Divergent

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Arriva nelle sale Divergent, primo capitolo di una nuova saga sentimental-fantascientifica, un clone in tono minore di Hunger Games. Turbamenti amorosi e lotte di classe all’acqua di rose per una science fiction distopica adolescenziale.

Primi baci

L’umanità è divisa in cinque fazioni, ciascuna caratterizzata da un valore diverso che rispecchia la personalità dei suoi membri: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l’amicizia per i Pacifici, l’altruismo per gli Abneganti e l’onestà per i Candidi. Beatrice “Tris” Prior è una ragazza di sedici anni che, come tutti i suoi coetanei, deve decidere se continuare a far parte della fazione dei suoi genitori oppure appartenere a un altro gruppo. Tris sceglie la fazione degli Intrepidi, ma nasconde un segreto pericoloso; la ragazza, infatti, è una Divergente, ovvero possiede caratteristiche tipiche di diverse fazioni. Se qualcuno venisse a conoscenza del suo segreto, la sua stessa vita sarebbe in pericolo… [sinossi]

Il successo planetario di Hunger Games, saga che già al secondo capitolo sembra sfilacciarsi, porta con sé inevitabili scorie, cloni che si concentrano più sulle sdolcinate componenti sentimentali che sull’apparato fantascientifico, disegnando distopie all’acqua di rose, scenari futuribili appena abbozzati, patinati e inevitabilmente banali. Travolti dalle colate di melassa di The Host del malcapitato Andrew Niccol, ci troviamo a fare i conti con Divergent di Neil Burger, tratto dall’omonimo romanzo di Veronica Roth, dato alle stampe nel 2011 e seguito a ruota da Insurgent (2012) e Allegiant (2013). Insomma, sappiamo quello che ci aspetta, box office permettendo [1].

L’operazione è chiara, come i meccanismi narrativi e il target. Lei (Shailene Woodley), lui (Theo James), un mondo/sistema più o meno ostile (le fazioni!), i primi turbamenti amorosi e una rivoluzione preconfezionata da portare a termine. Cuoricini e zoppicante lotta di classe. Bella lei e bello lui. Tanta azione e avventura, un addestramento via via sempre più duro, condito da classifiche, esclusioni e via discorrendo. Come Hunger Games, o come qualsiasi reality più o meno canterino. Il senso di déjà vu stordisce e la mente si rifugia nel ricordo della fantascienza socio-politica degli anni Settanta, delle distopie di Rollerball, 2022: i sopravvissuti o La fuga di Logan. Altri tempi, altra fantascienza. Il dazio da pagare post-Twilight sembra troppo salato e trovare una novella Jennifer Lawrence capace di salvare baracca e burattini non è impresa facile.

Shailene Woodley, esile eroina più a suo agio con le atmosfere gentili di Paradiso amaro di Alexander Payne [2], ha un compito meno ingrato di Saoirse Ronan (The Host) ma deve fare i conti con la fazione degli Intrepidi, una sorta di gruppo di balilla più avventati che coraggiosi, seguaci del bicipite tonico, del controllo e della repressione. Interessante, infatti, come questo primo capitolo della trilogia si adagi sui buoni propositi di un manipolo di Intrepidi moderati, pronti a saltare sui/dai treni in corsa, a prendersi a ginocchiate e gomitate e a infilarsi in imbarazzanti divise senza porsi troppe domande. Insomma, si gioca al poliziotto buono e al poliziotto cattivo. Quelli buoni solitamente hanno gli occhi azzurri e il faccino bello.

Ricorrendo a simbologie elementari, piuttosto didascaliche, costumi e design di Divergent seguono un profilo basso, delle linee essenziali. Un eccesso di semplificazione, paradossalmente coerente con l’esilità dell’intreccio. Meglio sorvolare sul rito del passaggio all’età adulta, con la scelta delle fazioni che sembra scimmiottare la cerimonia dei novizi di Hogwarts. Più affascinante, semmai, lo scenario post-apocalittico, la città di Chicago in parte riconquistata dalla natura, circondata da spazi immensi, teoricamente inabitati. Un fuori campo potenzialmente interessante, che lascia qualche flebile speranza per le successive avventure.

NOTE
1. Veronica Roth (www.veronicarothbooks.com) è anche co-produttrice della pellicola. Divergent è pubblicato in Italia da De Agostini. Sono in fase di pre-produzione i successivi due capitoli: Insurgent, previsto per il 2015, e Allegiant, che dovrebbe uscire nel 2016, entrambi affidati alla regia di Robert Schwentke (Red, Flightplan – Mistero in volo).
2. Della filmografia della giovane Woodley, classe 1991, segnaliamo anche gli inediti The Spectacular Now di James Ponsoldt e White Bird in a Blizzard di Gregg Araki.
INFO
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