La sfida

La sfida

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Non tutti i film di Francesco Rosi possono vantare un’edizione in DVD, ed è dunque un vero piacere cinefilo riscoprire la grande maturità estetica e narrativa del suo film d’esordio, approntato per la visione domestica da Dolmen Home Video e dalla CG Entertainment.

Vito Polara è un giovane e ambizioso contrabbandiere di sigarette, deciso a inserirsi nelle maglie della rete camorristica che controlla il mercato ortofrutticolo di Napoli. Reso audace dai primi successi e spinto dal desiderio di arricchirsi, Vito trasgredisce alle regole di Salvatore Aiello, a capo dell’organizzazione criminale. Così, il giorno delle nozze con Assunta, giunge la notizia che un prezioso carico di merce da lui commissionato è stato rifiutato dai contadini… [sinossi]

Non di sole top ten delle vendite vive l’Home Video. Anzi, se i supporti domestici hanno una propria specificità, è proprio quella di rendere disponibili dei contenuti da tempo invisibili, piccoli grandi capolavori della storia del cinema, rimasti troppo a lungo nel limbo in attesa di un fugace e magari nottambulo passaggio televisivo. Nonostante sia uno dei maestri del cinema civile italiano e con all’attivo una filmografia di soli diciotto titoli – co-regie comprese – non tutti i film di Francesco Rosi possono vantare un’edizione in DVD, ed è dunque un vero piacere cinefilo riscoprire la grande maturità estetica e narrativa di La sfida, ottimo esordio per l’autore di Salvatore Giuliano e Le mani sulla città, approntato per la visione domestica da Dolmen Home Video e dalla CGHV. Pellicola vincitrice alla XIX Mostra del Cinema di Venezia del Premio Speciale della Giuria, La sfida è una storia esemplare di camorra rurale, un intreccio di amore e malavita crudo ma dalla grande eleganza visiva (la fotografia è firmata da Gianni Di Venanzo), più vicino alla tradizione del dramma sociale statunitense, con echi del cinema di Elia Kazan o Sidney Lumet, che alla lezione del neorealismo nostrano, specie se lo si confronta con lo stile ascetico di un Rossellini. Protagonista della vicenda è Vito Polara (José Suárez) un giovane traffichino di belle speranze, che in una Napoli post bellica ancora sventrata dai bombardamenti, si barcamena con il contrabbando di sigarette. Quando i suoi scagnozzi vedono sfumare un carico di tabacchi clandestini, decidono di acquistare in cambio cocuzze e cocuzzelle (zucche e zucchine) che iniziano a vendere in strada riscuotendo un inatteso successo. È infatti in corso uno sciopero agricolo e i vegetali  vanno letteralmente a ruba. Fiutato l’affare, Vito ordina di alzare subito i prezzi e medita poi di lanciarsi, da avido ma incosciente imprenditore qual è, nel mercato ortofrutticolo. Alla sua prima trasferta in campagna, scoprirà che a gestire tutte le derrate di frutta e verdura è il boss campestre Salvatore Aiello (Decimo Cristiani) e questi  non ha alcuna intenzione di dividere la sua fortuna né il suo monopolio con nessuno, meno che mai con l’ultimo arrivato. La situazione si complica quando Vito incontra Assunta (Rosanna Schiaffino) giovane e sensuale vicina di casa, e decide di sposarla. Indebitatosi per coprire le spese del matrimonio e di un lussuoso appartamento nuziale, Vito deciderà, per non perdere un lucroso affare, di contravvenire ad un blocco dei raccolti ordinato da Ajello, mettendosi così seriamente nei guai.

