Beyond the Edge

Beyond the Edge

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Beyond the Edge racconta la storica conquista dell’Everest del 1953, compiuta dallo sherpa Tenzing Norgay e dall’apicoltore neozelandese Edmund Hillary. Al Trento Film Festival.

Over the Top

Beyond the Edge racconta la storia di due uomini di umili origini: Edmund Hillary combattè i propri demoni e la severa crudeltà della natura per raggiungere la vetta più alta del mondo insieme a Tenzing Norgay. Era il 1953… [sinossi]

Un apicoltore neozelandese e uno sherpa sulla vetta più alta del mondo: mentre l’uomo del Commonwealth si prodiga per piantare sulla cima una croce, lo sherpa Tenzing Norgay prega gli dei di conceder loro un ritorno tranquillo all’altezza del mare in parte mangiando e in parte seppellendo sotto il ghiaccio e la neve cioccolata e biscotti. Termina così, con il ritorno al campo base e i festeggiamenti di rito, la prima ascensione certa sull’Everest, nella spedizione britannica guidata dal colonnello John Hunt. Un’impresa rimasta nella storia, atto di sfida dell’uomo a una natura impervia e ostile, nonché dimostrazione palese e incontrovertibile di lavoro collettivo – Norgay e Edmund Hillary rifiutarono sempre di discutere su chi dei due avesse effettivamente messo piede per primo sulla vetta, anche se lo stesso Sherpa affermò di essere arrivato qualche istante dopo il compagno di scalata.
Di quell’impresa rimangono impresse nella mente le immagini che filmarono all’epoca i compagni di cordata Tom Stobart e George Lowe, e che confluirono nell’apologetico The Conquest of Everest, montato e portato a termine sul finire del 1953 dallo stesso Lowe.

A distanza di sessant’anni da quella spedizione, una nuova opera cinematografica si è preoccupata di ricostruire eventi, situazioni e impressioni sulla conquista della cima più alta dell’Himalaya, spostando però l’ottica dello sguardo: se finora si erano ricordate le gesta degli uomini di Hunt anche come una vittoria dell’impero britannico, Beyond the Edge di Leanne Pooley concentra al contrario l’attenzione sui due uomini che raggiunsero effettivamente la meta, e in particolar modo su Edmund Hillary, unico neozelandese della spedizione che nella terra natia si occupava di allevare api per trarne il miele. Presentato in concorso alla sessantaduesima edizione del Trento Film Festival (noto ai più anche come Festival della Montagna), Beyond the Edge è un progetto produttivo maestoso, ma sarebbe riduttivo leggerne l’importanza soffermandosi solo su questo aspetto.
Le riprese montane, girate all’Aoraki Mt. Cook National Park e in parte sull’Everest (al Sagarmatha National Park, per l’esattezza), lasciano davvero a bocca aperta, per lo splendore delle immagini, e la capacità di restituire anche allo spettatore meno avvezzo a situazioni così estreme la fatica, il dolore e allo stesso tempo la meraviglia di uno spettacolo naturale rarefatto, immobile e monumentale.

Con Beyond the Edge la Pooley (già autrice dell’apprezzato Topp Twins-Untouchable Girls) ordisce un documentario all’apparenza classico, costruito in gran parte sulle interviste audio e le dichiarazioni rilasciate nel corso degli anni dai protagonisti della spedizione, ma cerca di trovare una propria personale via alla vetta dell’Everest. Non accontentandosi del materiale d’archivio a disposizione, la regista sceglie di mettere in scena gli eventi affidandosi a una ricostruzione di finzione in piena regola, con tanto di attori impegnati a impersonare Hillary, Norgay, Hunt e gli altri scalatori. Una scelta che permette anche di sfruttare le nuove tecnologie di ripresa per catturare l’essenza della scalata, grazie anche allo splendido lavoro fotografico portato a termine da Richard Bluck, già responsabile della fotografia per i film di Jonathan King (Black Sheep, Under the Mountain) e, come seconda unità, sul set de Il signore degli anelli di Peter Jackson.
Ne viene fuori un film d’avventura in piena regola, emozionante e coinvolgente, da godere sul grande schermo, anche nella visione stereoscopica – in Nuova Zelanda Beyond the Edge è uscito nella doppia versione 3D e 2D – per lasciarsi schiacciare dal peso della montagna più alta del mondo, che troneggia splendida e terribile sul confine tra Nepal e Cina e che fece commentare così l’apicoltore Hillary a John Hunt, dopo il successo della spedizione: “we knocked the bastard off”.

Info
Il sito ufficiale di Beyond the Edge.
Il trailer di Beyond the Edge.
Immagini della conquista dell’Everest, dal National Geographic.
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