Cam Girl

Cam Girl

di

Il film di Mirca Viola ha senz’altro il merito di fare da battistrada, affrontando senza peli sulla lingua certi argomenti, che per molti sono tabù. Peccato che Cam Girl, proprio nel rapporto tra ragazze e clienti in webcam, cerchi troppo programmaticamente l’esasperazione grottesca, perdendo di vista nel finale il realismo della storia e la credibilità dei personaggi.

Cam Together, yeah!

Alice, Rossella e Martina sono ragazze come tante, con i loro sogni, le loro aspirazioni. La più grande del trio, Alice, ha superato la trentina. Ha studiato sodo per diventare copywriter e sembra a un passo dalla meta, ovvero entrare a far parte di una importante agenzia di pubblicità. Martina, poco più che ventenne, vorrebbe diventare una giocatrice professionista di pallacanestro e ha tutti i numeri per farcela. Rossella, coetanea di Martina, non sa ancora cosa farà da grande e intanto sogna il grande amore, quello capace di sconvolgerle la vita. Le tre, oltre a una solida amicizia, hanno una cosa in comune: fanno le cam-girl…[sinossi]

In un certo senso anche Cam Girl è “cinema della crisi”: lo è nella misura in cui la scelta un po’ estrema, adottata dalle protagoniste, si pone quale reazione a una società che attualmente non presenta molte vie d’uscita all’emergenza lavorativa. Sfruttamento selvaggio. Stage non pagati. Forme contrattuali sempre più dalla parte dei padroni. Paghe mensili ridotte all’osso, per i pochi che ancora vi hanno accesso. E a sperimentare queste avvilenti condizioni di precariato sono soprattutto coloro che tentano di affacciarsi, magari per la prima volta, in un mondo del lavoro che offre sempre meno garanzie: in Italia, come anche in altri paesi investiti dalla crisi, la disoccupazione giovanile è ormai alle stelle. Ne consegue che quanto raccontato nel film non deve certo scandalizzare: di fronte alla totale mancanza di prospettive, spogliarsi in webcam per un pubblico di uomini soli e arrapati diventa coi suoi lauti guadagni un business fin troppo allettante, per tre giovani donne che avrebbero magari altri sogni (il basket professionista, o far carriera in un’agenzia pubblicitaria), ma si stanno pericolosamente abituando a vedersi sbattere le porte in faccia, da parte di chi dovrebbe incentivarne le potenzialità. Ed è così che vediamo nascere Cam Together: un nuovo sito erotico ideato da Alice, la giovane pubblicitaria in difficoltà, dove insieme a lei lavoreranno le altre due amiche e persino Gilda, una barista sottopagata stanca di farsi il proverbiale mazzo per le altrettanto proverbiali quattro lire. Ma i cosiddetti “soldi facili” a volte hanno vita breve. E possono portare anche a conseguenze funeste…

Il film di Mirca Viola ha senz’altro il merito di fare da battistrada, affrontando senza peli sulla lingua certi argomenti, che per molti continuano a essere tabù. Le scene che vedono esibirsi le ragazze in webcam sono a tratti abbastanza spinte, rendono insomma l’idea di come si configuri questo mondo pruriginoso, sfacciato, delirante e dai colori ultra-pop. Anche l’approccio alle motivazioni, tra loro diverse, che hanno spinto le protagoniste a tuffarsi in tale avventura, appare nel complesso genuino, onesto, credibile. Tuttavia, un primo scoglio alla plausibilità del racconto viene dal differente spessore interpretativo delle attrici e degli attori coinvolti. Se i duetti tra lo scaltro pubblicitario interpretato da Marco Cocci e l’incauta collega Alice, con la Liskova confermatasi attrice di immenso valore, viaggiano a ben altro livello, se la giovane Sveva Alviti regge in parte gli sviluppi drammatici del suo personaggio, più improvvisate e ruspanti appaiono le prove di alcune delle altre, sorrette magari dal fisico ma non da un’adeguata interiorizzazione dei ruoli. Ancor più fastidioso, in certi casi, è il taglio “lombrosiano” dato alle figure maschili che interagiscono con le ragazze in webcam. Si passa dallo psicopatico interpretato con eccessiva foga dal pur bravo Mauro Conte all’improbabile e ipocrita seduttore, circondato da amicizie “radical chic”, come se nel pubblico di questo settore in rapida ascesa non figurassero mai persone comuni, “normali”. Dal punto di vista sociologico un’eccessiva semplificazione, a nostro avviso.

Mirca Viola, nota un tempo per essere stata eletta Miss Italia (e poi spodestata), ma autrice in seguito di un interessante percorso artistico, che l’ha portata anche sui set di Giuseppe Ferrara e Salvatore Piscicelli, ha dimostrato pertanto di aver avuto un’intuizione notevole, senza però riuscire a dominarla del tutto. E’ quindi un peccato che Cam Girl, a partire da quel rapporto un po’ macchiettistico tra ragazze e clienti, cerchi troppo programmaticamente l’esasperazione grottesca, perdendo di vista nel finale incautamente compresso la veridicità delle situazioni e il coerente sviluppo di alcuni personaggi.

Info
Il trailer di Cam Gril su Youtube
La pagina Facebook di Cam Girl
  • cam-girl-2014-mirca-viola-012.jpg
  • cam-girl-2014-mirca-viola-001.jpg
  • cam-girl-2014-mirca-viola-002.jpg
  • cam-girl-2014-mirca-viola-003.jpg
  • cam-girl-2014-mirca-viola-004.jpg
  • cam-girl-2014-mirca-viola-005.jpg
  • cam-girl-2014-mirca-viola-006.jpg
  • cam-girl-2014-mirca-viola-007.jpg
  • cam-girl-2014-mirca-viola-008.jpg
  • cam-girl-2014-mirca-viola-009.jpg
  • cam-girl-2014-mirca-viola-010.jpg
  • cam-girl-2014-mirca-viola-011.jpg

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento