Cose nostre – Malavita

Cose nostre – Malavita

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Dopo un’intera filmografia dedicata a inseguire il modello hollywoodiano, Luc Besson firma con Cose Nostre – Malavita un affettuoso e cinefilo omaggio al cinema americano.

Un ex boss mafioso di Brooklyn, dopo aver testimoniato contro la sua famiglia di appartenenza, si trasferisce con moglie e figli in una ridente cittadina della Normandia. Qui, entrerà in contatto con una varia umanità, proverà a tenere a bada – inutilmente – le sue pulsioni omicide e inizierà a scrivere un memoriale. Ma gli ex colleghi sono sulle sue tracce… [sinossi]

Dopo un’intera filmografia dedicata ad inseguire – con alterne fortune – il modello hollywoodiano, spaziando tra i generi (la fantascienza di Il quinto elemento, il gangster movie di Léon, il kolossal storico con Giovanna D’Arco, l’animazione con la saga dei Minimei) e fondando la sua personale major europea (la Europa Corp.), Luc Besson firma con Cose Nostre – Malavita un affettuoso e cinefilo omaggio al cinema americano. Il package, da scaltro producer quale è, Besson lo struttura a dovere, a partire dal cast: Robert De Niro ancora una volta nei panni di un malavitoso italo-americano (e nel dettaglio di un “boss sotto stress”, come già nell’omonima commedia firmata da Harold Ramis), Michelle Pfeiffer in quelli della diabolica consorte, due degni figlioli adolescenti (incarnati da Dianna Agron e John D’Leo) e Tommy Lee Jones nelle vesti dell’agente dell’FBI incaricato di proteggere questo esplosivo nucleo familiare. Come se non bastasse, produttore esecutivo del film è un certo Martin Scorsese.
Ma infinite ancora possono essere le trovate di marketing utili a prevendere Cose Nostre – Malavita a scatola chiusa ad ogni latitudine, ecco allora che trasferire dei newyorkesi dipendenti dal burro di arachidi nel nord della Francia, offre il destro per tutta quella serie di incomprensioni culturali e relative gag già ben collaudate con il blockbuster francese Giù al Nord e foriere di cospicui incassi. Insomma, impossibile sbagliare. Tratto dal romanzo di Tonino Benacquista edito in Italia da Ponte delle Grazie con il titolo Malavita, il film di Besson scorre all’apparenza agile e ritmato, tra pistole fumanti, cappellacci da gangster e divertite esplosioni di violenza, che coinvolgono tutti e quattro i membri della famiglia.

Quello che fin troppo presto viene a mancare è però un vero e proprio ancoraggio per questa sequela di gag dai risvolti splatter, al punto che ad un certo momento, anche piuttosto avanzato, della visione, viene da chiedersi quando finirà la presentazione dei personaggi e avrà inizio, finalmente, il film. Gli obiettivi dei quattro congiunti sono infatti alquanto esili: Giovanni (questo il nome del personaggio di De Niro) punta a scrivere un memoriale e a far cessare l’erogazione di acqua marrone dal rubinetto domestico, la figlia adolescente Bella mira a rimorchiare il prof di matematica, la madre vuole ad integrarsi nella parrocchia locale e il piccolo Warren spadroneggiare, con ogni astuto mezzo, nel suo istituto scolastico.

Siamo dunque di fronte a delle motivazioni piuttosto esili e non basta certo l’intermittente sfogo liberatorio della violenza a farci appassionare a questa vicenda, tra l’altro piena di buchi e incongruenze, malcelate dietro improvvise sterzate nel fiabesco, come ben esemplifica la modalità rocambolesca con cui il capomafia viene a scoprire la localizzazione dei nostri eroi. Restano, come ultimo appiglio, utile soprattutto agli appassionati di cinema, i modelli di riferimento citati, che però, va detto, sarebbero già perfettamente riassunti nel volto di De Niro, icona del mafia-movie made in Usa, e delle sue interminabili figliolanze. Brilla per acume, va detto, una sequenza davvero spassosa, dove il nostro ex boss si ritrova a presentare in un cineclub locale non, come gli era stato annunciato Qualcuno verrà di Vincente Minnelli, bensì un’altra pellicola a lui assai più consona, che qui non riveleremo. Una scelta forse facile e scontata, che tuttavia funziona, in perfetto accordo con la prassi produttiva di Luc Besson.

Info
Il tumblr ufficiale di Cose nostre – Malavita.
La pagina facebook di Cose nostre – Malavita.
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