Sobre la marxa

Sobre la marxa

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Il documentario del regista catalano Jordi Morató, Sobre la marxa, posa lo sguardo sull’utopia/sogno di Josep Pujiula, noto come Garrell, che ha creato una città nel bosco in cui giocava da bambino…

Tarzan e i suoi figli

Nei pressi della cittadina catalana di Argelaguer, Josep Pujiula detto Garrell ha passato quarantacinque anni costruendo a mani nude una spettacolare giungla di case di legno, cascate e labirinti. Nel frattempo, ha anche girato dei film su Tarzan con alcuni ragazzi del posto. Un’ode all’impulso creativo – e all’ossessione. [sinossi]

Josep Pujiula è un sognatore, e come tale, passa la propria esistenza a giocare nel modo che preferisce, e che più si avvicina alla realizzazione dei propri desideri. Da oltre quarantacinque anni Pujiula, noto ai più con il nome di Garrell, combatte la propria silenziosa battaglia per la sopravvivenza, una sopravvivenza raggiungibile solo attraverso labirinti, cascate, dighe, torri di legno, e (forse) il cinema. “El Tarzan de Argelaguer”, così è stato ribattezzato dai media spagnoli, che devono aver visto in lui un’incarnazione dell’ideale donchisciottesco: ma Garrell non combatte nessun mulino a vento, la sua battaglia (destinata con ogni probabilità ad accumulare sconfitta dopo sconfitta) è contro il rutilante avanzare di una società moderna ma mostruosamente meccanizzata. Anno dopo anno Garrell si è costruito una fortezza di legno nella foresta in cui gioca fin da quando era un bambino: un luogo inespugnabile, tra labirinti nei quali appare impossibile non perdersi e trabocchetti di ogni genere – perfino peluche di orsacchiotti utilizzati per spaventare i “nemici” –, un’immersione nella natura più incontaminata a sole poche decine di metri da un’arteria autostradale.

A raccontare per immagini la scelta di vita di questo personaggio fuori dal tempo ci ha pensato il regista catalano Jordi Morató con Sobre la marxa (tradotto in inglese per la vendita internazionale The Creator of the Jungle, un titolo senza dubbio pertinente ma che non riesce a restituire il profondo significato dell’originale, quel “in movimento” che coglie con precisione l’esistenza di Garrell), presentato in anteprima mondiale a Rotterdam lo scorso gennaio e ora ospitato dalla sessantaduesima edizione del Trento Film Festival. Ma le immagini arrivano ben prima di quelle girate da Morató… Più di venti anni fa, infatti, a Garrell si accompagnò, affascinato, un adolescente armato di videocamera, Aleix Oliveras: dapprima intenzionato a girare le bizzarrie di un uomo che si lanciava in acqua dagli alberi e su e tra gli alberi passava la sua intera vita, il giovane Aleix venne convinto da Garrell a girare dei film di cui lui sarebbe stato l’inevitabile protagonista. Nacquero così i vari Tarzan d’Argelaguer, Tarzan II, Tarzan III, Tarzan i el seu fill, capitoli di una vera e propria saga in cui Garrell – che dei video era anche regista, sceneggiatore e via discorrendo – ricopre il ruolo dell’uomo al di fuori della società. Prendendo spunto da uno dei più celebri personaggi della letteratura e del cinema del Novecento, Josep Pujiula filma – fa filmare – un’autobiografia in piena regola, ribadendo la totale negazione di qualsiasi rapporto con un universo del quale non riesce a comprendere il senso.

Sobre la marxa è un atto d’amore, di fede, il dovuto riconoscimento a una battaglia senza speranza eppure mai pronta a prostrarsi di fronte all’avvento della modernità. Jordi Morató lo costruisce come una storia della buonanotte, di quelle da narrare ai bambini prima che si addormentino: la prima ora o poco meno è il racconto di ciò che fu, con la voce del regista che accompagna le immagini di repertorio dovute in gran parte al lavoro costante di Aleix Oliveras, ma anche a Jo Farb Hernandez e Andreu Nebot. Solo verso la fine di Sobre la marxa Morató si defila dalla nostalgia (rabbiosa) del passato per affidarsi alle immagini dell’oggi e filmare in prima persona: una scelta coraggiosa, che rafforza ancor di più l’idea di un movimento costante, di una realtà che per quanto osteggiata e vilipesa non ha ancora smesso di progredire, avanzare, ricreare dal nulla.
Perché Sobre la marxa è anche l’elegia della creazione, della costruzione che non distrugge ma si adatta, dell’ingegno umano e del gioco come atto di ribellione alla società capitalistica. Un’opera ammaliante e combattiva, sincera e scorbutica come il suo ineffabile protagonista, e che vede tra i suoi produttori anche uno dei nomi imprescindibili del nuovo cinema spagnolo, quello di Isaki Lacuesta. E, a ben vedere, non è certo un caso…

Info
La scheda di Sobre la marxa sul sito del Festival di Rotterdam.
Sobre la marxa sul sito del Trento Film Festival.
Il trailer originale di Sobre la marxa.
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