È morto Aleksei Balabanov

È morto Aleksei Balabanov

La notizia della scomparsa di Aleksei Balabanov è arrivata come un fulmine a ciel sereno.

San Pietroburgo, 18 maggio 2013 – La notizia della scomparsa di Aleksei Balabanov (a volte riportato anche con la traslitterazione Alexei) è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Nel pomeriggio di sabato 18 maggio alcune agenzie di stampa, tra cui Rio Novosti, hanno fatto sapere che il geniale regista russo sarebbe morto nei pressi di San Pietroburgo, in seguito a un malore. Sulle circostanze del decesso non è stato aggiunto molto, finora, ma pare che sia stato conseguenza di un attacco cardiaco. Tra i primi a dare conferma dell’accaduto, su Ekho Moskvy radio, il produttore Sergei Selyanov, che ha contribuito alla realizzazione di molti dei suoi film.

La morte di Alexei Balabanov è avvenuta ad appena 54 anni. Non diversamente da quanto accadde nel 2010, quando fu il maestro dell’animazione giapponese Satoshi Kon ad andarsene prematuramente, questo lutto è per il mondo del cinema una tragedia che ci ha preso tutti in contropiede, privandoci all’improvviso di un talento non comune. Altre circostanze decisamente infauste andrebbero sommate al dramma in questione: tra i più riusciti e popolari film diretti da Balabanov vi sono infatti Brother (Brat, 1997) e Il fratello grande (Brat 2, 2000), dittico dedicato alle avventure del giovane killer Danila Bagrov al quale Sergei Bodrov Jr aveva prestato il volto. Con lui il regista aveva collaborato nuovamente nel 2002 grazie a War (Voyna), film sul conflitto tra russi e ceceni. Ma lo stesso attore protagonista dei suoi film, figlio del grande Sergei Bodrov e altro talento in crescita del cinema post-sovietico, era caduto poi vittima di una immane disgrazia: sempre nel 2002 lui e i 27 elementi della sua troupe cinematografia vennero travolti da una rovinosissima frana, che spazzò via interi villaggi, proprio mentre preparavano le riprese di un lungometraggio tra le montagne del Caucaso. Di loro non sopravvisse nessuno.

Tentando di andare oltre l’aura tragica testé descritta, c’è da dire che Aleksei Balabanov si è imposto sin dall’inizio come uno dei cineasti più poliedrici, caustici e innovativi, tra quelli emersi sul finire dell’Unione Sovietica e alla nascita della nuova Russia, realtà queste di cui ha spesso evidenziato gli aspetti più oscuri, morbosi, violenti e problematici. Ne è un esempio il conturbante Cargo 200 (Gruz 200, 2007), un thriller cupo, spiazzante e brutale ambientato all’epoca della presenza militare sovietica in Afghanistan. L’ultimo film del cineasta nativo di Sverdlovsk, Me Too (Ya tozhe khochu), era stato presentato nel 2012 al Festival di Venezia. Pare che adesso si stesse dedicando a un impegnativo progetto cinematografico, incentrato sulla giovinezza di Stalin. Ma la sua parabola artistica purtroppo si conclude qui. Aleksei Balabanov lascia una moglie, Nadezhda Vasilyeva, e due figli.

Filmografia

Egor and Nastja (1989)
Sulla storia dell’aeronautica in Russia (1990)
Sčastlivye dni (t.l.: Giorni felici, 1991)
Zamok (t.l.: Il castello, 1994)
Trofim, episodio del film The Arrival of a Train (Pribytie poezda, 1995)
Brother (Brat, 1997)
Of Freaks and Men (Pro urodov i ljudej, 1998)
Il fratello grande (Brat 2, 2000)
War (Vojna, 2002)
Zhmurki (2005)
It Doesn’t Hurt (Mne ne bol’no, 2006)
Cargo 200 (Gruz 200, 2007)
Morphine (Morfij, 2008)
Me Too (Ja tozhe hochu, 2012)

Articoli correlati

  • Venezia 2012

    Me Too

    di Me Too di Aleksei Balabanov mescola black comedy e western contemporaneo, fantascienza e misticismo, echi della Russia comunista e segnali evidenti del nuovo che avanza, cercando di mettere in scena le inquietudini e l’instabilità di una nazione e di un popolo.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento