Maldamore
di Angelo Longoni
Pagato il debito nei confronti di Trento (e della Trentino Film Commission) con alcuni squarci della città a interporsi tra una scena di dialogo e l’altra, Maldamore estingue i propri desideri in un profluvio di bozzetti a due privi di elementi comici e destinati a proporre un’idea a dir poco stereotipata dei rapporti di coppia.
La solita questione di corna
Una coincidenza banale, la perdita di attenzione nei confronti di un dettaglio quasi impercettibile, una distrazione che può capitare a chiunque, genera conseguenze che sconvolgono la vita di un’intera famiglia. Un interfono per bambini lasciato acceso per sbaglio, mentre nella stanza due persone si rivelano segreti inconfessabili ai rispettivi partner. Una deflagrazione tanto comica quanto sconvolgente, e poi una domanda: “Che fare adesso?”… [sinossi]
Nell’ultimo capoverso della sinossi ufficiale di Maldamore si legge “una storia divertente nella quale tutti si possono identificare”; è forse da rintracciare qui il peccato originale che affossa qualsiasi velleità del ritorno al cinema di Angelo Longoni, quattro lungometraggi in un paio di anni sul finire del millennio e poi molta televisione. Era dal 1997, con Naja, che Longoni non dirigeva un film per il cinema, e Maldamore risente in tutto e per tutto del lavoro per il piccolo schermo portato a termine dal regista milanese in questi diciassette anni: una messa in scena piatta, dominata dai primi piani dei protagonisti, dialoghi che invadono la scena in ogni momento, quasi sempre racchiusi tra le comode mura di un appartamento o di un locale. Cinema che non sarebbe possibile identificare come tale se non fosse per le etimologiche immagini in movimento.
La storia dei matrimoni delle due coppie Ambra Angiolini/Luca Zingaretti e Alessio Boni/Luisa Ranieri (con Boni che interpreta il fratello della Angiolini) e dei travagli cui vanno incontro quando le donne scoprono i tradimenti dei rispettivi consorti custodisce al proprio interno tutti i difetti macroscopici della commedia italiana contemporanea: Maldamore difetta nella messa in scena, raffazzonata e priva di qualsiasi profondità personale, crolla sotto il profilo della sceneggiatura, che non omette neanche uno dei luoghi comuni sull’argomento, e cerca disperatamente di aggrapparsi alla recitazione dei suoi protagonisti, professionali ma impossibilitati a salvare da soli un’architettura così deficitaria. Longoni porta a termine un’operazione abortita fin dalla sua genesi, stanca reiterazione di uno schema produttivo predefinito che non ha più nulla di interessante da proporre. Pagato il “debito” nei confronti di Trento (e della Trentino Film Commission) con alcuni squarci della città a interporsi tra una scena di dialogo e l’altra, Maldamore estingue i propri desideri in un profluvio di bozzetti a due (raramente le sequenze prevedono più personaggi in scena contemporaneamente) privi di elementi comici e destinati a proporre un’idea a dir poco stereotipata dei rapporti di coppia. Tutti forse potranno identificarsi in questo o in quel personaggio, ma qualcuno ne sarà soddisfatto?
Info
La pagina Facebook di Maldamore
- Genere: commedia, sentimentale
- Titolo originale: Maldamore
- Paese/Anno: Italia | 2014
- Regia: Angelo Longoni
- Sceneggiatura: Angelo Longoni, Massimo Sgorbani
- Fotografia: Roberta Allegrini
- Montaggio: Mauro Bonanni
- Interpreti: Adolfo Margiotta, Alessio Boni, Ambra Angiolini, Claudia Gerini, Eleonora Ivone, Ettore Bassi, Eugenio Franceschini, Luca Zingaretti, Luisa Ranieri, Miriam Dalmazio
- Colonna sonora: Sergio Cammariere
- Produzione: IDF - Italian Dreams Factory, Italian Dreams Factory, Rai Cinema
- Distribuzione: Bolero Film
- Durata: 101'
- Data di uscita: 13/03/2014





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