Bling Ring

Bling Ring

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Preso come rappresentazione di un vuoto pneumatico, Bling Ring appare pericolosamente filologico. Godibile ma davvero impalpabile, il film della Coppola porta alle estreme conseguenze l’incipit di Somewhere. Presentato al Festival di Cannes 2013 nella sezione Un Certain Regard.

Karma? No, Chanel

Il film, basato su eventi realmente accaduti, racconta la storia di un gruppo di adolescenti che, ossessionati dalla fama, misero in atto una serie di furti nelle case di alcune celebrità di Hollywood, tra cui Orlando Bloom, Paris Hilton e Lindsay Lohan… [sinossi]

Sofia Coppola. E poi Paris Hilton, Lindsay Lohan, Megan Fox, Audrina Patridge, Orlando Bloom e altri volti più o meno idolatrati da milioni e milioni di giovani fan [1]. I loro vestiti, i loro accessori, le loro case. Le loro vite. Bling Ring, opera quinta della Coppola, ha aperto la sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes e ci ha catapultati in una dimensione luccicante e totalmente priva di consistenza. La vicenda dei rapinatori teenager di ville dei vip è un paradigma esemplare della traiettoria discendente della civiltà occidentale, visivamente rappresentata dal trionfo di scarpe, occhiali, orologi e via discorrendo, in un’orgia cromatica e ipnotica. La fama, il denaro, l’effimero, magari con qualche spruzzata di karma e di bimbetti africani da sfamare. Si ruba per apparire, per sentirsi come Paris Hilton e Lindsay Lohan.

La regista e sceneggiatrice statunitense prosegue nel suo macroracconto diretto o indiretto della vita di Hollywood e dintorni [2], spostando l’attenzione sui figli del bombardamento mediatico, su questi piccoli cloni di stelle e stelline. Il suo sguardo esterno/interno non riesce però a dare corpo a una pellicola che si regge sulla reiterazione delle rapine, condite da una messa in scena vivace ma fin troppo facile. Forse ancor più della esile trama, appare scontato l’impianto visivo (ad eccezione del piano sequenza della rapina in campo lungo e quadro fisso) tutto giocato sulla sovrabbondanza di scarpe e affini. Non bastano una chitarra distorta o le riprese con la telecamera a circuito chiuso in visione notturna per sorreggere e giustificare uno script quasi inesistente. Inevitabile l’impari confronto con Spring Breakers di Harmony Korine, accostabile dal punto di vista tematico ma distante anni luce nella travolgente sovrastruttura estetica e sonora.

Preso come rappresentazione di un vuoto pneumatico, Bling Ring appare pericolosamente filologico. Godibile ma davvero impalpabile, il film della Coppola porta alle estreme conseguenze l’incipit di Somewhere (2010). Come la macchina guidata Stephen Dorff/Johnny Marco, la cineasta nordamericana sembra entrata in un loop artisticamente pericoloso, impantanata in storie ed estetiche oramai autoreferenziali e poco fertili.
Messa finalmente alle spalle l’interminabile macrosequenza delle rapine (ovvero gran parte del lungometraggio), Bling Ring è costretto a fare i conti con il racconto, coi dialoghi, con la scrittura. Tra le mani ci resta però pochissimo, giusto l’intervista a Nicki/Emma Watson con tanto di madre invadente e con un campionario di risposte degne di una concorrente di Miss California. Divertente.
Giustamente esclusa dal concorso di Cannes, e generosamente premiata a Venezia per Somewhere, Sofia Coppola sembra essere giunta a un bivio artistico. La necessità di cambiare rotta appare impellente. Le variazioni à la Henry Purcell meglio lasciarle a Wes Anderson.

Note
1. Limitiamo il who is who all’attrice Audrina Patridge, più che graziosa californiana dalla risicata e poco nobile filmografia: Trappola in fondo al mare 2 – Il tesoro degli abissi (2009), Patto di sangue (2009), Honey 2 (2011), Scary Movie 5 (2013) e un po’ di televisione. Tutto qui. 2. Tra i ritratti di vite da star possiamo tranquillamente considerare anche il biopic ultrapop Marie Antoinette (2006), che ha più di un punto in comune con il nuovo lungometraggio.
Info
La pagina facebook di Bling Ring: facebook.com/BlingRingMovie
Il sito italiano di Bling Ring: blingring.it/#/homepage
Il sito ufficiale di Bling Ring: theblingring.com
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