Now You See Me – I maghi del crimine

Now You See Me – I maghi del crimine

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Senza le stratificazioni di film quali The Prestige, Now You See Me – I maghi del crimine ha comunque la capacità di lavorare con una certa efficacia spettacolare sul tema della sospensione dell’incredulità, da sempre materia del contendere sia della magia che del cinema.

I trucchi del mestiere

I Quattro Cavalieri, un super-gruppo di maghi guidato dal carismatico Atlas, si esibiscono in un paio di spettacoli di magia di alta tecnologia e alto profilo, prima strabiliando il pubblico rapinando una banca di Parigi da Las Vegas, e poi smascherando un colletto bianco criminale e convogliando i suoi milioni sui conti bancari dei membri del pubblico, confondendo le autorità con i loro colpi grossi pianificati in modo intricato… [sinossi]
Il vero ladro non è chi rapina una banca,
ma chi la fonda.
Bertold Brecht

Partendo dal presupposto che il cinema, di per sé, è la più stupefacente illusione partorita dall’uomo nell’ultimo secolo (e qualcosa di più), avvicinarsi a un film come Now You See Me – accompagnato in Italia dal sottotitolo I maghi del crimine, utile per indirizzare il pubblico verso la vera materia del contendere – può apparire a prima vista perfino prevedibile. All’interno del gioco che Louis Leterrier ha orchestrato partendo da una sceneggiatura di Boaz Yakin, appare infatti fin troppo evidente il rimando all’idea della messa in scena, di un mondo a parte in cui il pubblico è costretto a ritrovarsi in un limbo nel quale reale e immaginario si fanno inevitabilmente indistinti, fino a fondersi l’uno nell’altro: i Quattro Cavalieri, fin dall’incipit che li vede divisi e a caccia del denaro necessario per sopravvivere, sono alla perenne e disperata ricerca di un pubblico, senza il quale la loro essenza primaria verrebbe meno.
Per quanto non sia un film sull’atto magico in sé e per sé, distinguendosi dunque da subito da opere assai più stratificate e complesse quali The Prestige di Christopher Nolan, Now You See Me ha la capacità di affrontare, in maniera seppur saltuaria e laterale, il tema della sospensione della credulità avanzato da Coleridge due secoli or sono, e di questo gliene deve essere reso atto.

Avvincente storia di trucchi, fughe e inseguimenti, gestita da Leterrier con una mano assai più lieve rispetto a quella che affossò il già deteriore Scontro tra Titani appena tre anni fa, Now You See Me mette in scena gli spettacoli di magia con un’indole semmai assai più prossima a quella che agitava le peripezie degli undici (e poi dodici, e poi tredici) uomini di Danny Ocean nella trilogia di Steven Soderbergh. Perché a conti fatti Leterrier non ha fatto altro che dirigere il più classico degli heist movie: i quattro cavalieri Michael Atlas, Merritt Osbourne, Henley Reeves e Jack Wilder (abili rispettivamente in campi distinti dell’illusionismo) utilizzano trucchi per depistare l’FBI e trafugare di volta in volta denaro da donare ai bisognosi, partendo dunque la presupposto brechtiano secondo il quale il vero ladro è colui che ha inventato l’istituzione bancaria. Laddove come prodotto dell’universo dei caper movie non avrebbe in fin dei conti un granché da dire, Now You See Me torna a mostrare il suo profilo più interessante quando si sofferma sull’esibizione pura e semplice, lasciando in secondo piano lo scopo prefissato: è nell’atto della performance, nel dover costruire una macchina del meraviglioso dietro la quale operare l’inganno, che Now You See Me centra in pieno il bersaglio.

Le vite private dei quattro cavalieri, così come quelle dell’agente dell’FBI Dylan Hobbs, della detective dell’Interpol Alma e dell’ex-mago Thaddeus (ora riciclatosi come smascheratore dell’inganno), non prendono mai particolarmente corpo sulla scena solo perché non sono di alcun interesse né utilità. La loro funzione, la stessa del film, è solo quella di intrattenere il pubblico, e per quello è necessario fare ricorso all’azione. Come thriller Now You See Me svolge la propria funzione in maniera abbastanza credibile: pur non riuscendo a gestire in maniera coerente il gran numero di sottotrame presenti, Leterrier sfrutta la propria abilità registica per architettare una serie di sequenze di inseguimento abbastanza suggestive, come dimostrano in particolar modo la lunga scena nel carnevale di New Orleans e la fuga di Wilder in macchina. A questo si somma la naturale simpatia di un cast scelto forse con poca fantasia ma puntando sull’assoluta professionalità dei vari Jesse Eisenberg, Mark Ruffalo, Woody Harrelson, Mélanie Laurent, Isla Fisher, Michael Caine e Morgan Freeman – ai quali si aggiunge il meno noto Dave Franco, fratello minore di James.
Nel complesso Now You See Me è un’opera godibile e divertente, adatta a una serata estiva: a volte ci si può accontentare.

Info
Il trailer di now You See Me – I maghi del crimine.
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