I toni dell’amore – Love Is Strange

I toni dell’amore – Love Is Strange

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Love Is Strange ci insegna che l’amore sarà anche una cosa meravigliosa, ma per una coppia omosessuale di New York può diventare un’odissea senza fine.

Love is in the apartment

Quando nel 2011 la città di New York legalizza il matrimonio tra persone dello stesso sesso, Ben e George decidono di sposarsi dopo trentanove anni vissuti insieme. Poco tempo dopo George, che lavora come insegnante di musica in una scuola cattolica, viene licenziato senza preavviso e la coppia perde l’appartamento in cui vivevano a Chelsea. George trova ospitalità da una coppia di amici gay mentre Ben viene accolto dalla famiglia di sua nipote a Brooklyn. [sinossi]

Il cinema accolto, vezzeggiato e in parte perfino prodotto dal Sundance Institute ha dato vita, nel corso degli anni, a una vera e propria corrente alternativa all’ideale cinematografico hollywoodiano. Una comunità a se stante, che predilige la costa orientale al sole della California e affronta con maggiore costanza tematiche sociali. Un microcosmo produttivo non esente da ombre oscure e da difetti, anche per via di una ricerca stilistica pressoché monolitica, in cui gesti, visioni, espressioni e dialoghi sembrano in alcuni casi partoriti in modo seriale.
L’esempio perfetto di ciò che si può intendere per “Sundance Movie” è stato rappresentato, in questi primi giorni alla Berlinale, da I toni dell’amore – Love Is Strange di Ira Sachs, selezionato all’interno del ricco palinsesto di Panorama. Una anziana coppia gay, famiglie disfunzionali, dialoghi sul senso dell’arte, una messa in scena priva di svolazzi visionari ma dedita, semmai, alla ricerca di un lirismo sommesso. Tutti elementi che nel corso del tempo hanno dato corpo, senso e sostanza all’universo indie a stelle e strisce, travasando il termine “indie” dalla sua iniziale collocazione economica verso una concezione puramente estetica della parola. L’indie statunitense non è più oramai solo il riflesso di un modus operandi ben preciso, ma anche e soprattutto sancisce dettami estetici rigorosi, perfino dogmatici in alcuni casi.

In realtà la regia di Ira Sachs, che torna a dirigere un film di finzione a due anni di distanza da Keep the Lights On (presentato sempre in Panorama alla Berlinale nel 2012), sembra più istintiva e umorale che legata a pratiche cinematografiche definite. Il suo sembra semmai la reazione di un uomo che si trova a ragionare per la prima volta in maniera concreta e stratificata sulla fine dell’esistenza. Per quanto infatti I toni dell’amore – Love Is Strange possa attirare le simpatie dello spettatore attraverso dialoghi arguti e divertenti, su di lui grava l’ombra scura della morte: una morte che è inizialmente morte metaforica, con lo smembramento della coppia quarantennale composta da Ben e George (eccellente John Lithgow, ma un ottimo Alfred Molina riesce persino a rubargli la scena), e si trasforma sempre di più in morte sociale, individuale e collettiva. Morte del sentimento, dell’idea stessa di vivere comune, della famiglia come è intesa dalla morale borghese.
Si può anche, e in maniera legittima, leggere Love Is Strange come la più classica delle commedie newyorchesi, ma sarebbe ingiusto non approfondire il discorso sul lato oscuro che lo attraversa, finendo per travolgerlo. Anzi, è proprio quando cerca con insistenza di rintracciare il mood più ironico che Sachs perde di vista l’obbiettivo, smarrendosi.

L’impressione è che, a conti fatti, si abbia a che fare con un’opera fragile, a tratti quasi incompiuta (il finale appare francamente posticcio, poco intessuto nel resto di un film al contrario piuttosto compatto), ma gentile e sincera. Love Is Strange non passerà di certo alla storia del cinema, ed è difficile che qualcuno ne serbi la memoria negli anni a venire, ma rappresenta in ogni caso il grido d’amore (e di dolore) di una generazione che sta oramai avvicinandosi alla sua fine, materiale e – ancor più grave – culturale. Perché la New York di I toni dell’amore – Love Is Strange è quella delle rivendicazioni sessantottine, dei beatnik e della factory wahroliana, dell’integrazione e della riflessione sociale. Un mondo destinato, come Ben e George, a essere squarciato, diviso e progressivamente annientato. Una volta di più.

Info
La scheda IMDB di I toni dell’amore – Love is Strange.
Il trailer italiano di I toni dell’amore – Love Is Strange.
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