Facciamola finita

Facciamola finita

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L’Apocalisse secondo Seth Rogen and co., colti di sorpresa mentre si trovano a inaugurare la villa nuova di zecca di James Franco. Scritto e diretto dalla squinternata coppia Rogen/Goldberg, Facciamola finita è una sfrenata e irriverente commedia demenziale, che gioca con Hollywood e i suoi cliché, e si permette di tutto. Ma proprio di tutto.

La Fin Absolue du Monde

Sei amici restano intrappolati in una casa, dopo che una serie di assurdi eventi catastrofici ha distrutto Los Angeles. Mentre fuori si assiste alla fine del mondo, in casa le poche provviste rimaste e la smania di uscire rischiano di rovinare il loro rapporto di amicizia.  Alla fine saranno costretti a lasciare la casa, affrontando il proprio destino e il vero significato di amicizia e riscatto… [sinossi]
I sette angeli che avevano le sette trombe
si accinsero a suonarle.
Appena il primo suonò la tromba,
grandine e fuoco mescolati a sangue
scrosciarono sulla terra.
Un terzo della terra fu arso,
un terzo degli alberi andò bruciato
e ogni erba verde si seccò.
Il secondo angelo suonò la tromba:
come una gran montagna di fuoco fu scagliata nel mare.
Un terzo del mare divenne sangue,
un terzo delle creature che vivono nel mare morì
e un terzo delle navi andò distrutto
Il terzo angelo suonò la tromba
e cadde dal cielo una grande stella,
ardente come una torcia,
e colpì un terzo dei fiumi e le sorgenti delle acque.
La stella si chiama Assenzio;
un terzo delle acque si mutò in assenzio
e molti uomini morirono per quelle acque,
perché erano divenute amare.
Il quarto angelo suonò la tromba
e un terzo del sole, un terzo della luna
e un terzo degli astri fu colpito e si oscurò:
il giorno perse un terzo della sua luce
e la notte ugualmente.
Vidi poi e udii un’aquila che volava nell’alto del cielo
e gridava a gran voce:
“Guai, guai, guai agli abitanti della terra
al suono degli ultimi squilli di tromba
che i tre angeli stanno per suonare!”.
Bibbia, Apocalisse di Giovanni
So everybody, everywhere
Don’t be afraid, don’t have no fear
I’m gonna tell the world, make you understand
As long as there’ll be music, we’ll be comin’ back again.
Backstreet Boys, Everybody

Dai tempi di Verdens Undergang di August Blom (1916), La fin du Monde di Abel Gance (1931) e del radiofonico adattamento de La guerra dei mondi curato con sardonica crudeltà da Orson Welles, quante volte le arti dell’ultimo secolo hanno decretato l’estinzione del pianeta Terra? Tra radiazioni atomiche, attacchi alieni, devastanti cataclismi naturali, spesso risultato dello sfruttamento sconsiderato da parte dell’uomo, il globo terracqueo ne ha passate di cotte e di crude sul grande schermo, come dimostrano (rimanendo fermi con la memoria solo agli ultimi anni) i vari Melancholia di Lars Von Trier, 4:44 Last Day on Earth di Abel Ferrara, Vanishing on 7th Street di Brad Anderson, Cercasi amore per la fine del Mondo di Lorene Scafaria, World War Z di Marc Forster, After Earth di M. Night Shyamalan, Contagion di Steven Soderbergh, Oblivion di Joseph Kosinski e Il domani che verrà di Stuart Bettie.

Ma per quante torri Eiffel, Colossei, Grandi Muraglie e monti Rushmore possano essere stati sbriciolati chi aveva avuto finora il coraggio di operare una vera e propria carneficina di star hollywoodiane? Trey Parker e Matt Stone nel fondamentale South Park – Più lungo, più grosso e tutto intero si erano divertiti a sterminare le famiglie Baldwin e Arquette, ma si trattava pur sempre di un film d’animazione. Nulla a che vedere con la folle operazione condotta con baldanzosa mano dalla premiata coppia composta da Seth Rogen ed Evan Goldberg: in This is the End (titolo originale assai preferibile all’italiano Facciamola finita, nel quale si perde qualsiasi riferimento diretto allo scenario apocalittico) l’Apocalisse si materializza durante un party ospitato nella villa nuova di zecca di James Franco. Rogen convince a parteciparvi anche il riluttante Jay Baruchel, suo carissimo amico che ai lustrini della Mecca del Cinema continua a preferire la sua vita in Canada e che ha raggiunto Los Angeles solo per fare una visita a Rogen. Mentre Michael Cera si diletta a pippare cocaina e a tastare il fondoschiena di Rihanna, una voragine enorme si apre nel giardino all’inglese davanti alla villa, iniziando a risucchiare la gran parte degli ospiti: i sopravvissuti (Rogen, Baruchel, Franco, Jonah Hill e Craig Robinson) si barricano in casa, mentre sulle colline che sovrastano Hollywood avvampano sinistri fuochi e lugubri versi di animali sconosciuti squarciano il silenzio della notte…

