Firestorm

Firestorm

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Esplosioni, duelli sospesi a mezz’aria e stormi di piccioni svolazzanti, l’action hongkonghese sfodera tutte le sue armi abituali in Firestorm di Alan Yuen, prodotto e interpretato da Andy Lau. Al FEFF 2014.

La legge sono io

Una banda armata fino ai denti ruba un furgone blindato e sfida la polizia. La scena del crimine è particolarmente traumatica per il poliziotto veterano Lui Ming-chit (Andy Lau), che viene speronato da una macchina e vede con orrore che un passante viene colpito alla testa. A peggiorare le cose, il suo vecchio compagno di scuola Tao Shing-bong (Lam Ka-tung) sembra stare dalla parte dei cattivi. Ma forse la vera testa calda è proprio Lui, completamente ossessionato dalla sua caccia ai malfattori. [sinossi]

Possiamo tirare un sospiro di sollievo, l’action hongkonghese è più vivo che mai e le sue dinamiche narrative, comprendenti tutto il corollario di poliziotti corrotti e l’evanescente linea di demarcazione tra bene e male, non sono state inficiate dall’apertura al mercato della Cina continentale.
A dimostrarcelo ampiamente è Firestorm, poliziesco al fulmicotone presentato al Far East Film Festival 2014 e programmato, non a caso, nello stesso giorno di To Live and Die in Ordos di Ninh Ying, il suo perfetto contraltare cinese. Nonostante alluda nel titolo al capolavoro firmato da William Friedkin nel 1985 (T ), la pellicola di Ning Ying è infatti la sfacciata agiografia di un poliziotto realmente esistito, prona in tutto e per tutto (fino a sfiorare più volte il ridicolo) ai dettami governativi della Repubblica Popolare Cinese. Di ben altra pasta è invece questo Firestorm, blockbuster roboante destinato in tutta probabilità soprattutto al mercato interno della ex colonia britannica, dato il suo corollario di violenza esplicita e sbirri sporchi.

Protagonista è la star indiscussa del genere, Andy Lau che, qui in vesti anche di produttore, si prodiga in ogni sorta di acrobazia, per la gioia un po’ sadica di grandi e piccini (soprattutto grandi in realtà), emulo un po’ di Buster Keaton un po’ di Terminator, data la sua inumana resistenza ad ogni urto o pallottola. Questa volta il divo di Infernal Affairs e La foresta dei pugnali volanti, si trova ad incarnare il talentuoso poliziotto Lui che, dopo aver assistito impotente alla morte di una civile nel corso della rapina a un portavalori, decide di catturare e/o uccidere i responsabili, costi quel che costi, compresa la sua integrità.

A complicare le cose sarà la presenza, all’interno della gang di malfattori, di un vecchio compagno di scuola, ma anche l’efferato omicidio del suo fedele infiltrato e dalla figlioletta autistica. Le complicazioni, naturalmente, non terminano qui, e Firestorm prosegue appaiando exploit emotivi e d’azione, tra romance negate, innocenti trucidati, false piste, duelli ad alta quota (strepitoso in particolare quello sospeso su una grata incastonata tra due grattacieli), esplosioni, e una lunga sparatoria finale con correlata apertura di ampia voragine nell’asfalto sottostante. Non sempre, in realtà, la resa degli effetti speciali appare efficace in Firestorm, specie nel rutilante finale, dove il film pare volerci rivelare tutto il suo antinaturalismo, in perfetta corrispondenza con le evoluzioni impossibili dei personaggi e del racconto.

L’eccesso è infatti all’ordine del giorno, in questa pellicola diretta con mano sicura dall’esordiente Alan Yuen che, seppure non brilli per originalità né creatività, sa mettere ogni cosa al suo posto procedendo per accumulo, senza lesinare né in colpi di scena né tantomeno in evoluzioni drammatiche e coreografiche di ogni sorta. Niente che non si sia già visto, è vero, ma il manierismo schietto e diretto dal neoregista, ben consapevole della tradizione gloriosa che ha alle spalle (agilmente riconoscibile, dal volo improvviso di uno stormo di piccioni, è la citazione del maestro John Woo) riesce a fornire allo spettatore tutto l’intrattenimento che questi può auspicare, e anche qualcosa di più.

INFO
La scheda di Firestorm sul sito del Far East Film Festival.
Il trailer originale di Firestorm.
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