Tarzan

Grazie a un’animazione non particolarmente originale, incisiva giusto nelle scene più dinamiche e avventurose, rivive la classica love story di Tarzan e Jane; ma nel tentativo di attualizzarla, ricollocando meteoriti dai misteriosi poteri nel cuore della giungla, il plot si fa confusionario, persino un po’ kitsch.

Qualche cheeta-zione di troppo

Durante una spedizione in una remota giungla africana, John Greystoke e sua moglie muoiono in un incidente di elicottero, proprio mentre conducono delle ricerche su un misterioso meteorite. Solo il figlio, il piccolo J.J. soprannominato poi Tarzan, sopravvive all’incidente. Un gruppo di gorilla trova il piccolo tra i resti dell’elicottero, lo soccorre e lo cresce come se fosse uno di loro. Tarzan diventa grande imparando la dura legge della giungla e dopo dieci anni incontra un altro essere umano, la coraggiosa e bella Jane Porter. Tra i due è amore a prima vista. Ma le cose si complicano quando William Clayton, in viaggio in Africa con Jane, rivela le sue vere e avide intenzioni. Tarzan, diventato un uomo diverso da tutti gli altri, dovrà fare appello all’istinto sviluppato nella giungla e a tutto il suo ingegno per proteggere la sua casa e la donna che ama… [sinossi]

Welcome to the Jungle. Tra le foreste pluviali del Continente Nero potrete ritrovare le classiche avventure di Tarzan (enfatizzate da un 3D efficace solo a tratti, come anche altri aspetti di un’animazione non particolarmente originale) insieme ad alcuni tentativi di “update”, più o meno riusciti: un gigantesco meteorite precipitato in Africa durante la Preistoria, gli strani poteri che lo stesso continua a esercitare anche nel presente, un bizzarro “mondo perduto” creatosi quale conseguenza dei suoi impulsi magnetici, le losche macchinazioni di un businessman americano disposto a tutto pur di mettere le mani su quella fonte di energia, l’esercito di mercenari armati fino ai denti di cui l’arrogante miliardario si è circondato. Tutto ciò lascia presagire che il novello Tarzan, forte di un “look” e di un ruolo che lo fanno quasi assomigliare all’Indio di Antonio Margheriti, dovrà portare a termine imprese ancor più rischiose e mirabolanti, pur di salvare la propria pellaccia, quella dei suoi vecchi e nuovi amici, nonché gli equilibri di una natura selvaggia minacciata ancora una volta dalla presenza umana…

Di carne al fuoco ce n’è davvero tanta. Probabilmente troppa, per un film di circa un’ora e mezza. Col serio rischio che si finisca per affrontare snodi drammatici di una certa importanza e persino scenette di alleggerimento in modo superficiale, approssimativo, il che mette in evidenza un altro aspetto problematico di Tarzan 3D: il target di riferimento. Ideale per famigliole con bambini al seguito o più per un pubblico adulto amante dell’animazione? Ci sono nel plot e nella sua realizzazione elementi che possono valere da intrattenimento per fasce di età differenti, sia chiaro, ma il fatto che nel racconto si accenni a eventi decisamente tragici (la morte dello scimmiotto, l’incidente in cui perisce la famiglia del piccolo Greystoke) risolti poi sbrigativamente, perlopiù in fuori campo, lascia alla fine l’impressione di un registro un po’ incerto. Kitsch e abbastanza confusionario risulta, nell’insieme, questo lungometraggio d’animazione realizzato con la tecnica della motion capture (l’alter ego reale di Tarzan è Kellan Lutz, interprete di Twilight e di altri film di genere) dal tedesco Reinhard Klooss, già autore del più simpatico Impy e il mistero dell’isola magica e molto attivo anche come produttore. Graziosa è invece la resa della love story tra Tarzan e Jane, un innocente gioco di seduzione che si appoggia bene all’ambientazione esotica e al piglio più rocambolesco, che assume l’animazione proprio in quei frangenti. In compenso non c’è Cheeta. Ci sono al suo posto altre scimmie, protagoniste di un sub-plot che (complice un utilizzo esagerato della voice over) risulta forse la cosa più stucchevole. L’assenza di Cheeta non evita però al film, perdonateci il gioco di parole, un Cheeta-zionismo finanche eccessivo, fatto di situazioni che possono ricordare Avatar, I predatori dell’arca perduta, come anche altri successi cinematografici del filone fantastico e avventuroso. Un mix di potenziali parafrasi proposto senza troppa convinzione, col risultato di appesantire strada facendo la visione sottraendole pathos e originalità.

INFO
La pagina facebook di Tarzan 3D.
Tarzan 3D sul sito della Constantin Film.
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