Roma contro Roma

Roma contro Roma

di

La retrospettiva del Festival di Roma dedicata al Peplum, genere meraviglioso e troppo spesso dimenticato, relegato agli anni in cui era particolarmente fiorente da una memoria cinefila talvolta assai pigra, sta riproponendo in pellicola alcune chicche che meriterebbero a una a una di essere segnalate. Non potendo noi farlo per ciascun film, ne abbiamo voluto mettere in evidenza uno: Roma contro Roma di Giuseppe Vari, che viene proiettato al teatro Studio proprio oggi, 14 novembre.

L’invito per tutti gli appassionati è di non perdere questo insolito connubio tra ambientazione tipica del filone storico/mitologico ed elementi horror. Per questo si è deciso, da parte nostra, di rispolverare la recensione da noi già pubblicata su Cinemavvenire, in occasione di una precedente riproposizione del film di Vari a Ravenna. Ecco, a seguire, le riflessioni relative all’opera e al genere cui appartiene, scaturite proprio in quella occasione.

Roma contro Roma. Il primo derby della storia del cinema, o quantomeno del genere peplum, non vede scendere in campo Roma e Lazio, ovviamente, ma neanche Orazi e Curiazi, o Romolo e Remo, o Mario e Silla… Nossignore! Le legioni di Roma sono qui costrette ad affrontare nientedimeno che un esercito di zombies, creato in Asia Minore da un potente sacerdote versato nelle arti magiche, l’infido Aderbale. Ancor più sorprendente è che siano i legionari romani caduti in combattimento a far parte della spettrale armata. Riuscirà allora il prode Gaio, centurione in missione segreta per conto del Senato di Roma, a tornarsene sano e salvo dalle lontane terre d’Armenia, non prima però di aver causato la sconfitta di Aderbale e della divinità barbara che ne sostiene il potere?

Nella sezione euro-zombies del Ravenna Nightmare 2004 abbiamo pescato una vera e propria rarità, quel Roma contro Roma che un versatile artigiano come Giuseppe Vari girò nel lontano ’63, realizzando così uno dei primi pepla dalle esplicite venature horror. La visione di Roma contro Roma, prima d’ora quasi mai riproposto in pellicola, non poteva che suscitare una certa curiosità negli appassionati del cinema di genere.

Alla resa dei conti, nonostante le più o meno piccole ingenuità e la lentezza a tratti fastidiosa del racconto, non sono affatto pochi gli spunti che meritano di essere ricordati, a cominciare dalle singolari affinità tra gli incantesimi compiuti da Aderbale e i classici rituali voodoo, con la scena che acquista un tocco esotico grazie alle pittoresche scenografie allestite per rappresentare il tempio della dea. Non ci si limita poi a mostrare il negromante nell’atto di riportare in vita i cadaveri dei legionari romani, ma si vanno ad aggiungere altri particolari intriganti come il bambolotto, ugualmente mutuato dalla tradizione voodoo, che Tullia, donna romana passata al nemico, usa per indebolire Gaio, l’eroe. Insomma, sono proprio le contaminazioni tra i generi a fare una dignitosa figura, pur essendo affidate le componenti più propriamente orrorifiche a trucchi molto artigianali e ad invenzioni fotografiche di routine, come il rudimentale gioco di sovrimpressioni con cui è rappresentato l’assalto dei legionari resuscitati da Aderbale alle truppe romane in difficoltà.

Per la verità, in quanto ad incroci tra il peplum ed altri contesti bizzarri, si poteva trovare all’epoca anche di meglio. Un esempio su tutti? Il gustosissimo Maciste, l’uomo più forte del mondo (1961) di Antonio Leonviola. In questa ennesima avventura il forzuto eroe si trovava a combattere un nemico insidioso, il popolo degli Uomini Talpa, esseri relegati al mondo sotterraneo ed impossibilitati a resistere alla luce del giorno. Indimenticabile la scena in cui uno degli Uomini Talpa, accusato di tradimento dai suoi superiori, veniva condannato a morte e condotto al Pozzo del Sole – No! No! Il sole no!!!!! – queste le ultime parole del disgraziato… Ma anche nelle carriere di Giuseppe Vari e di Piero Pierotti, rispettivamente regista e sceneggiatore di Roma contro Roma, non mancano episodi singolari. Basti pensare che i tra i tanti film scritti dal Pierotti vi è l’amabile, ingenuo I pianeti contro di noi (1961) di Romano Ferrara, uno dei primi film italiani a bassissimo costo a sfruttare laghetto dell’EUR e strade limitrofe quale inedita location di avventure fantascientifiche. Sempre a proposito di location, in Roma contro Roma va citato, insieme alle funzionali scenografie di cui si è detto, il ricorso a scenari collinari e boschivi (con annesse sorgenti termali) di probabile ubicazione laziale. Un modo pratico e sicuro, questo, di simulare i paesaggi dell’Asia Minore quando non si può certo chiedere alla produzione di prendere armi e bagagli e andare tutti in Anatolia!

Non sempre convincenti, in compenso, il cast e la recitazione di alcuni personaggi secondari, visibilmente impacciati. Lo stesso protagonista, Ettore Manni, è un Gaio che non può competere nel fisico con Steve Reeves e con altre gagliarde icone di un filone da sempre interessato alle qualità ginniche dei suoi interpreti principali. Il tentativo di umanizzare il personaggio, di farne emergere altri aspetti meno muscolari e più picareschi, rischia tutto sommato di infiacchire l’eroe impersonato da Manni. Sicuramente più determinate la bionda Susy Andersen (Tullia) e la bruna Ida Galli (Rhama), perfettamente in grado di soggiogare l’inquadratura a colpi di fascino femminile. Non ci sorprende, a questo punto, che alcuni abbiano scorto un erotismo insolito per il contesto e per l’epoca in uno dei precedenti film di Vari, il pur casto La vendetta dei barbari (1960).

Ma più di tutti appare congeniale al ruolo John Drew Barrymore, del quale avevamo già apprezzato la presenza scenica nel film di Ferroni recentemente riproposto a Venezia, La guerra di Troia (1961). Qui Barrymore è un Aderbale coi fiocchi che, esibendo il cipiglio giusto, la barbetta aguzza, e quello sguardo penetrante spesso cercato dalla macchina da presa, si rivela coi suoi modi istrionici e teatrali un antidoto efficace a quei cali di ritmo cui è soggetto, a tratti, il film di Vari.

Info
La pagina wikipedia di Roma contro Roma.
Il trailer di Roma contro Roma

Articoli correlati

  • Festival

    Roma 2013

    Sdoganando l’Auditorium come luogo d’incontro cinematografico (ma non solo), Müller ha potuto amalgamare alcuni titoli di forte interesse per il grande pubblico con l’interesse per un cinema di ricerca, già cifra stilistica della sua direzione all'epoca di Venezia...

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento