In solitario

In solitario

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Adrenalina, tempeste, immagini e scenari mozzafiato, ma tanta retorica in questa odissea oceanica diretta da Christophe Offenstein e interpretata da François Cluzet. Distribuito nelle sale italiane dalla Lucky Red, In solitario è stato presentato in concorso ad Alice nella città, Festival di Roma 2013.

Yann Kermadec vede realizzarsi il suo sogno quando inaspettatamente viene chiamato a sostituire l’amico Franck Drevil alla partenza della Vendée Globe, il giro del mondo in barca a vela in solitario. È animato da un furioso desiderio di vincere ma, in piena gara, scopre a bordo la presenza di un giovane passeggero che rimetterà tutto in discussione… [sinossi]

Cosa spinge un uomo a salire su una barca a vela e tentare la più grande delle imprese marittime a carattere sportivo, ossia il giro del mondo in solitario senza scalo da/a Les Sables-d’Olonne che risponde al nome di Vendèe-Globe? In molti continuano a chiederselo o a interrogare coloro che dal 1989 hanno preso parte alla più celebre delle regate, istituita dal velista Philippe Jeantot, ma una risposta non esiste, perché di possibili risposte ve ne sono innumerevoli, tante quante le motivazioni che ci sono dietro la scelta di ciascuno dei pretendenti: dalla passione per la navigazione al bisogno di evasione, dall’agonismo al desiderio di spingersi oltre i limiti personali, passando per il piacere di viaggiare o la ricerca di se stessi. Per la cronaca, la Vendèe-Globe è una regata per barche a vela che consiste in una circumnavigazione completa in solitaria, senza possibilità di attracco o di assistenza esterna (pena l’esclusione). Per le sue evidenti restrizioni, costituisce una dura prova di resistenza individuale, e viene da molti considerata come la più significativa delle competizioni in ambito velico. Il tragitto è sostanzialmente una circumnavigazione lungo la clipper route: da Les Sables-d’Olonne, giù per l’Oceano Atlantico fino al Capo di Buona Speranza, dopo di che si procede in senso orario attorno all’Antartide, passando a destra di Cape Leeuwin e Capo Horn, infine di nuovo verso Les Sables d’Olonne. La gara generalmente dura da Novembre a Febbraio: è studiata in modo che i partecipanti possano affrontare i Mari Antartici durante l’estate australe.

Tuttavia, nonostante l’indubbia importanza della manifestazione a livello internazionale, l’attenzione mediatica dalle nostre parti è piuttosto scarsa, a differenza di quella che viene rivolta solitamente alla Coppa America. In tal senso, un film come In solitario (En solitaire), presentato in concorso alla decima edizione di Alice nella città del Festival di Roma 2013, prima dell’uscita nelle sale italiane a partire dal 21 novembre con il marchio Lucky Red, potrebbe contribuire alla causa, dando alla suddetta regata visibilità e promozione. L’opera prima di Christophe Offenstein ha il merito di raccontare di uno sport che, cinematograficamente parlando, non ha trovato molto spazio sul grande schermo, fatta eccezione per qualche timida pellicola di fiction come Wind – Più forte del vento di Carroll Ballard o Sottovento! di Stefano Vicario, e una serie di documentari di forte impatto: da Stretti al vento a Deep Water, passando per Maidentrip.

Adrenalina, tempeste, immagini e scenari mozzafiato, fanno da sfondo a un’opera che sa come tenere incollati alle poltrone gli spettatori di turno, catapultati in ambienti e situazioni reali (alcuni degli episodi narrati ricordano eventi realmente accaduti come il salvataggio in mare di Isabelle Autissier da parte di Giovanni Soldini durante la terza tappa della Around Alone), catturate e impresse dalla macchina da presa in pieno oceano (le riprese in acqua sono durate 45 giorni), senza ricorrere ad artificiosi escamotage tecnici come ad esempio il green screen o la computer grafica. Il risultato è spettacolo puro, che dà origine a una sorta di road movie marittimo dal forte impatto visivo (vedi i numerosi camera boot), capace di immergere il fruitore nel vivo dell’azione al fianco del protagonista, costretto durante la competizione a fare fronte a incidenti meccanici, salvataggi, avarie, onde anomale e ad un’imprevista visita a bordo che, più di qualsiasi altra cosa, rischia di mettere seriamente in discussione il prosieguo della regata. La visita imprevista è quella di Mano, un ragazzino mauritano salito abusivamente all’altezza delle Canarie proprio sull’imbarcazione del velista Yann Kermadec. Da quel momento, il film cambia pelle affiancando al classico sport movie, una storia di amicizia e accoglienza. Una virata nel plot che, se da una parte allarga gli orizzonti drammaturgici, dall’altra costringe i personaggi e il racconto a fare i conti con la retorica e la banalità. Fino a quel momento, la narrazione veleggiava a ritmo sostenuto e costante, ribalzando dalla cronaca della regata alle reazioni di amici e familiari sulla terra ferma, anche grazie alla regia solida e spettacolare di Offenstein e della convincente interpretazione di François Cluzet nei panni di Kermadec. Poi la brusca frenata che non permette all’operazione nel suo complesso di raggiungere la linea del traguardo nel migliore dei modi.

Info
Il trailer italiano di In solitario.
Il trailer originale di In solitario.
In solitario sul sito della Lucky Red.
Il sito ufficiale di In solitario.
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