When Animals Dream

When Animals Dream

di

L’esordio alla regia del danese Jonas Alexander Arnby, When Animals Dream, è un horror adolescenziale senza verve, e dominato da una scrittura priva di profondità. Alla Semaine de la critique 2014.

Con un pelo sul cuore

Marie, una ragazza solitaria, vive con i suoi genitori in un isolato villaggio di pescatori sulla costa occidentale della Danimarca. Sua madre è costretta sulla sedia a rotelle ed è muta a causa di una rara malattia, e anche sua padre rifiuta di parlare. Nel momento in cui inizia a provare strani sintomi e si innamora di un coetaneo, Marie scopre che la “malattia” che sembra aver ereditato dalla madre la porta a una trasformazione paurosa, che semina il terrore e l’odio negli abitanti del villaggio. [sinossi]

La Semaine de la critique della sessantasettesima edizione del Festival di Cannes sembra avere un interesse particolare non solo per i romanzi di formazione adolescenziale, da sempre inevitabile punto d’approdo della sezione (considerata la giovane età della maggior parte dei registi), ma anche per declinazioni della tematica che si muovano in direzione di timbriche fortemente orrorifiche e allucinatorie. Dopo It Follows di David Robert Mitchell, angoscioso e genialoide detour che mescola le dinamiche del teen-movie a fraseggi carpenteriani (e non solo), è la volta di When Animals Dream (Når Dyrene Drømmer è il titolo originale), prima avventura sulla lunga distanza per il danese Jonas Alexander Arnby, a dieci anni di distanza dal suo primo e finora unico cortometraggio, Manden der blandt andet var en sko.
Se nel film di Mitchell la protagonista Jay era vittima di una maledizione che la costringeva per liberarsene a diventare a sua volta carnefice, questa ambiguità (anche densa di ironia) svanisce in When Animals Dream: Marie, la giovane ragazza che vive con la madre paraplegica e il padre in un minuscolo villaggio in riva al mare, è una sorta di lupo mannaro, ma lo ignora e non sa assolutamente come gestire la situazione.

Fin dalle prime sequenze, con la sperduta Marie visitata in ospedale per un coagulo di sangue all’altezza del cuore a cui non si sa trovare una spiegazione, si può intuire come la scelta di Arnby sia in tutto e per tutto manichea: da un lato i “buoni”, puri di cuore e incorrotti, e dall’altro i “cattivi”, sadici e maligni anche nella situazione più conviviale. Zero dubbi, nessuna sfumatura accettata.
Ma a lasciare davvero interdetti, al di là di una messa in scena claudicante e perfino incoerente (l’utilizzo delle suggestive location, a cui sembra essere assicurata una centralità fin dai titoli di testa, viene smarrito con troppa facilità nel corso del film), è la miseranda struttura narrativa di When Animals Dream. Ogni snodo della sceneggiatura scritta da Rasmus Birch (già al lavoro con Nicolo Donato sullo script di Brotherhood, a sua volta non esente da difetti e buchi) viene risolto in maniera sbrigativa e sciatta: i personaggi sembrano mossi da una meccanica degli eventi più grande di loro, e la stessa Marie, pur all’oscuro della propria condizione, accetta qualsiasi trasformazione del proprio corpo senza timore o disgusto. Pur muovendosi in campi prossimi al Carrie depalmiano, con tanto di rimandi diretti come il bagno di sangue, e cercando di riciclare le atmosfere dell’eccellente Lasciami entrare di Tomas Alfredson, When Animals Dream fallisce ogni obiettivo, anche quello basico ed essenziale di turbare lo spettatore. Ci si annoia ben presto, invece, e si finisce anche per deridere alcuni dei passaggi più raffazzonati. L’impressione è che fosse un’opera del genere non meritasse una ribalta come quella della Semaine de la critique.

Info
Il trailer di When Animals Dream.
  • when-animals-dream-2014-04.jpg
  • when-animals-dream-2014-03.jpg
  • when-animals-dream-2014-02.jpg
  • when-animals-dream-2014-01.jpg

Articoli correlati

  • Archivio

    It Follows RecensioneIt Follows

    di L'opera seconda di David Robert Mitchell è un teen-horror non privo di ironia che metaforizza la paura del contagio dell'AIDS. Presentato alla Semaine de la critique di Cannes e selezionato al TFF 2014.
  • Cannes 2014

    Cannes 2014Cannes 2014 – Minuto per minuto

    Approdiamo sulla Croisette accolti da un sole scintillante, arriva con noi il tradizionale appuntamento del minuto per minuto. Tra i giganti cinematografici del concorso, le nuove scoperte, la Quinzaine e la Semaine de la critique, ecco a voi il Festival de Cannes 2014!
  • Festival

    Festival di Cannes 2014Festival di Cannes 2014 – Presentazione

    La sessantasettesima edizione del Festival di Cannes, dal 14 al 25 maggio. Si apre con Grace di Monaco di Olivier Dahan, fuori concorso, e poi la consueta fiumana di pellicole in attesa della Palma d'Oro.
  • Festival

    Cannes 2014Cannes 2014

    Come ogni anno a maggio la Croisette diventa il cuore pulsante del cinema: tutte le nostre recensioni e gli articoli da Cannes 2014.
  • Archivio

    Lasciami entrare

    di Lasciami entrare di Tomas Alfredson, vale a dire uno dei più illuminanti esempi di horror del nuovo millennio.
  • Roma 2017

    Valley of Shadows

    di Valley of Shadows segna l'esordio alla regia di un lungometraggio del norvegese Jonas Matzow Gulbrandsen. Un viaggio iniziatico che gioca con gli stilemi dell'horror ma che finisce per rimanere troppo in superficie. Alla Festa del Cinema di Roma 2017.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento