Se sposti un posto a tavola

Se sposti un posto a tavola

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Esordio al lungometraggio di Christelle Raynal, Se sposti un posto a tavola è un’ode al potere di scelta e al destino, un godibile ma imperfetto viaggio attraverso i tanti volti dell’amore e le tante possibili strade e opportunità che la vita offre.

A pranzo (di nozze) con il destino

Un banchetto di nozze sta per iniziare. Un ragazzo ed una ragazza hanno fatto cadere inavvertitamente i segnaposto e in gran fretta li ripongono a casaccio sul tavolo. Per gli ignari invitati, seduti a quel tavolo, questa nuova disposizione farà la differenza. [sinossi]

Nelle commedie romantiche i matrimoni non sono certo una rarità: che si tratti del coronamento dell’happy ending, della premessa per lo sviluppo di nuove dinamiche o di uno snodo decisivo nell’articolarsi degli eventi, il “fatidico sì” rappresenta certamente una ricca fonte di ispirazione e spunto per gli intrecci a tematica amorosa. Né rappresenta una particolare originalità quella di raccontare la volubilità del destino, le tante possibili strade che la vita può intraprendere a partire da un piccolo e apparentemente insignificante cambio di rotta.
Christelle Raynal, con alle spalle una carriera nel settore della pubblicità, esordisce alla regia di un lungometraggio con Se sposti un posto a tavola, commedia romantica sugli scherzi del fato.

Il banchetto di nozze di Marie sta per iniziare e lei ed Eric – che sono stati una coppia per anni prima che lei conoscesse il neo-sposo – si ritagliano un ultimo momento di intimità insieme: inavvertitamente i due fanno cadere i biglietti segnaposto da un tavolo già imbandito e ad Eric va il compito di ricostruire l’equilibrio smarrito, nella consapevolezza che una disposizione diversa potrebbe modificare il corso degli eventi.
Il film è tutto giocato sulla commistione di toni, dalla leggera irriverenza al romanticismo più enfatico, nel pieno dello stile agrodolce della commedia sentimentale francese: ma se il nodo centrale della narrazione è l’amore e le sue conseguenze, la Raynal lascia che prenda forma una riflessione che prescinde dal discorso strettamente legato al rapporto di coppia, indagando le fragilità e le insicurezze di una manciata di personaggi, vittime delle loro piccole e grandi insoddisfazioni. È uno spaccato umano ricco e variegato quello portato sullo schermo da Se sposti un posto a tavola, capace di spaziare velocemente attraverso i vari segmenti narrativi, tendenzialmente tratteggiati nel segno della caricatura: ma fra le ansie di una moglie sull’orlo di una crisi di nervi, l’insoddisfazione di un aspirante fotografo poco fortunato, le delusioni amorose di una sorella perennemente single e le complicate geometrie di amanti di un marito fedifrago seriale, il messaggio del film si articola con chiarezza, puntando i riflettori sul potere di scegliere, di dare volontariamente forma al proprio destino.

Tra matrimoni in affanno, amori da inseguire, la ricerca disperata di un figlio che non arriva, insoddisfazioni personali e professionali, la pellicola è un colorato mosaico di esperienze umane dove a trionfare sono comunque i buoni sentimenti: a dispetto però delle positive premesse, il progetto sembra stentare a spiccare il volo, zavorrato dalla poca originalità degli sviluppi della storia. Il film è girato con consapevolezza, attingendo peraltro all’immediatezza del linguaggio e al ritmo della pubblicità ed è recitato con efficacia da un eterogeneo team di attori che affianca volti più o meno noti del cinema d’Oltralpe, eppure al progetto sembra mancare il guizzo definitivo: gli schemi e le situazioni presentate sullo schermo, di per sé non particolarmente innovative, non sono reinventate e rese più accattivanti e il film pur fresco e disimpegnato non sembra riuscire a trovare una propria dimensione personale, limitandosi a gradevole affresco di un’umanità un po’ frustata.
Immaginato come una favola contemporanea che insegue le tante possibili strade del destino, il film rischia di cedere troppo il passo a quella ripetitività che è parte integrante della sua struttura: esordio non indimenticabile, quello firmato da Christelle Raynal è un’ode al potere di scelta e al destino, un godibile ma imperfetto viaggio attraverso i tanti volti dell’amore e le tante possibili strade e opportunità che la vita offre.

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