperare Topolino e il fagiolo magico (secondo episodio di Bongo e i tre avventurieri, 1947), versione disneyana con Mickey Mouse nei panni di Jack.

NOTE
1.
Più di qualsiasi giudizio critico, in questi casi dovrebbe forse valere l’inappellabile responso del botteghino statunitense. Costato circa duecento milioni di euro, il film diretto da Singer e targato Warner Bros ha incassato ad oggi negli Stati Uniti meno di sessanta milioni. Maluccio per un blockbuster.
INFO
Il sito ufficiale de Il cacciatore di giganti.
Il cacciatore di giganti su facebook.
Il trailer italiano de Il cacciatore di giganti.
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-01.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-03.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-04.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-05.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-06.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-07.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-08.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-09.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-10.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-11.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-12.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-13.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-14.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-15.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-16.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-17.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-18.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-20.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-21.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-22.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-23.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-24.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-25.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-26.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-27.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-28.jpg
  • il-cacciatore-di-giganti-2013-bryan-singer-29.jpg

Articoli correlati

  • Archivio

    La bella e la bestia

    di Gans mette mano alla fiaba di Madame de Villeneuve, incorniciando la bella Léa Seydoux tra i pixel della computer grafica.
  • Archivio

    Hansel & Gretel – Cacciatori di streghe

    di La storia comincia quindici anni dopo che i fratelli Hansel e Gretel sono riusciti a scappare dalla strega cattiva...
  • Classici & Cult

    King Kong

    di King Kong è la messa in scena dell'utopia di Colin McKenzie, è il cinema bigger than life che celebra sé stesso, è il set della Salomè che emerge dalla giungla...
  • Archivio

    Cappuccetto rosso sangue RecensioneCappuccetto rosso sangue

    di Preoccupati delle intenzioni dei genitori, Valerie e Peter progettano una fuga insieme, ma presto scoprono che la sorella maggiore di Valerie è stata uccisa da un lupo nella foresta del villaggio...
  • Archivio

    Maleficent

    di Arriva in sala Maleficent, versione live action della celebre fiaba di Perrault La bella addormentata nel bosco. Vista, stavolta, dalla prospettiva della malvagia strega Malefica, fattucchiera demoniaca antagonista della principessa Aurora.
  • In Sala

    Into the Woods

    di Da un musical risalente a quasi un trentennio fa, Rob Marshall rilegge e fa collidere tra loro quattro iconiche fiabe, con qualche incertezza di tono ma non senza coraggio nel valorizzarne il lato oscuro.
  • In sala

    PPZ – Pride and Prejudice and Zombies

    di La provocazione, furba ma feconda, che caratterizzava l'omonimo romanzo di Seth Grahame-Smith, perde in PPZ - Pride and Prejudice and Zombies gran parte della sua ragion d'essere, risultandone in un film esile e scombinato.
  • Archivio

    Operazione Valchiria

    di Dopo Superman Returns, l’ex enfant prodige del cinema americano Bryan Singer, con Operazione Valchiria racconta la vera storia del colonnello Claus von Stauffenberg, che attentò alla vita di Adolf Hitler.
  • Archivio

    bohemian rhapsody recensioneBohemian Rhapsody

    di Bohemian Rhapsody è il racconto della carriera dei Queen, e in particolare di Freddie Mercury, dagli esordi fino all'esibizione al Live Aid del 1985. Bryan Singer dirige un biopic canonico, che ragiona solo lateralmente sul concetto di icona, e di sua rappresentazione.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento