Centoquaranta – La strage dimenticata

Centoquaranta – La strage dimenticata

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Vincitore del concorso Italia Doc al Festival di Bellaria, Centoquaranta – La strage dimenticata di Manfredi Lucibello – con un uso straordinario del materiale di repertorio – rievoca il disastro del traghetto Moby Prince e compone il ritratto allucinato di un ennesimo mistero italiano.

Andiamo avanti tranquillamente

Il 10 aprile del 1991 il traghetto Moby Prince entrava in collisione con la petroliera Agip Abruzzo al largo del porto di Livorno. Dei 141 passeggeri del traghetto se ne salverà, incredibilmente, uno solo per una vicenda misteriosa e irrisolta che è entrata a far parte della tragica categoria dei misteri italiani senza soluzione e senza colpevoli. [sinossi]

La storia d’Italia del Novecento è purtroppo contrassegnata da stragi rimaste insolute, i cui colpevoli – quelle volte che sono stati individuati – non hanno subito le giuste condanne da parte della magistratura. In tal senso l’episodio di Piazza Fontana resta il più eclatante anche per l’incredibile serie di depistaggi che furono messi in atto. Negli ultimi vent’anni poi la lotta ridicola e personalistica di Silvio Berlusconi contro i magistrati “comunisti” ha fatto dimenticare all’opinione pubblica (e a quel che resta della sinistra) che nel nostro paese è sempre esistita una tendenza ad insabbiare le indagini, laddove queste potevano dar fastidio ai potenti di turno, e che quindi la magistratura ha in tutto ciò delle colpe gravissime. Un grande merito di Centoquaranta – La strage dimenticata di Manfredi Lucibello – film vincitore della sezione Italia Doc al Festival di Bellaria – è stato senz’altro quello di riportare alla luce una delle tanti stragi irrisolte della storia del nostro paese (il disastro del traghetto Moby Prince che la notte del 10 aprile 1991 provocò 140 morti), ma anche di riportare l’attenzione su questo nostro tragico malcostume di soprassedere e lasciar cadere nel dimenticatoio fatti di inaudita gravità.

In particolare, probabilmente, è ancora tutta da scrivere la storia dell’influenza nefasta che la prima guerra del Golfo ha avuto per il nostro Paese, non solo nei termini dell’adesione data all’iniziativa americana quanto soprattutto per i modi segreti in cui si sono sviluppate certe “collaborazioni” militari. Lo stesso Centoquaranta – La strage dimenticata arriva infatti a ipotizzare un possibile coinvolgimento degli statunitensi, che erano impegnati al largo del porto di Livorno la stessa notte del disastro del Moby Prince in alcune non meglio identificate operazioni belliche (e una delle navi americane presenti quella sera fu oggetto delle indagini di Ilaria Alpi prima di essere uccisa). Ed è interessante in tal senso che il film di Manfredi Lucibello sia stato realizzato quasi in contemporanea a Fuoco amico di Francesco Del Grosso che, da un’altra prospettiva, analizza un altro mistero militare relativo a quegli anni.

Ma, al di là di questo, Centoquaranta – La strage dimenticata è un film potente per come riesce a costruire il racconto di quei fatti. Lucibello ha fatto uno straordinario lavoro con il materiale di repertorio riuscendo a restituirci la tensione di quella notte, in qualche modo a “presentificarla” per meglio coinvolgere lo spettatore, e riuscendo anche a piazzare con grande abilità tutti gli elementi utili al suo discorso. Il film inizia con le registrazioni delle voci che lanciarono l’allarme e pian piano riesce a configurare tutti gli atti messi all’opera per depistare le responsabilità delle varie istituzioni. La collisione tra il Moby Prince e la petroliera Agip Abruzzo, che provocò il disastro, venne inizialmente attribuita alla disattenzione del comandante del traghetto (con la giustificazione che tutti stessero guardando una partita della Juve), per poi essere giustificata dalla nebbia (ma si scoprirà in seguito che quella notte il cielo era assolutamente limpido). Tutto serviva a nascondere il clamoroso ritardo dei soccorsi per cui, mentre l’equipaggio della petroliera venne subito messo in salvo, i passeggeri del Moby Prince furono inspiegabilmente lasciati al loro destino. C’era evidentemente qualcosa da nascondere in quel disastro, forse il coinvolgimento degli americani, forse persino una bomba (furono poi ritrovate a bordo del Moby Prince tracce di un esplosivo usato in altre tragiche occasioni, come ad esempio alla stazione di Bologna nel 1980). E, al contrario di quel che è avvenuto in altre occasioni, in cui la verità storica è emersa in opposizione a quella giudiziaria, il mistero del Moby Prince sembra dover restare tale; in tal senso, a creare ancora maggior confusione è anche la figura dell’unico sopravvissuto dei 141 passeggeri del traghetto, il mozzo Alessio Bertrand, incapace ancora oggi di spiegare cosa successe esattamente.

Centoquaranta – La strage dimenticata perciò riesce a instillare una progressiva tensione e sa persino avvicinarsi alle meccaniche del thriller (soprattutto nella parte iniziale), se non addirittura a quelle dell’horror (la videocamera ritrovata in cui un passeggero aveva registrato gli ultimi momenti di vita a bordo del Moby Prince fa gelare il sangue, sia per la dimensione fantasmatica delle immagini di chi di lì a poco sarebbe morto, sia perché ci viene detto che qualcuno intervenne e fece sparire gli ultimi frame, quelli in cui era stato impresso il momento della collisione). E questa attenta dinamica narrativa viene costruita soprattutto giocando con l’effetto acusmatico delle voci registrate accompagnate spesso a immagini di repertorio o a riprese odierne del porto di Livorno, deserto ed inquietante. Solo nella parte finale Lucibello decide di mostrare i volti delle persone che ha intervistato, perdendo un po’ la tensione narrativa, ma permettendo ai presidenti delle associazioni delle vittime di riportarci al presente e cioè a una situazione in cui tutto deve essere ancora chiarito.

La tensione del nostro cinema civile – ormai completamente sparita nei prodotti mainstream – continua fortunatamente a sopravvivere nel campo del documentario e anche solo questo sarebbe un motivo in più per ricordarci quanto siano preziosi film come Centoquaranta – La strage dimenticata.

INFO:
Il sito di Manfredi Lucibello
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