Quod Erat Demonstrandum

Quod Erat Demonstrandum

di

Manca forse il colpo di genio in Quod Erat Demonstrandum. Ma con la sua narrazione minimale e accurata, l’eleganza della fotografia, le emozioni sotto traccia offerte dagli ottimi interpreti, è un’ulteriore testimonianza della vitalità del cinema rumeno contemporaneo.

Visto anche l’alto tasso di cinefilia presente nella giuria presieduta da James Gray, quanto è accaduto non ci stupisce: il rumeno Andrei Gruzsniczki si è portato a casa il Premio Speciale della Giuria del Festival di Roma. Manca forse il colpo di genio in Quod Erat Demonstrandum. Ma con la sua narrazione minimale e accurata, con l’eleganza della fotografia, con le emozioni sotto traccia offerte in chiaroscuro da interpreti tutti molto in parte, il film è un’ulteriore testimonianza della vitalità artistica e dello spessore culturale raggiunti in questi anni dalla cinematografia rumena.

Un altro autore emergente, quindi, questo Andrei Gruzsniczki, che in un festival durante il quale i contrasti tra onestà intellettuale e abusi del potere (vedi anche Aleksej Jurevič German, per non parlare di Andrey Silvestrov and Yury Leiderman con il loro Birmingham Ornament 2) sono stati tema ricorrente, è riuscito ad ambientare all’epoca di Ceausescu un dramma della libertà di pensiero non urlato, mai retorico, perfettamente calato nel tessuto antropologico preso in esame. La storia si svolge nella prima metà degli anni ’80. Il clima di stagnazione prodotto da un regime sempre più burocratizzato e organizzato per vie gerarchiche ha prodotto, in chi coltiva aspirazioni diverse, un forte desiderio di espatriare: alcuni lo hanno già fatto, come il marito di Elena emigrato in Francia, altri sono indubbiamente tentati. Tra questi ultimi pare esserci il protagonista, Sorin Parvu, brillante matematico e docente universitario un cui articolo, riguardante i nuovi studi da lui affrontati, è stato pubblicato quasi clandestinamente su una prestigiosa rivista americana. L’uomo non parla apertamente di andarsene, ma la scarsa considerazione di cui è oggetto in patria, per il fatto di non essere iscritto al partito, è qualcosa che lo amareggia nel profondo. Tutto ciò gli ha comunque fruttato un’attenzione speciale da parte delle autorità, che arriveranno persino a ricattare Elena (desiderosa di ricongiungersi al marito, ma ancora legata affettivamente a Sorin, suo amico e in precedenza anche partner), per vigilare su quanto le attività del matematico possano nuocere al rigido e inflessibile ordinamento statale…

Un plot del genere può ricordare di primo acchito Le vite degli altri, il capolavoro di Florian Henckel von Donnersmarck, con gli agenti e gli ispettori al servizio della Securitate che prendono qui il posto della Stasi. Eppure, a ben vedere, il cineasta rumeno ha trovato la sua strada agendo per sottrazione, scavando in quella zona grigia che tende a permeare le esistenze dei protagonisti, siano essi i sorveglianti o i sorvegliati, conferendogli un’identica luce smorta, raffreddata, crepuscolare. Questa scelta tende in parte ad appiattire l’impatto emotivo del film, ma gli assicura al contempo un’onestà di fondo che non lascia indifferenti.

Info
Il trailer originale di Quod Erat Demonstrandum.

Articoli correlati

  • Festival

    Roma 2013

    Sdoganando l’Auditorium come luogo d’incontro cinematografico (ma non solo), Müller ha potuto amalgamare alcuni titoli di forte interesse per il grande pubblico con l’interesse per un cinema di ricerca, già cifra stilistica della sua direzione all'epoca di Venezia...

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento