Uscite in Sala 06 marzo 2014

Uscite in Sala 06 marzo 2014

Settimana davvero povera, quella che si inaugura questo giovedì, per quanto riguarda le uscite in sala, se si esclude la curiosità verso un progetto come il seguito di 300…

 

300 – L’ALBA DI UN IMPERO
di Noam Murro

Più che un prequel o un sequel, Noam Murro (sempre sotto l’egida di Zack Snyder) firma un ideale controcampo rispetto al film del 2007. Ora l’azione si sposta ad Atene, e quindi si deve inneggiare, seguendo i luoghi comuni, alla democrazia. Resta lo spauracchio della Persia, e nel complesso ci si diverte di gusto, con un’azione che può anche galvanizzare lo spettatore. Si può pretendere di più?

Questo nuovo capitolo della saga epica sposta l’azione su un nuovo campo di battaglia – il mare – dove il generale greco Temistocle tenta di unire tutto il suo popolo contro la massiccia invasione da parte delle forze persiane, guidate dall’uomo trasformato in Dio, Serse, e da Artemesia, vendicativa comandante della marina persiana… [sinossi] [youtube width=”670″ height=”377″]http://www.youtube.com/watch?v=6CgmWxHNfUc[/youtube]

 

PULCE NON C’È
di Giuseppe Bonito

Arriva nelle sale anche il film di Giuseppe Bonito, tratto da un romanzo di Gaia Rayneri e già presentato lo scorso novembre nella sezione Alice nella Città, autonoma e parallela al Festival di Roma. Una regia asciutta e calibrata per un dramma infantile sincero e accorato, opera d’esordio che lascia ben sperare per il cammino futuro di Bonito…

Pulce ha nove anni, due occhioni accesi e ascolta solo il tango; comunica continuamente, anche se non parla. Mamma Anita da anni cerca di rendere la sua vita migliore. Papà Gualtiero è un medico dall’apparenza burbera, ma si inventa ricette a base di patate da raccontare come favole alla figlia per calmare il suo panico notturno. Un giorno come tanti, Pulce viene allontanata dalla famiglia senza troppe spiegazioni… [sinossi] [youtube width=”670″ height=”377″]http://www.youtube.com/watch?v=H7XxwZytEcE[/youtube]

 

ALLACCIATE LE CINTURE
di Ferzan Özpetek

Quattordici anni di storia d’amore tra Kasia Smutniak e Francesco Arca, con tutto il contorno di luoghi comuni e velleità autoriali che Ferzan Özpetek regala con cadenza fin troppo regolare al pubblico italiano. Allacciate le cinture è solo l’ennesimo film malriuscito del regista italo-turco, dal quale oramai aspettarsi qualcosa di “nuovo” appare sempre più come un’utopia. Da evitare con cura, a meno di non essere tra i (pochi) resistenti difensori di Özpetek e delle sue ossessioni.

Elena si divide tra Antonio e Fabio, due ragazzi che, in modo diverso, decidono di amarla. Antonio è la passione travolgente e proibita che sogna di diventare amore ma non sa se ne è degno e all’altezza, Fabio è l’amicizia totale che è già amore ma accetta i confini dettati dalle proprie scelte esistenziali. Due amori che non si escludono a vicenda ma che si sfidano in continuazione. In questa sfida ogni segreto, ogni desiderio nascosto e ogni sussulto del cuore viene vissuto come una turbolenza da cui tutti loro hanno paura di essere travolti… [sinossi] [youtube width=”670″ height=”377″]http://www.youtube.com/watch?v=4Iyc54Bkeqk[/youtube]

 

LA MOSSA DEL PINGUINO
di Claudio Amendola

In una settimana disastrosa o quasi per il cinema italiano, verrebbe naturale evitare di spendere più di una parola sull’esordio alla regia di Claudio Amendola. Tante buone intenzioni, tanti amici nel cast e ben poco a disposizione per far divertire davvero il pubblico. Peccato.

L’armata Brancaleone dei ghiacci: quattro uomini qualunque scoprono per caso il curling e si convincono di poter partecipare alle Olimpiadi Invernali di Torino 2006. Si ingegnano in allenamenti improbabili, trovano scappatoie alle regole, tentano l’impossibile pur di aggiudicarsi il titolo di campioni italiani… [sinossi] [youtube width=”670″ height=”377″]http://www.youtube.com/watch?v=tMhhpoUMUs0[/youtube]

 

