La scuola più pazza del mondo

La scuola più pazza del mondo

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Il ritmo a rotta di collo de La scuola più pazza del mondo è rinvigorito dall’accostamento tra una comicità nonsense e singolari atmosfere orrorifiche, e si sposa con la contrapposizione tra le fattezza kawaii delle bimbette Mako, Miko & Mutsuko e i vari scheletri, uomini-pesce e modelli anatomici ambulanti. Un Hellzapoppin’ strampalato, limitato dalle poche risorse economiche a disposizione ma sorretto dalla capacità di saper sfruttare le tecniche d’animazione, tramutando almeno in parte i difetti in pregi.

Le Superchicche

Nella scuola elementare St. Claire arrivano in visita tre simpatiche bambine: la super peste Mako, la super vanitosa Miko e la super secchiona Mutsuko. Gironzolando per la scuola, si intrufolano nell’aula di scienze, dove trovano un modello anatomico che battezzano Signor Nudo, per loro un giocattolo da truccare e disegnare. Ma il Signor Nudo, che in realtà si chiama Signor Kun, prende vita di notte e, non contento per l’accaduto, escogita un piano ingegnoso con l’aiuto del suo assistente, lo scheletro Barone, e della Coniglio Mafia, tre coniglietti tutto pepe e pistola. L’occasione sarà la festa di mezzanotte della scuola St. Claire che porterà le bambine a giocare con tante strane creature, partecipando a tre difficili sfide piene di emozione e avventura… [sinossi]

Distribuire nelle sale italiane il divertente e un po’ sconquassato La scuola più pazza del mondo (Hōkago middonaitāzu, 2012), opera prima di Hitoshi Takekiyo, è una scelta controcorrente e quantomeno coraggiosa. Il film è infatti distantissimo da qualsiasi pellicola d’animazione di successo uscita nel Bel Paese: è una produzione nipponica indipendente e a basso budget, non può vantare nomi noti agli appassionati (non che i film di Miyazaki & soci vengano ricoperti d’oro), mette in mostra una computer grafica essenziale, basilare, e non ricorre agli stilemi di DreamWorks, Blue Sky e altri colossi nordamericani. Takekiyo insegue suggestioni à la Tim Burton, mescolando fantasmi e bimbette impertinenti, paradossi temporali e conigli killer, maledizioni e improbabili personaggi in motion capture, riallacciandosi ai suoi autori di riferimento, da Moebius a Zemeckis, fino alla comicità slapstick dei Drifters [1]. Il tutto filtrato da uno sguardo altro rispetto ai tanti registi occidentali che scimmiottano Madagascar o L’era glaciale. Insomma, la scommessa della Microcinema è ammirevole. E rischiosa.

Il ritmo a rotta di collo de La scuola più pazza del mondo è rinvigorito dall’accostamento tra una comicità nonsense e singolari atmosfere orrorifiche, e si sposa con la contrapposizione tra le fattezza kawaii delle bimbette Mako, Miko & Mutsuko e i vari scheletri, uomini-pesce e modelli anatomici ambulanti. Un Hellzapoppin’ strampalato, limitato dalle poche risorse economiche a disposizione ma sorretto dalla capacità di saper sfruttare le tecniche d’animazione, tramutando almeno in parte i difetti in pregi. Non sfuggono ovviamente gli ambienti spigolosi, squadrati, i limiti congeniti dei pixel, ma al tempo stesso non sfugge la regia ariosa, i movimenti della mdp virtuale. E così Takekiyo camuffa le falle del low budget con i giochi cromatici, con la totale libertà creativa, cercando un suo personalissimo punto di contatto tra l’universo degli anime e la Pixar.

La scuola più pazza del mondo è un film coerentemente ad altezza di bimbo, con degli snodi narrativi troppo allegri e con un numero musicale che rimanda alla danza degli scheletri di disneyana/harryhauseniana/burtoniana memoria. Quasi una versione under dodici del misconosciuto Hells di Yoshinobu Yamakawa. Della zoppicante animazione in computer grafica del Sol Levante, capace di saltabeccare tra cocenti delusioni (Atagoal, Yona Yona Penguin, Oblivion Island e anche il recente Capitan Harlock) e poche soddisfazioni (il sottostimato Final Fantasy, Vexille e poco altro), La scuola più pazza del mondo è forse uno dei risultati più interessanti.

Note
1. I Drifters sono un gruppo rock/comico giapponese nato negli anni Cinquanta, ma diventato popolare il decennio successivo. Chōsuke Ikariya è stato il leader del gruppo dal 1962 al 2004. Per maggiori info: en.wikipedia.org/wiki/The_Drifters.
Info
Il sito di Microcinema, distribuzione de La scuola più pazza del mondo.
La scuola più pazza del mondo su facebook.
Il trailer ufficiale de La scuola più pazza del mondo.
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