Un matrimonio da favola
di Carlo Vanzina
Con Un matrimonio da favola i fratelli Vanzina firmano una commedia che cerca di muoversi a metà tra il comico grossolano e il romanticismo dei sentimenti, non sempre centrando il bersaglio.
Vorrei sposarti tra vent’anni
Cinque compagni di liceo, inseparabili a scuola, si ritrovano vent’anni dopo la maturità. Daniele, l’unico ad aver fatto carriera, invita tutti al suo matrimonio a Zurigo con Barbara, la figlia del noto banchiere svizzero per cui lavora. Gli ex compagni accettano entusiasti: è l’occasione per una rimpatriata, anche se per loro la vita non è stata altrettanto generosa: ognuno aveva mete e sogni ma nessuno è riuscito a realizzarli… [sinossi]
Con Un matrimonio da favola i fratelli Vanzina confermano la loro invidiabile regolarità nello sfornare commedie: dal 1979 infatti – se si esclude il 2001 – Carlo ed Enrico sono sempre riusciti a far uscire almeno un film l’anno, quasi sempre (ma non sempre) muovendosi nell’ambito della commedia; un ruolino di marcia che in ambito cinematografico non molti registi possono vantare. All’interno di una produzione così vasta, e con due autori così profondamente legati al genere, è sempre più facile riscontrare topoi, ossessioni e atmosfere ricorrenti, ma anche personaggi e situazioni che sembrano riproporsi e completarsi da un film all’altro. Un matrimonio da favola non è distante dalla deriva totalmente nostalgica dell’immediatamente precedente Sapore di te, che qui però è meno esplicitata, e in generale quest’ultima fatica si presenta come un’operazione più canonica della precedente. Sapore di te infatti sembrava quasi far passare in secondo piano le situazioni raccontate in favore della partitura musicale, dei corpi da bellissimi e dei luoghi di una giovinezza che era semplicemente da evocare attingendo direttamente alla filmografia dei floridi anni Ottanta vanziniani.
Un matrimonio da favola è invece una commedia iperclassica, e per accertarsene basta unire gli elementi: “amici venti anni dopo”, matrimonio, tradimento e addio al celibato, utili per costruire situazioni ampiamente battute in termini di commedia, specie negli ultimi tempi. Ma non è soltanto una questione di tematiche, bensì anche di modi di raccontare. Se dovessimo tracciare una linea molto sommaria in cui distinguere tra produzioni puramente comiche, come ad esempio A spasso nel tempo, Selvaggi e tanti altri titoli ben noti, e produzioni con una trama più articolata in cui viene parimenti trattato l’aspetto sentimentale rispetto a quello comico, Un matrimonio da favola rientrerebbe chiaramente in questa seconda categoria accodandosi ai vari Vacanze di Natale, Sapore di mare o lo stesso Sapore di te. Non siamo dunque di fronte a un accumulo di gag, bensì dinanzi a dei ritratti di quarantenni che non sono affatto delle macchiette. Anzi, probabilmente mai come in altre precedenti opere dei Vanzina, si tratta di veri e propri loser, con dei fallimenti chiaramente esplicitati. Merito forse anche dell’apporto allo script dello sceneggiatore caro a Massimiliano Bruno e affini (vedi Rolando Ravello), Edoardo Falcone, che si è aggiunto al consueto lavoro di scrittura di Carlo ed Enrico. Tuttavia Un matrimonio da favola non possiede né lo spessore dei personaggi, né quel cinismo misto ad amarezza presente appunto nelle commedie di Bruno, o anche in quelle di Carlo Verdone (il confronto parallelo con Compagni di scuola appare inevitabile per la tematica trattata). Non si tratta però di una mancanza totale, poiché la successione di situazioni in cui il meccanismo del segreto/tradimento da far lievitare prima di deflagrare tiene continuamente banco, lascia che emergano qua e là dei riflessi di sottile e cronica infelicità, in particolare nei personaggi di Solfrizzi, Adriano Giannini e Ilaria Spada. Ma quello che dovrebbe essere un naturale trait d’union tra conflitto dei personaggi e situazioni comiche che ne scaturiscono non convince del tutto, soprattutto perchè il ritmo della narrazione appare diseguale: alcune vicende appaiono davvero tirate troppo per le lunghe pur sapendo benissimo come andranno a finire, altre invece vengono risolte in modo piuttosto sbrigativo, come la vicenda del tradimento verso Ricky Memphis (particolarmente ispirato nell’occasione, come già lo era stato in Immaturi, dove interpretava un personaggio non dissimile).
A farne le spese è proprio la verve comica, che va pian piano calando nel film cedendo il posto non alla cruda realtà dei fatti bensì a quella dei sentimenti, con risultati piuttosto prevedibili. Una scelta di comodo che a conti fatti fa rientrare il film nell’universo vanziniano, ma in una posizione mediale nella vasta filmografia dei due fratelli. Paradossalmente a funzionare di più sono proprio le parti più rozzamente comiche, cioè quelle per cui molto spesso vengono additati i Vanzina come volgari intrattenitori (anche confondendoli con produzioni di altri registi): merito soprattutto di caratteristi come Max Tortora e Roberta Fiorentini, l’indimenticata Itala del serial Boris, entrambi esempi di una romanità vitale, mutuata dalla tradizione della grande commedia all’italiana.
Info
Il trailer di Un matrimonio da favola.
La pagina facebook di Un matrimonio da favola.
- Genere: commedia, sentimentale
- Titolo originale: Un matrimonio da favola
- Paese/Anno: Italia | 2014
- Regia: Carlo Vanzina
- Sceneggiatura: Carlo Vanzina, Edoardo Falcone, Enrico Vanzina
- Montaggio: Luca Montanari
- Interpreti: Adriano Giannini, Andrea Osvárt, Emilio Solfrizzi, Giorgio Pasotti, Ilaria Spada, Max Tortora, Paola Minaccioni, Riccardo Rossi, Roberta Fiorentini, Stefania Rocca, Teco Celio
- Produzione: Italian International Film, Rai Cinema
- Distribuzione: 01 Distribution
- Data di uscita: 10/04/2014











Sapore di te
Mai Stati Uniti
Sapore di mare
Immaturi