FELICE CHI È DIVERSO
di Gianni Amelio

Trova spazio in sala anche il documentario di Gianni Amelio sull’omosessualità, di cui si è parlato più che altro per il (tardivo) coming out del suo autore. A Berlino il film è stato trattato con una certa superficialità, quando non completamente stroncato: operazione fin troppo giustificabile, viste le evidenti mancanze del lavoro di Amelio, al quale si può forse accordare solo la buona volontà. Ma è un po’ poco…

Un viaggio in un’Italia segreta, raramente svelata dalle cineprese: l’Italia del mondo omosessuale così come è stato vissuto nel Novecento, dai primi del secolo agli anni ’80. Un viaggio fatto di storie raccolte dal Nord al Sud del Paese, di chi ha vissuto sulla propria pelle il peso di essere un “diverso”. Racconti di repressione, censura, dignità, coraggio, e felicità. [sinossi] [youtube width=”670″ height=”377″]http://www.youtube.com/watch?v=7zHE1smbfcE[/youtube]

 

UN RAGIONEVOLE DUBBIO
di Peter Howitt

Legal-thriller con un numero spropositato (e incongruo) di colpi di scena e tutti i cliché possibili e immaginabile del genere, Un ragionevole dubbio abbandona la mente dello spettatore nel momento stesso in cui iniziano i titoli di coda. Qualcosa vorrà pur dire…

Mitch Brockden è un giovane e ambizioso assistente procuratore. È appena diventato padre e, di ritorno da una serata con gli amici, investe accidentalmente uno sconosciuto. Per non utilizzare il suo cellulare, chiama l’ambulanza da un telefono pubblico e abbandona il cadavere ai margini della strada. Il giorno successivo Mitch apprende dalla stampa che un uomo di nome Clinton Davis è stato arrestato per l’omicidio di Cecil Akerman, il passante che Mitch ha investito. Mitch conosce la verità ma non si sente di rivelarla per le implicazioni legali che ne nascerebbero. Pressato dai sensi di colpa, ottiene che gli venga assegnato il caso e, con l’aiuto di una fonte inaspettata, Davis viene assolto. Ma con questa sentenza Mitch mette in pericolo la sua vita e quella della sua famiglia… [sinossi] [youtube width=”670″ height=”377″]http://www.youtube.com/watch?v=s6hyhJ4IZeQ[/youtube]

 

IL SUPERSTITE
di Paul Wright

A completare una settimana che di certo non sarà ricordata tra le più memorabili dagli amanti della Settima Arte arriva anche l’esordio dello scozzese Paul Wright, che non riesce a evitare la trappola dell’indie e attraversa un plot valido più per un corto che per un lavora sulla lunga distanza alla ricerca di uno stile personale che tarda a trovare compimento. Anche il colpo di scena finale è completamente sprecato, a dimostrazione di una immaturità autoriale piuttosto evidente. Perché la Nomad Film, tra i tanti titoli passati a festival lo scorso anno abbia scelto di distribuire proprio questo è un mistero fitto come la nebbia nella brughiera…

Aaron, giovane disadattato che vive in una remota comunità costiera scozzese, è l’unico sopravvissuto a un misterioso incidente di pesca costato la vita a cinque uomini, tra cui suo fratello. Emarginato dalla comunità che lo crede colpevole di quanto accaduto, Aaron non vuole credere alla scomparsa del fratello e decide di uscire in mare aperto per ritrovarlo. [sinossi] [youtube width=”670″ height=”377″]http://www.youtube.com/watch?v=qYXDujeluHc[/youtube]

 

TARZAN
di Reinhard Klooss

E tutto questo dovrebbe concludersi con Tarzan, un film d’animazione di cui nessuno sentiva la mancanza, neanche i gorilla della giungla più fitta che più fitta non si può. Se avete bambini, portateli a vedere altro.

Durante una spedizione in una remota giungla africana, John Greystoke e sua moglie muoiono in un incidente di elicottero mentre conducono delle ricerche su un misterioso meteorite. Solo il figlio, il piccolo J.J., soprannominato Tarzan, sopravvive all’incidente. Un gruppo di gorilla trova il piccolo tra i resti dell’elicottero, lo soccorre e lo cresce come se fosse uno di loro. Tarzan diventa grande imparando la dura legge della giungla e dopo dieci anni incontra un altro essere umano, la coraggiosa e bella Jane Porter… [sinossi] [youtube width=”670″ height=”377″]http://www.youtube.com/watch?v=saXPKAHG5y4[/youtube]

 

Queste le poco benevole impressioni sui film in uscita nel fine settimana. Ai titoli già citati si aggiungono anche Chocó di Jhonny Hendrix Hinestroza, 12 12 12 di Massimo Morini e Registe – dialogando su una lametta di Diana Dell’Erba. Se avete il pelo sullo stomaco, buona visione!

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