Realizzato con vera cura cinefila, il pregevole DVD paga il giusto tributo a un autore dal grande talento, fautore di un cinema culturalmente alto ma anche popolare e spesso orgogliosamente meridionalista, ben distante dai cliché del folklore e capace di mescolare informazione e affabulazione, lucide analisi e emozioni, per un rapporto con la realtà che non si direbbe mediato dal solo intelletto bensì anche profondamente viscerale e dall’estetica a tratti sontuosa.
Si veda ad esempio la millimetrica orchestrazione delle location, vere protagoniste ne La sfida, con i luoghi deputati ai traffici illeciti, ovvero gli ampi squarci urbani – eredità dei pesanti bombardamenti subiti da Napoli – e la campagna pianeggiante distesa sotto il sole del mezzogiorno, contrapposti a quell’ampio cortile del caseggiato in cui Vito vive con il suo numeroso clan familiare, luogo consacrato agli affetti e all’amore, che resta inviolato dalla camorra.
Vero e proprio palcoscenico aggettante sulla città, il cortile è un labirinto periglioso almeno quanto le dinamiche della malavita, da esso si dipanano scalette a chiocciola e ballatoi pronti a condurre il protagonista verso un’arena inattesa: quella terrazza riarsa dal sole, destinata a divenire testimone di una passione amorosa coreografata come un balletto, palpitante di un erotismo perturbante e potenzialmente esiziale.

Come di rado accade per la riedizione dei film del passato,  il dvd della Dolmen annovera una serie di extra di tutto rispetto. A partire da una lunga (di oltre un’ora)  intervista all’autore raccolta da Carlo Lizzani nell’ambito del progetto “Memorie del Cinema Italiano” (collana ideata e prodotta da Felix Film), dove è possibile avere un assaggio della fluvialità aneddotica che caratterizza Rosi quando parla del suo cinema. Concedendosi generosamente al suo interlocutore, l’autore ripercorre liberamente i titoli della sua carriera, ne spiega la nascita produttiva, l’urgenza creativa soggiacente e quella sua idea di cinema come strumento d’inchiesta e di conoscenza, che oggi annovera qualche filiazione e nessun vero erede.
Possiedono l’aura mistica di un reperto archeologico – e non a caso gli originali sono oggi al Museo del Cinema di Torino – invece le “Annotazioni manoscritte di sceneggiatura” capaci di entusiasmare il cinefilo archeologo, proprio per la loro ineludibile natura di frammento. Diverte poi riscoprire il linguaggio un po’ arcaico, specie per uno spettatore contemporaneo, del trailer destinato a sponsorizzare l’uscita del film nelle sale. Denominato giustamente “presentazione cinematografica” e dalla durata un po’ più estesa rispetto agli standard odierni, il filmato lascia scorrere alcuni dei momenti salienti della pellicola accompagnandoli con una voce tonante da cinegiornale che illustra la storia narrata (puntando soprattutto – buon vecchio marketing non mente – sulla love story tra i due protagonisti) e la cui perentorietà è ribadita dalle altrettanto pleonastiche didascalie.  Completano infine il reparto contenuti speciali : galleria fotografica, locandina originale e Filmografie.

Si  fa ancora più forte di fronte alla riscoperta di titoli come La sfida il rimpianto nello scoprire che non sono molti i film di Francesco Rosi a poter vantare un’edizione italiana  in dvd. La Dolmen, da parte sua, ha in catalogo anche Cristo si è fermato a Eboli e Salvatore Giuliano, ma molto resta ancora da fare e si auspica che quel Leone d’Oro alla carriera di fresca consegna – il primo della nuova gestione Barbera della Mostra del Cinema – possa esortare i distributori in tal senso. Risulta ad esempio fuori catalogo il dvd di Cadaveri eccellenti (Cde), inesistente poi quello di Lucky Luciano (ne è in commercio una versione spagnola) e sarebbe forse ora di concedere al pubblico nostrano anche un’edizione Home Video (parliamo sempre di versione italiana, perché l’americana Criterion ce l’ha in catalogo da anni) de Il momento della verità, forse una delle più lancinanti, carnali e sconvolgenti riflessioni sulla messinscena e la morte. Non risulta poi in commercio uno dei capolavori indiscussi di Rosi, Le mani sulla città (anche per questo titolo bisogna ricorrere all’edizione Criterion), bruciante film-inchiesta sull’abusivismo edilizio a Napoli, con protagonista Rod Steiger; e sale ancora di più l’indignazione quando mentre la cronaca nera riporta di nuovi crolli nella città partenopea, la televisione di Stato preferisce mandare in onda altro anziché rispolverare il film. Ma evidentemente il cinema, e quello di Rosi in particolare, fa più paura dell’informazione codificata dei Tg, in grado di passare sempre agilmente alla prossima notizia.

Info
La scheda di La sfida sul sito di CG Entertainment.
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