Alabama Monroe

Alabama Monroe

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Arriva nelle sale nostrane grazie alla lungimiranza della Satine Film l’intenso e straziante dramma familiare diretto dal belga Van Groeningen, Alabama Monroe, candidato come miglior film straniero all’ultima notte degli Oscar.

Finché morte non li separi

Elise e Didier vivono una travolgente e appassionata storia d’amore, al ritmo della musica bluegrass. Elise gestisce uno studio di tatuaggi, sua grande passione. Per lei “c’è sempre qualcosa nella vita che valga la pena mettere sul proprio corpo”: ogni tatuaggio accompagna il suo cuore e le sue emozioni ed Elise lo sfoggia con orgoglio sul suo corpo delicato. Didier è invece da sempre innamorato dell’America, che identifica come la terra delle infinite opportunità, un Paese per sognatori ma, soprattutto, la patria della sua amatissima musica bluegrass, “il country nella sua versione più pura”, che Didier interpreta suonando il banjo in un gruppo musicale. Ed è proprio questa comune passione per la musica ad esaltare l’unione di Elise e Didier: insieme si esibiscono in irresistibili performance dove ogni interpretazione trasuda amore, complicità e passione. A coronare questo cerchio perfetto di felicità è l’arrivo di Maybelle, la loro bellissima bambina… [sinossi]

Premio del pubblico alla Berlinale, Premio Lux (European Parliament Film Prize), miglior sceneggiatura e migliore attrice al Tribeca, migliore attrice agli EFA, miglior film straniero a Palm Springs e nomination come miglior film straniero all’ultima notte degli Oscar: è lo straordinario percorso ricco di riconoscimenti prestigiosi che ha consacrato The Broken Circle Breakdown come una delle pellicole più riusciti della stagione, che grazie alla lungimiranza della Satine Film arriva nelle sale nostrane con il titolo Alabama Monroe – Una storia d’amore a partire dall’8 maggio, poco dopo aver chiuso in bellezza la 15esima edizione del Festival del Cinema Europeo di Lecce.

Quella scritta e diretta da Felix Van Groeningen è di quelle opere, la quarta dietro la macchina da presa per il regista belga, capaci di scavare un solco profondo nella fruizione, lasciando nello spettatore ferite che non si cicatrizzano nell’immediata post-visione. Il mix di emozioni che offre in modalità random a coloro che avranno la fortuna di goderne è di quelli che stordisce, accarezza, lacera, strazia, commuove, rallegra e alla fine ammutolisce. Lo spettatore è completamente in balia di ciò che scorre davanti ai suoi occhi e che penetra oltre la retina fino a raggiungere il cuore, pugnalandolo con tocchi di grazia, bellezza e poesia. Caratteristiche, queste, che non si limitano alla sola componente drammaturgica, ma si allargano a macchia d’olio al resto delle componenti che tradizionalmente vanno a comporre un progetto cinematografico (e non solo), inondando la platea di sensazioni dalle quali è difficilissimo liberarsi. È proprio l’impatto e l’empatia che il film raggiunge con chi lo vive il segreto di Alabama Monroe, un segreto che sta proprio nella sua capacità di trasferire questa mole intensa e devastante di sensazioni, creando un corpus unico di impressionante solidità e potenza espressiva da elementi eterogenei in eguale misura efficaci e singolarmente forti, tanto sul versante della scrittura quanto da quello squisitamente tecnico. Il più delle volte l’uno può fagocitare l’altro, o in altri casi è l’autore stesso a non essere in grado di dosarli, gestirli o farli coesistere. Il regista belga, al contrario, dimostra di sapere gestire i magnifici elementi in suo possesso, traendo da ciascuno di essi il meglio, a cominciare dalla coinvolgente colonna sonora bluegrass che accompagna i momenti salienti della narrazione e dell’interpretazione degli attori (immensa e affiatatissima la coppia protagonista formata da Veerle Baetens e Johan Heldnbergh) senza mai sottolineare, o peggio invadere, il progredire narrativo.

Van Groeningen parte dal melò per dipingere un ritratto familiare intimo e travolgente, che racconta la nascita di un amore eterno e degli ostacoli che lo possono mettere in discussione, ma anche le difficoltà di fare fronte a una perdita e alle cicatrici che questa lascia in chi resta. Non spettacolarizza il dolore, non scade mai nel patetico, tantomeno nei cliché, così come erano riusciti a fare negli anni precedenti Valérie Donzelli, Derek Cianfrance e Terry George nei rispettivi La guerra è dichiarata, Blue Valentine e Reservation Road, con i quali condivide non pochi punti in comune, a cominciare dalla struttura narrativa ellittica che, attraverso un palleggio insistito tra piani temporali, compone il racconto finale. Ed è proprio il montaggio a elevare al quadrato uno stile asciutto, preciso e senza sbavature, che esalta tanto il lavoro dietro quanto quello davanti la macchina da presa. Se l’autorevole Variety ha indicato Felix Van Groeningen come uno dei “dieci registi da tenere d’occhio” ci sarà pure un perché e un film come Alabama Monroe non può che confermarcelo.

INFO
La pagina Facebook di Alabama Monroe.
Il trailer su Youtube di Alabama Monroe.
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