Trento Film Festival 2013 – Bilancio

Trento Film Festival 2013 – Bilancio

Le tante pellicole proposte dalle sezioni del Trento Film Festival 2013 (Alp&Ism, Concorso, Destinazione Turchia, Eventi, Eurorama, Orizzonti vicini, Proiezioni speciali, Terre Alte) raccontano e creano luoghi, costruiscono e ricostruiscono immaginari.

Territori inesplorati

Si muove in molteplici direzioni l’esplorazione del Trento Film Festival 2013, giunto oramai alla sessantunesima edizione, conclusa domenica 5 maggio – da non dimenticare l’appendice bolzanina, che chiude i battenti mercoledì 8 maggio. Dalle vette alpine agli abissi della mente, dalle distese innevate ai luoghi esotici, il viaggio proposto dalla kermesse trentina oltrepassa confini reali e virtuali, prendendo per mano lo spettatore e accompagnandolo lungo percorsi tematici, verso isole immaginarie, alla scoperta di angoli di paradiso o d’inferno. L’edizione 2013, sul solco della precedente, mescola interessanti lungometraggi di finzione come la commedia nera Sightseers di Ben Wheatley e documentari come il biopic Messner – Der Film di Andreas Nickel, vero e proprio evento culturale e sentimentale per gli spettatori trentini e bolzanini.Tra le tante opere da segnalare, oltre ai film premiati dalla giuria, citiamo quantomeno il documentario Mein erster Berg dello svizzero Erich Langjahr, placido ritratto del magnifico Monte Rigi e del massiccio pastore Martel Schindler; il coinvolgente Village at the End of the World di Sarah Gavron, documentario sul remoto villaggio di pescatori Niaqornat, nel nord della Groenlandia; l’italiano Materia oscura di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, già applaudito alla Berlinale 2013 e segnale più che incoraggiante per la produzione documentaristica del Bel Paese.

L’alchimia cercata e ottenuta dal direttore artistico Sergio Fant si traduce in programmi e abbinamenti spesso sorprendenti, abbacinanti, come il dittico L’île di Pauline Delwaulle, cortometraggio che disegna le linee di un’isola abitata da pinguini, e The Observers di Jacqueline Goss, lungometraggio breve dal ritmo ipnotico, ispirato al racconto The Great Carbuncle di Nathaniel Hawthorne. Le tante pellicole proposte dalle sezioni del Trento Film Festival (Alp&Ism, Concorso, Destinazione Turchia, Eventi, Eurorama, Orizzonti vicini, Proiezioni speciali, Terre Alte) raccontano e creano luoghi, costruiscono e ricostruiscono immaginari: ai film etnografici di Eurorama, come The Tanners di Cosmin Tiglar o Voci altre – Tre giorni a Premana di Renato Morelli, si affiancano i lungometraggi turchi Beyond the Hill di Emin Alper e Watchtower di Pelin Esmer, fiori all’occhiello di una cinematografia sempre preziosa. E anche nelle proposte meno ispirate, come l’ambizioso ma sgangherato Letters from the Big Man di Christopher Munch, improbabile dramma minimalista con tanto di Bigfoot, ci si spinge oltre i consueti confini cinematografici, in un’avventurosa ricerca estetica e narrativa. Il Trento Film Festival si rivela ancora una volta un punto di partenza per inoltrarsi in territori inesplorati.

Expedition to the End of the World del danese Daniel Dencik si è aggiudicato il Gran Premio Città di Trento – Genziana d’oro della sessantunesima edizione del Trento Film Festival [1]. Di seguito la lista dei premiati:

Gran Premio Città di Trento – Genziana d’oro
Expedition to the End of the World
di Daniel Dencik (Danimarca)

Premio del Club Alpino Italiano
Genziana d’oro al miglior film di alpinismo o montagna
Pura vida
di Pablo Iraburu e Migueltxo Molina Ayestaran (Spagna)

Premio Città di Bolzano
Genziana d’oro al miglior film di esplorazione o avventura
Le thé ou l’électricité
di Jérôme Le Maire (Belgio)

Genziana d’argento al miglior contributo tecnico-artistico
Libros y nubes
di Pier Paolo Giarolo (Italia)

Genziana d’argento al miglior mediometraggio
The Observers
di Jacqueline Goss (USA)

Genziana d’argento al miglior cortometraggio
The Hunter
di Marieka Walsh (Australia)

Premio della Giuria
No hay lugar lejano
di Michelle Ibaven (Messico)

Premio Luciano Emmer del SNGCI
The Hunter
di Daniel Nettheim (Australia)

NOTE
1.
La motivazione della giuria composta da Pelin Esmer, Tizza Covi, Joni Cooper, Daniele Gaglianone e Maurizio “Manolo” Zanolla: «questo gruppo disparato di personaggi unici ha saputo esprimere un profondo senso di avventura, scoperta e ricerca scientifica con grande humour e attraverso nuovi modi di vedere».
INFO
Il sito del Trento Film Festival 2013.

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