Life Begins Tomorrow

Life Begins Tomorrow

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Regista perduto e inafferrabile, Werner Hochbaum è stato provvidenzialmente riscoperto dal Cinema Ritrovato di Bologna. Life Begins Tomorrow è una sinfonia metropolitana, canzone stonata di due esseri umani.

Gli assassini sono tra noi

La cronaca di una giornata angosciante. Dopo cinque anni di prigione, Robert è libero. Sua moglie Marie vuole passare a prenderlo ma subentra una serie di inconvenienti. I due si cercano, si mancano ripetutamente e intanto Robert inizia a dubitare della fedeltà di Marie e della promessa di un futuro migliore. [sinossi]

Regista perduto e inafferrabile, Werner Hochbaum è ora ritrovato provvidenzialmente dal Cinema Ritrovato. Cineasta di transizione di un cinema post-Weimar, tra le due guerre mondiali, che hanno segnato la sua vita. Combattente volontario nella Prima guerra mondiale, poi processato ingiustamente per tradimento. Durante l’era nazista gira il film di propaganda Drei Unteroffiziere che non piace a Goebbels che lo radia dal cinema. Nel 1946 comincia a lavorare a un film sulla resistenza ma viene stroncato dalla tubercolosi. La bandiera con la svastica del finale di Drei Unteroffiziere rappresenta così l’ultima immagine del suo cinema. Lo storico Ulrich Kurowski lo definirà «il più importante regista tedesco dopo Murnau, Lang, Lubitsch e Ophuls».
Morgen beginnt das Leben (conosciuto anche con il titolo internazionale Life Begins Tomorrow) racconta di un uomo che esce di prigione dopo aver scontato cinque anni di reclusione. La moglie, che nel frattempo ha intrecciato altre relazioni, si dirige ad aspettarlo ma manca il primo di tanti appuntamenti, causa una serie di intoppi legati a ritardi, a inconvenienti, ai mezzi di trasporto. I due si cercano e si mancano continuamente, mentre cresce la diffidenza e il nervosismo.

Uscito l’estate successiva alla presa del potere di Hitler, il film è una storia di angoscia metropolitana, di vita quotidiana che annega nel disorientamento di una grande città. Due destini incrociati, due traiettorie che sembrano eludersi continuamente. Punto di snodo una grande giostra spettrale, in mezzo a un paesaggio desolato, al nulla, un punto d’approdo dopo la prigione.
Hochbaum immerge il tutto in una sinfonia metropolitana, in una deriva inquietante e nevrotica del film di Walter Ruttmann. Un ritmo ossessivo scandisce tutto il film. Il battito della sveglia, il lungo montaggio, snervante, di orologi urbani; gli orologi che organizzano il tempo del film, cinque anni come cinque minuti, e l’organizzazione spaziale e la costruzione dell’immagine. I montaggi alternati, i due che dormono, i montaggi analogici, il carro, la macchina, il treno. Le sovrapposizioni. Le inquadrature sghembe. Un film che è un continuo movimento, un viaggio. I binari, i tragitti in cui la vita si incanala, che possono incrociarsi così come, altrettanto facilmente, allontanarsi e procedere in parallelo. Le sequenze estenuanti di porte che si aprono. I suoni di una città assordante. Il turbinio di flashback. Le vicine pettegole che si affacciano su un cortile, sinistro filo conduttore con M – Il mostro di Düsseldorf.
Con una “macchina da presa ammanettata”, secondo la definizione di Bert Rebhandl, Hochbaum realizza la canzone stonata di due esseri umani.

Info
Life Begins Tomorrow sul sito della Cineteca di Bologna.
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