Hercules – La leggenda ha inizio

Hercules – La leggenda ha inizio

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Non bastano un cameo del grande Rade Serbedzija o le morbide curve di Gaia Weiss a riscattare la mediocrità di Hercules – La leggenda ha inizio di Renny Harlin, filmone mitologico col muscoloso Kellan Lutz che ci fa rimpiangere il Peplum italiano degli anni ’60.

Il frutto di una trombata divina

La regina Alcmena, nel disperato intento di liberare il suo popolo dal regno del marito vendicativo e di portare la pace nel paese, prega gli dei di guidarla. Zeus, allora, le concede un figlio, Hercules. Dal momento che la vera identità di Hercules è tenuta nascosta, l’a sua illegittimità è motivo di risentimento per il re Anfitrione, che predilige Ificle, il figlio maggiore. Il giovane Hercules si innamora della bellissima Ebe, ma all’improvviso i due vengono separati dal proclama del padre secondo cui dovrà essere Ificle a prendere in moglie la principessa. Hercules vuole fuggire e sposare la donna che ama, ma è catturato dalle guardie del re e condannato a morire in guerra. Sfuggito alla morte, Hercules si unisce a Sotero, suo amico guerriero, nella valorosa impresa di liberare il regno dalla tirannia di Anfitrione, liberare la sua amata dalle grinfie del fratello e diventare il più grande degli eroi greci… [sinossi]

Beato il popolo che non ha bisogno di eroi come questi, verrebbe da dire parafrasando Bertolt Brecht. E invece il cinema americano attuale, solleticato anche dal clamore intorno al pessimo 300 di Zack Snyder, sembra voler insistere con questa rivisitazione del genere eroico-mitologico, la cui ricetta porta ogni tanto a qualche prodotto di intrattenimento godibile e il più delle volte a tronfie parate di muscoli e di effettoni in digitale. Per quanto riguarda poi il lungometraggio diretto da Renny Harlin, cineasta e produttore di origini finniche, il risultato è un filmetto le cui sequenze più ispirate paiono, per l’appunto, una svogliata parafrasi di 300; mentre il resto riesce addirittura a far rimpiangere, vista la pochezza del soggetto e delle soluzioni registiche, gli episodi televisivi di Xena – Principessa guerriera. Fanno magari eccezione, per via di un più alto respiro epico, l’agguato nella gola in cui gli opliti comandati da Hercules si difendono dai mercenari egiziani e alcune scene di combattimento nell’arena, pur debitrici di quanto Ridley Scott ha già detto/mostrato ne Il gladiatore.

Peccato, perché in passato un navigato mestierante hollywoodiano come Renny Harlin aveva dimostrato di valere qualcosa di più, districandosi con qualche buona intuizione tra horror, thriller e action movie. Si pensi, per esempio, al notevole Nella mente del serial killer (2004) o a certe incursioni, più modeste ma non del tutto disprezzabili, in saghe orrorifiche di successo: Nightmare 4 – Il non risveglio (1988) e L’esorcista – La genesi (2004). In questo Hercules – La leggenda ha inizio, il cui sottotitolo italiano lascia prefigurare ulteriori – e dal sottoscritto già temuti – sviluppi, la pigrizia di Harlin nell’affrontare il soggetto sembra fare il paio con quella del piccolo team (figurano i nomi di Sean Hood, Daniel Giat e Giulio Steve, accanto a quello dello stesso regista) che ne ha sostenuto il lavoro, a livello di sceneggiatura. Scambi di battute da soap opera brasiliana. Un modo di rievocare i miti ellenici così pacchiano, che anche il più paziente dei vecchi professori di greco del liceo collasserebbe all’istante. Accozzaglie di guerrieri egizi o germanici, dai costumi improbabili, che raggiungono le milizie del tiranno di turno in Sicilia o nel Peloponneso, con una rapidità tale da far supporre anche nel 1200 A.C. l’esistenza di voli Ryanair.

E in più un protagonista, il semi-dio Hercules, affidato ai muscoli e alla recitazione mono-espressiva di quel Kellan Lutz, che ha quasi sempre un piglio da marine americano sbarcato per sbaglio nell’antichità, invece che in qualche fronte caldo dell’odierno Medio Oriente. Ecco, c’è questo e poco altro su cui sbadigliare in Hercules – La leggenda ha inizio, un film che fa senz’altro rimpiangere il ritmo, le trovate e persino le piccole/grandi ingenuità dell’italico Peplum, genere che negli anni ’60 sapevamo dotare di ben altra grazia.

Info
La pagina facebook di Hercules – La leggenda ha inizio.
Il sito ufficiale di Hercules – La leggenda ha inizio.
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