The Station

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Nell’instabilità, nella continua evoluzione, si può apprezzare una sorta di coerenza interna, la messa in scena di una contaminazione non solo narrativa ma anche filmica. Come i suoi sventurati protagonisti, The Station sembra essere stato morso da un animale mutante e quindi preda di deviazioni improvvise, di una follia che pulsa sotto la pelle, pronta a esplodere. The Station è un film mutante. Presentato al TFF2013 nella sezione After Hours.

La neve fiocca rossa, rossa, rossa…

Sulle Alpi austriache alcuni scienziati conducono una ricerca sulle conseguenze dei cambiamenti climatici. Isolati dal mondo, scoprono che il ghiacciaio oggetto dei loro studi produce un misterioso liquido rosso, dal quale derivano anche le strane mutazioni genetiche riscontrate sulla fauna locale, diventata improvvisamente aggressiva e pericolosa. Ad attenderli un incubo di sangue e morte… [sinossi]

Non è certo nell’equilibrio narrativo e stilistico che possiamo rintracciare i punti a favore dell’horror austriaco Blutgletscher, aka The Station, scritto da Benjamin Hessler e diretto da Marvin Kren (Rammbock). Presentato nella divertente sezione After Hours della trentunesima edizione del Torino Film Festival, questo horror sconquassato ma efficace passa in un batter d’occhio da suggestioni carpenteriane a eccessi comici e grandguignoleschi, cambiando registro in continuazione. Ma è proprio in questa instabilità, in questa continua evoluzione, che si può apprezzare una sorta di coerenza interna, la messa in scena di una contaminazione non solo narrativa ma anche filmica. Come i suoi sventurati protagonisti, The Station sembra essere stato morso da un animale mutante e quindi preda di deviazioni improvvise, di una follia che pulsa sotto la pelle, pronta a esplodere. The Station è un film mutante.

Kren mescola disinvoltamente la caricatura comico grottesca del ministro Bodicek, una sorta di Angela Merkel che non si scompone tra sangue e budella, con intuizioni visive e narrative più rigorose, come le immagini virate in rosso dei titoli di testa, sottolineate da sonorità taglienti e inquietanti. Si passa quindi da improbabili e giocosi squartamenti a stambecchi che assumono i contorni di caproni demoniaci, trasformando gli idilliaci paesaggi montani in un misterioso regno di terrore. E così The Station procede a balzi, cercando di farci dimenticare la prevedibilità della trama e l’incancellabile debito nei confronti di Carpenter e della stella polare La Cosa (1982). Nonostante alcuni evidenti limiti, Marvin Kren vince comunque a mani basse il confronto a distanza col superfluo La Cosa (2011), prequel diretto da Matthijs van Heijningen Jr.

Meno convincenti, semmai, sono alcuni intrecci, sottotrame interpersonali del tutto superflue, come la love story finita e ovviamente ripresa tra Janek (Gerhard Liebmann, volto da loser carpenteriano) e la bella Tanja (Edita Malovcic), mentre lo spunto ecologista si rivela un pretesto che poteva essere sfruttato con maggiore convinzione, magari sondando a fondo l’ambiguo rapporto tra i ricercatori e il fragile ecosistema alpino. Ma i pregi e i difetti di The Station, buon esempio di horror a basso budget, sono figli di un’idea di cinema divertente e, si suppone, divertita. Kren declina l’horror a proprio piacimento, spesso andando fuori controllo, annacquando la possibile tensione con parentesi comico-grottesche, come la sequenza della ragazza in fuga da un improbabile falco-insetto o il ritorno in scena dello sventurato fotografo.
Un po’ Carpenter e un po’ Raimi, un po’ La Cosa e un po’ La Casa, il film di Kren aveva fatto capolino nella sezione Midnight Madness del Toronto International Film Festival 2013 prima di uscire nelle sale in patria [1]. Dopo il passaggio torinese, un po’ in sordina, meriterebbe una distribuzione italiana, in sala o quantomeno home video.

Note
1. Nella sezione del TIFF erano passati anche Why Don’t You Play in Hell? di Sion Sono, The Green Inferno di Eli Roth e Las brujas de Zugarramurdi di Álex de la Iglesia, pellicole da recuperare in tutta fretta. Tra gli altri titoli selezionati, in attesa di qualche gradevole ripescaggio, almeno una citazione per Afflicted di Derek Lee e Clif Prowse, Oculus di Mike Flanagan, Rigor Mortis di Juno Mak e All Cheerleaders Die di Lucky McKee e Chris Sivertson.
Info
Il sito ufficiale di The Station.
Il trailer originale di The Station.
The Station su facebook.
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