Non è la prima volta che Rogen e Goldberg, alla quinta collaborazione in fase di scrittura ma esordienti dietro la macchina da presa, si divertono a descrivere un attacco subito dagli Stati Uniti: ma se Vicini del terzo tipo non rappresenta certo la punta di diamante del curriculum degli sceneggiatori di Superbad, Pineapple Express e The Green Hornet, fin dalle primissime sequenze Facciamola finita sembra voler assurgere al ruolo di vera e propria summa di un pensiero cinematografico che sta rivoluzionando la commedia a stelle e strisce. Non è un caso che quasi tutti i protagonisti del film possano essere ricondotti in quella che viene definitiva la “factory” di Judd Apatow: per quanto Facciamola finita sia lontano mille miglia dalla messa in scena cui ha abituato il proprio pubblico il regista di Knocked Up e This is 40, è impossibile non riconoscere in filigrana le pulsioni cinestetiche che stanno trasformando dall’interno la commedia statunitense.
Non si tratta solo dell’oramai abituale utilizzo sfrenato e sanamente irredento della scatologia a uso e consumo di una risata di massa, ma della volontà di utilizzare i cliché e i crismi della commedia mainstream sovvertendone il senso, demistificandolo. Facciamola finita, in tal senso, è un vero e proprio prodotto iconoclasta, che fa scempio non solo dei corpi di decine di giovani divi della Settima Arte, ma anche e soprattutto dell’aura mitica che li avvolge.

Una chiassosa e tonitruante risata anarchica, che non ha pietà di nulla e di nessuno (si veda l’improvvisato e in gran parte involontario palleggio che gli assediati raffazzonano con la testa decapitata di uno sventurato vicino di casa) e che gioca ripetutamente con il cinema. Rogen e Goldberg spacciano senza alcun filtro il loro pensiero orgogliosamente nerd, autocitandosi in continuazione, giocando ripetutamente ora con l’omosessualità più o meno latente di James Franco ora con le idiosincrasie di Baruchel, fino a mettere in scena lo spassoso trailer di un ipotetico Pineapple Express 2. In un pandemonio ludico ma mai così superficiale da disinteressarsi della trama, Facciamola finita conduce per mano lo spettatore in una sarabanda di continue gag, battute fulminanti e sequenze destinate a diventare di culto. Così come non esiste linea di demarcazione tra il demenziale e l’orrore (e gli effetti speciali sono curati in modo tutt’altro che approssimativo) allo stesso modo non vi è soluzione di continuità per la furia goliardica del film: come un vero e proprio rullo compressore, Facciamola finita spazza via ogni ostacolo sposando il caleidoscopio picaresco che animava Superbad con il gusto dell’eccesso di The Green Hornet. Tra una presa per i fondelli dei reality show (le confessioni dei coinquilini alla videocamera che Franco ha avuto in dotazione dalla produzione di 127 ore sono indimenticabili) e l’altra, il film inanella alcune delle sequenze più divertenti viste sul grande schermo negli ultimi anni: su tutte vale la pena citare quantomeno la diatriba tra Franco e Danny McBride sullo sperma che ha impiastricciato le pagine di Playboy, il capitolo a se stante noto come “The Exorcism of Jonah Hill”, l’irruzione improvvisa di un’Emma Watson armata di ascia, la visione sotto acido e la prima notte passata insieme nella villa.

Ma la vera forza di Facciamola finita risiede nella sua capacità di creare personaggi a tutto tondo (paradossale, a suo modo, se si pensa che ognuno interpreta se stesso) e di trasformare la dissacrante estasi goliardica in una purissima storia d’amicizia, riuscendo a rivestire di lisergica tenerezza persino la più laida delle inquadrature. E la presenza dei Backstreet Boys impegnati nel cantare e coreografare Everybody è davvero “solo” la ciliegina sulla torta di uno dei film più divertenti dell’ultimo decennio.

Info
Il sito ufficiale di Facciamola finita.
La scheda IMDB di Facciamola finita.
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