Heli

Con Heli il regista messicano Amat Escalante trascina lo spettatore nell’ingranaggio di violenza in cui è intrappolata la sua nazione. In concorso a Cannes 2013.

La faccia triste dell’America

In Messico la famiglia di Estela, una ragazzina di dodici anni, è intrappolata in un ingranaggio di violenza quando lei si innamora di un giovane poliziotto implicato in un traffico di droga… [sinossi]
E il mio amore per lei
i suoi passi accompagnerà
nel bene e nel dolor
queste son situazioni
di contrabbando
meglio star qui
seduto a guardare il
cielo davanti a me.
Enzo Jannacci, Messico e nuvole

Il Messico che prende corpo sullo schermo durante la visione di Heli, terzo lungometraggio da regista per Amat Escalante, è una nazione brulla, piatta, priva della benché minima traccia di erba: una terra inospitale, all’apparenza inadatta alla vita, specchio riflesso e perfetta metafora della società umana che vi è installata sopra, dominata dalla violenza e dal sopruso. È infatti in corso una guerra senza quartiere tra i corpi speciali della polizia e i narcotrafficanti: se da un lato tonnellate di marijuana, cocaina e hascisc vengono date alle fiamme dalle forze dell’ordine, in una prova di forza ai limiti del ridicolo, dall’altro chi detiene il cartello della droga non si fa alcuno scrupolo nell’uccidere, seviziare e rapire chiunque intralci (magari anche inconsapevolmente) i suoi piani.
Dopo aver diretto Sangre e Los bastardos, entrambi presentati a Cannes in Un certain regard (mentre Heli è stato inserito addirittura tra i pretendenti alla Palma d’Oro), Escalante traccia una volta di più un panorama disilluso e disperato della società messicana, terra di nessuno nella quale è impossibile trovare una via di fuga. Lo sa bene Heli, operaio ventenne che vive, oltre che con la moglie e il loro bambino, con il padre e la sorellina Estella, di appena dodici anni. La ragazzina ha intrecciato una relazione con Beto, un diciassettenne alle prese con l’addestramento per entrare nei corpi speciali di polizia: quest’ultimo, spinto dall’illusione di poter costruire un futuro solido con Estella, pensa bene di trafugare due pacchi di cocaina ai narcotrafficanti e di nasconderli nella cisterna d’acqua della casa di Heli. La reazione della malavita sarà a dir poco violenta…

Heli possiede in nuce tutte le qualità che potrebbero permettergli di aprire squarci dolorosi nella compassata tranquillità borghese di buona parte del cinema contemporaneo: un panorama proletario abbandonato alla mercé delle intemperie sociali, schizzi di iper-violenza improvvisi e ai limiti estremi del sadismo, un minimalismo pauperistico che costringe lo spettatore a un vero e proprio tour de force emozionale, e via discorrendo. Se a questo si aggiunge una regia che predilige i piani sequenza a macchina fissa dilatando l’azione fino a renderla a tratti quasi insostenibile, le speranze di trovarsi di fronte a un piccolo gioiello diventano sempre più corpose. Anche per questo alla fine del film, mentre scorrono i titoli di coda, la delusione si fa ancora maggiormente cocente. Il problema di fondo di Heli, se tale può definirsi, risiede nella studiata asciuttezza della messa in scena di Escalante: quasi volesse in realtà tenersi a distanza dalla materia del contendere, il regista messicano non arriva mai realmente a sporcarsi le mani con le turpitudini che prendono vita sullo schermo.
Anche la più brutale e insopportabile delle nefandezze (e tra cani trucidati, peni dati alle fiamme e impiccagioni il repertorio a disposizione appare piuttosto variegato) sembra trovare residenza all’interno della narrazione più per épater le bourgeois che per un reale scandaglio degli abissi dell’essere umano. Senza citare, tra l’altro, alcuni passaggi per lo meno discutibili, soprattutto per quel che concerne le difficoltà nella relazione sessuale tra Heli e la sua compagna, trattate con una superficialità psicologica francamente risibile. Rimane l’apprezzabile tentativo di Escalante – destinato però a rimanere sulla carta – di meticciare un corpus narrativo così denso e doloroso con svisate autoriali che arrivano a lambire i bordi del grottesco. Ma non può bastare.

Info
Il trailer ufficiale di Heli
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