Una domenica notte

Una domenica notte

di

Una domenica notte, esordio alla regia di Giuseppe Marco Albano, una commedia agrodolce sul sogno del cinema. Nelle sale con Distribuzione Indipendente.

Sognando incubi

Antonio Colucci, da ragazzo, sognava di diventare un grande regista horror, e prometteva bene. Il primo lungometraggio arriva a 26 anni: per tutti è un talento, ma le traversie produttive lo relegano al mercato dell’home video e il film esce solo in Germania. Poi il matrimonio, un figlio e la quotidianità lo bloccano nella sua cittadina di provincia. Giunto a 46 anni, Antonio è deciso a fare un resoconto della propria vita: il sogno non si è mai spento, è ancora lì che scalcia. Deciso a cercare i fondi per girare una sceneggiatura a basso budget, scoprirà l’orrore che lo circonda, molto più impressionante del film horror che vuole realizzare… [sinossi]

Riserva ben più di una sorpresa Una domenica notte, esordio alla regia di un lungometraggio del ventinovenne Giuseppe Marco Albano, già vincitore del Nastro d’Argento per il miglior corto nel 2012 con Stand by Me. In realtà all’epoca delle riprese di Una domenica notte Albano aveva ventisette anni, visto che il film è stato ultimato ben due anni or sono: a un’uscita così ritardata nelle sale per un’opera non prodotta in seno all’industria (o a ciò che è rimasta di essa) si è fatta oramai l’abitudine, ed è una volta di più merito di Distribuzione Indipendente se l’opera prima di Albano è riuscita a trovare un condotto d’aria in grado di non farla soffocare definitivamente. Il pantano in cui si è andato a incagliare il cinema italiano deve essere più che mai profondo se anche una commedia divertente e che guarda con occhio fin troppo insistente al cinema del tempo che fu non riesce a trovare l’occasione per mostrarsi al pubblico, se non affrontando ostacoli di ogni genere.
Un vero e proprio paradosso, soprattutto se si considera che Una domenica notte possiede tutti gli ingredienti necessari per poter piacere al pubblico, anche a quello meno cinefilo o attento: come già Spaghetti Story di Ciro De Caro (il film del listino di Distribuzione Indipendente che ha creato un vero e proprio caso lo scorso dicembre), anche il film di Albano parla un linguaggio comprensiible a tutti, senza eccezioni di sorta.

Il plot di Una domenica notte ruota attorno a un uomo e alla sua passione per il cinema, e per l’horror in particolar modo: un regista che non dirige un film da venti anni e vive in uno sperduto paesino lucano, lontano dal “mondo che conta”. Risiede proprio in questa orgogliosa scelta periferica – da un punto di vista geografico e umano – il punto di forza principale di Una domenica notte: quella Roma citata in più occasioni come si trattasse dello Shangri-La, luogo mitico inaccessibile e dorato, è il simbolo di un mondo che non vive di luci, ma solo del loro riflesso.
Antonio Colucci è un sognatore indefesso, costretto però a vedere i propri desideri martoriati, sviliti e deturpati da una realtà miserabile, corrotta, priva di alcuno slancio eroico, normalizzata e oramai blanda e sterile. Pur costruendo una commedia dal ritmo piuttosto costante (anche se si avverte una flessione piuttosto netta a cavallo della metà del percorso, in concomitanza con il tentativo di sviluppare in maniera più strutturata i rapporti sentimentali del protagonista), Albano dà il meglio di sé quando gioca con il registro agrodolce, mescolando alla risata l’amara riflessione sulla vita secondo la lezione che fu della commedia all’italiana.
In un film che vive più di singole sequenze ben riuscite che di una progressione narrativa coerente e fluida ben si amalgamano i veri provini fatti dal regista ai cittadini lucani, flash improvvisi e deliranti à la Ciprì e Maresco (e l’utilizzo del bianco e nero rende perfino troppo evidente il rimando) che aprono squarci su altri mondi ancora da esplorare, universi umani e sociali che sarebbe delittuoso lasciare insondati.

Perché Una domenica notte è sopra a tutto un grande omaggio a chi persegue nel suo sogno anche quando questo è palesemente privo di speranza: Antonio sarà anche stato sconfitto dalla storia, impossibilitato a dimostrare il suo talento, ma non è un fallito. Un perdente, ma a testa alta, orgoglioso e convinto di sé e della sua storia post-apocalittica di zombi e di un guardiano del cimitero che nessuno ha intenzione di sovvenzionare, dal sindaco all’imprenditore vinicolo fino al ricco indiano compagno dell’ex-moglie di Antonio. Ma poco importa: resta il sogno.
Una domenica notte segna un esordio incoraggiante, esempio di commedia che sarebbe il caso di non lasciar cadere troppo facilmente nel dimenticatoio.

INFO
Una domenica notte sul sito di Distribuzione Indipendente.
Il sito ufficiale di Una domenica notte.
  • una-domenica-notte-2014-giuseppe-marco-albano-01.jpg
  • una-domenica-notte-2014-giuseppe-marco-albano-02.jpg
  • una-domenica-notte-2014-giuseppe-marco-albano-03.jpg
  • una-domenica-notte-2014-giuseppe-marco-albano-04.jpg
  • una-domenica-notte-2014-giuseppe-marco-albano-05.jpg

Articoli correlati

  • Archivio

    W Zappatore

    di W Zappatore segna l'esordio alla regia di Massimiliano Verdesca, e si attesta come una delle opere prime più interessanti del panorama nazionale di questi ultimi anni. Un'opera che fonda grottesco e surreale, resoconto del reale e commedia.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento