Sotto una buona stella

Sotto una buona stella

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Film di San Valentino per Carlo Verdone, che in Sotto una buona stella diverte in coppia con la Cortellesi ma non riesce a tenere perfettamente le fila del racconto.

Con quella faccia un po’ così…

Un uomo di successo, che ha lasciato la moglie per una donna più giovane, si deve occupare, una volta rimasto vedovo, dei due figli ventenni. La sua azienda chiude e rimane disoccupato, la nuova compagna lo lascia perché non riesce a legare con i figli di lui. Tutto va a rotoli, finché non fa la sua apparizione una impacciata vicina di casa. [sinossi]

Non si può ancora parlare effettivamente di crisi del cinema verdoniano, neppure di fronte a questo nuovo film del regista e attore romano, Sotto una buona stella. Non si può arrivare a una tale affermazione perché in fin dei conti a tratti si ride, molto più di quanto non accada in commedie coeve (Tutta colpa di Freud, La gente che sta bene), anche se meno rispetto a Smetto quando voglio. Eppure vi si sente una stanchezza e una rassegnazione di fronte ai tempi che cambiano – un mood che connota il suo cinema almeno da Grande grosso e…Verdone – e che spinge l’autore di Maledetto il giorno che t’ho incontrato a chiudere le sue storie in interni, intorno a un ristrettissimo nucleo di personaggi e a un unico tema forte: il recupero della dimensione familiare.
Conseguenza di questo discorso sembra essere anche una certa approssimazione di regia e un po’ di laissez faire a livello stilistico, a partire da una fotografia piatta e poco curata, purtroppo molto in linea con quanto si vede normalmente nelle commedie italiane (eppure basterebbe andarsi a vedere Supercondriaco del francese Danny Boon, un film persino completamente sbagliato ma che fa della confezione registica il suo punto di forza).

Inoltre, in Sotto una buona stella, si ritrova anche l’idea un po’ lasca del racconto che spinge evidentemente – e forzatamente – all’obiettivo di far incontrare le due star per permettergli di esprimere in coppia il loro talento comico: qui Verdone e la Cortellesi si ritrovano vicini di casa (mentre in Posti in piedi in Paradiso Verdone finiva per condividere lo stesso appartamento con Giallini e con Favino – ma anche con la Ramazzotti – e invece in Io, loro e Lara ospitava in casa Laura Chiatti). Insomma, un canovaccio comico assolutamente classico e su cui, in effetti, non vi è nulla da dire: Verdone e la Cortellesi insieme funzionano e divertono (e non ci stupirebbe di trovarli di nuovo insieme in futuro). Quel che invece non convince proprio è la dimensione da dramma familiare, con i due giovani Lorenzo Richelmy e Tea Falco che sono costretti in ruoli seri invece che comici, come se a loro venisse affidata la patata bollente di occuparsi quasi solo della linea malinconica della vicenda.

Ne risulta un film sfilacciato e discontinuo (dove sinceramente la voice over è proprio mal riuscita), in fin dei conti costruito su una comicità troppo addomesticata. Pur infatti apprezzandone le doti attoriali, vien quasi il sospetto che la Cortellesi si completi sin troppo bene con Verdone, mentre viene da rimpiangere la presenza scenica spiazzante, sballata e in fin dei conti anarchica di Giallini e della Ramazzotti in Posti in piedi in Paradiso. Un apporto che forse sarebbe potuto arrivare proprio da Tea Falco e dalla sua recitazione stralunata, se solo si fosse deciso di assecondare meglio le sue potenzialità comiche.

INFO
Il sito della Filmauro, casa di produzione di Sotto una buona stella: www.filmauro.it
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