A spasso con i dinosauri

A spasso con i dinosauri

di ,

Le avventure dei giovani dinosauri in 3D di A spasso con i dinosauri danzano in bilico tra intenti pedagogici e intrattenimento puro, risultando più divertenti e in fondo originali quando ci si avvicina, in modo curioso, allo schema classico del teen movie.

Mio fratello è un dinosauro unico

Nell’Alaska dell’era artica, funestata ogni anno da un lungo e buio inverno che spinge i dinosauri a migrare verso sud, vive Pachi, un simpatico Pachirinosauro, caratterizzato da una lunga cresta ossea e munito di corna. Essendo l’ultimo nato, Pachi deve vedersela con i più combattivi fratelli, in un mondo abitato da temibili predatori. Quando il padre muore tragicamente, vittima di un feroce Gorgosauro, Pachi, il fratello Musone e l’amica Ginepro si aggregano alla grande migrazione. Affronteranno una serie di avventure, nel corso delle quali Pachi verrà separato dall’amata Ginepro. La ritroverà in età adulta, legata proprio a Musone, che diventerà così suo acerrimo rivale. [sinossi]

Tra le mille tentazioni del cinema fantastico vi è sempre stata quella di riportare in vita i dinosauri, così da consentirci improbabili passeggiate (e all’occorrenza rapidissime fughe, per motivi che sarebbe superfluo sottolineare) al fianco di questi illustri predecessori. Dall’animazione (in tutti i sensi) preistorica di Gertie the Dinosaur, cortometraggio realizzato nel lontano 1914 da Winsor McCay, fino all’episodio cruciale rappresentato da Jurassic Park, l’interesse per i giganteschi rettili non si è mai esaurito. E si è sviluppato più o meno così: alternando di volta in volta la meraviglia e il terrore, tra mondi perduti, viaggi nel tempo e rischiosi esperimenti (para)scientifici. In attesa dell’ormai prossimo Jurassic World, ennesimo sequel della saga intrapresa nel 1993 da Spielberg, è spettato alla Twentieth Century Fox il compito di gettare un po’ di legna sul fuoco, facendo apparire anche in Italia le vivaci creature in 3D di A spasso con i dinosauri.

“Mio zio è un palontologo”, con battute del genere si impone all’attenzione quella cornice di fiction con attori in carne ed ossa, che ingloba la più succulenta e ipertrofica parte animata come un sottilissimo involucro. Una intro oltremodo scarna, convenzionale, ma in qualche misura rivelatrice delle intenzioni espresse da Neil Nightingale e Barry Cook, autori del film; col secondo che è stato per parecchi anni, tra regie (Mulan) e realizzazione di effetti visivi, una colonna portante della Disney. Ma dicevamo degli intenti rivelati dai due sullo schermo, con una perizia tecnica tutt’altro che disprezzabile. L’aspetto più propriamente didattico e l’intrattenimento puro in A spasso con i dinosauri appaiono per certi versi complementari, nell’economia del racconto, eppure è il versante didattico a imporsi per primo, in questo curioso prodotto per famiglie che (seppur con limiti seri, per ciascuna fascia d’età) si sforza di stupire i più piccini, di parlare un linguaggio comune a quello degli adolescenti e di mostrarsi rassicurante ai genitori. Troppe cose insieme, probabilmente. Tornando alla cornice iniziale, dei due nipoti del paleontologo sarà proprio quello più svogliato e recalcitrante, di fronte alla loro gita in Alaska, ad avere una sorpresa così grossa da fargli rivalutare quel tour a caccia di fossili solo apparentemente noioso: un uccelletto del posto si metterà infatti a parlare, rivelandogli la storia del dente di Gorgosauro trovato dallo zio e trasformandosi addirittura in uccello preistorico, pur di raccontare meglio al ragazzo quella vicenda incredibile. E l’avventura vera ha inizio così…

Coi commenti spesso sarcastici del ciarliero pennuto a condire il tutto, è la storia della sua amicizia con un piccolo ma coraggioso Pachirinosauro, dinosauro erbivoro dall’aria goffa, il nucleo tematico di riferimento della spettacolare parte animata: migrazioni stagionali dall’Alaska a territori dal clima più temperato, fiumi da attraversare, foreste devastate dagli incendi, il branco attaccato ripetutamente dai dinosauri carnivori, le lotte dei maschi più forti per porsi alla guida del branco stesso. Ma se le didascalie coi nomi delle diverse specie e certe approssimative descrizioni riportano a quei parametri istruttivi, cui si faceva riferimento prima, sono le dinamiche basilari del racconto a far primeggiare l’entertainment in una forma a dir poco inconsueta: quella di un “teen movie” a misura di dinosauro!

Al di là degli altri intenti riscontrabili in A spasso con i dinosauri, diretta filiazione di un brand che ha già prodotto una serie televisiva di successo e l’omonima spettacolare arena visitata a tutt’oggi da milioni di persone nel mondo, pur con qualche perplessità per il livello generalmente basso ed elementare delle trovate umoristiche, è l’aver ritrovato tutti (o quasi) gli elementi della commedia giovanile americana in un contesto così assurdo la cosa che ci ha divertito di più. Dal lato “nerd” del giovane protagonista (con tanto di difetto fisico: il buco nella cresta difensiva nel dinosauro) ai bisticci col fratello più grande, dal primo innamoramento alla difficile conquista della femmina più ambita del branco, la parafrasi di tale genere qualche spunto gustoso riesce a offrirlo comunque.

NOTE
Il sito ufficiale di A spasso con i dinosauri: walkingwithdinosaurs.com
  • a-spasso-con-i-dinosauri-2013-01.jpg
  • a-spasso-con-i-dinosauri-2013-02.jpg
  • a-spasso-con-i-dinosauri-2013-03.jpg
  • a-spasso-con-i-dinosauri-2013-05.jpg
  • a-spasso-con-i-dinosauri-2013-06.jpg
  • a-spasso-con-i-dinosauri-2013-07.jpg
  • a-spasso-con-i-dinosauri-2013-08.jpg
  • a-spasso-con-i-dinosauri-2013-09.jpg
  • a-spasso-con-i-dinosauri-2013-10.jpg

Articoli correlati

  • Archivio

    The Lost Dinosaurs RecensioneThe Lost Dinosaurs

    di Sid Bennett architetta con The Lost Dinosaurs un'avventura per famiglie, che si perde nella descrizione di personaggi tagliati con l'accetta e non sfrutta la sensazione di meraviglia e orrore verso un mondo perduto.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento