Barber’s Tales

Barber’s Tales

di

La violenza del regime di Marcos nelle Filippine fa capolino in un umile negozio di barbiere, propiziando così la graduale presa di coscienza della protagonista, donna battagliera e giusta. Ed è bello che Barber’s Tales di Jun Robles Lana continui proficuamente a oscillare tra ritratto intimista e manifesto politico.

Quando la dittatura si fa fare una “spuntatina”

Nelle Filippine della dittatura di Marcos, Marilou porta al successo il negozio di barbiere ereditato dal marito sino a essere chiamata a lavorare per il sindaco e scoprire il vero volto della politica. Disgustata dalla repressione diventa una dissidente. Saranno le sue compaesane ad offrirle un significativo gesto di partecipazione… [sinossi]

Se all’ultima edizione del Far East Film Festival il cinema filippino ha offerto, nel complesso, un’immagine di indubbia freschezza e vivacità, non deve stupire che Barber’s Tales sia stato uno dei film più appezzati dal pubblico. Due fattori posso spiegare con estrema facilità questa calorosa accoglienza. Da un lato vi è da considerare la presenza in sala dell’incontenibile e raggiante Eugene Domingo: fantastica sullo schermo e quanto al resto traboccante di calore umano, la star asiatica ha conquistato tutti con la sua simpatia. Ma decisivo si è rivelato ovviamente l’appeal cinematografico di una storia intensa, caparbia, che il regista Jun Robles Lana, celebrato in patria anche come sceneggiatore, ha saputo ben orchestrare sul doppio registro di doloroso manifesto politico e di ritratto intimista.

Sì, perché Barber’s Tales è in primo luogo un ritratto femminile davvero magnifico. Eugene Domingo interpreta nella fattispecie l’energica Marilou, donna di mezza età lasciata vedova in un piccolo villaggio e con tanti problemi da risolvere dal marito barbiere. Costui sarà stato anche un bell’uomo, ma viene presentato sin dall’inizio come il prototipo del “machismo” un po’ laido imperante all’epoca della dittatura: scarsamente empatico nei riguardi della consorte e gran puttaniere, il tipo sembrava comunque rispettato dalla piccola comunità, anche per la confidenza concessagli dal potente sindaco del paese, non a caso uomo volgare, corrotto e fedelissimo a Marcos. Lo sfondo sociale che viene a delinearsi è del resto quello di una nazione, le Filippine di qualche decennio fa, in cui il regime si adoperava per accrescere il proprio consenso sia facendo leva con la demagogia sull’ingenuità delle masse, sia ricorrendo in maniera sempre più consistente all’uso indiscriminato della forza. Nello stesso paesino di cui si parla sono difatti attivi alcuni guerriglieri, destinati a fare una fine pessima se scovati dai governativi.

Eugene Domingo è bravissima a far scivolare sul volto provato della sua protagonista i segni di una graduale presa di coscienza, che la vedrà prima fare i conti con un carattere dimesso e poco incline alla ribellione, per poi maturare di fronte a una realtà condita di fatti sempre più orribili un’indole differente, necessaria a dichiarare con gesta altrettanto decise e persino brutali il proprio dissenso verso il potere. La forza di Barber’s Tales risiede innanzitutto in uno script potente, emotivamente denso, coerente e illuminato a livello politico. Come dicevamo all’inizio, le qualità di Jun Robles Lana a livello di scrittura sono abbastanza note. Ma non si deve per questo sottovalutare la sua abilità registica, che trova compimento nella stessa irruzione della violenza nell’inquadratura, un’irruzione repentina, spavalda e ancor più agghiacciante, a causa della tempistica.

Info:
La pagina dedicata a Barber’s Tales sul sito del Far East
  • barbers-tales-2013-jun-robles-lana-001.jpg
  • barbers-tales-2013-jun-robles-lana-002.jpg
  • barbers-tales-2013-jun-robles-lana-003.jpg
  • barbers-tales-2013-jun-robles-lana-004.jpg

Articoli correlati

  • Festival

    Far East 2014

    La sedicesima edizione del festival friulano dedicato al cinema popolare asiatico: tutte le nostre recensioni dal Teatro Nuovo Giovanni da Udine.
  • FEFF 2014

    Far East 2014 – Presentazione

    La sedicesima edizione del festival che Udine dedica al cinema dell'estremo oriente. Otto giorni alla scoperta di meraviglie troppo spesso nascoste agli occhi dei cinefili.

Leave a comment