Antisocial

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L’esordio alla regia del canadese Cody Calahan, Antisocial, ragiona sul tema dell’infezione virale legando l’horror classico al found footage, non sempre con risultati lodevoli.

Il sociale e l’antisociale

Cinque universitari si riuniscono per festeggiare il Capodanno. Nel frattempo però un’epidemia si diffonde a macchia d’olio in tutto il mondo e, senza nessuno a cui poter chiedere aiuto, i cinque si barricano in casa con i loro strumenti tecnologici. iPhone, Blackberry, iPad e computer portatili diventano l’unico mezzo con cui scoprire cosa è successo e vedere le immagini del caos circostante. Man mano che il virus semina morte e diventa chiara la sua origine, la paura che regna all’interno dell’abitazione lascia spazio alla paranoia. [sinossi]

Lo Z-Day, giornata all’insegna dei morti viventi organizzata in seno alla trentaquattresima edizione del Fantafestival romano, ha permesso agli spettatori appassionati di confrontarsi con tutte le declinazioni possibili e immaginabili del sottogenere dedicato agli zombi: la morte e (non) rinascita è stata attribuita di volta in volta a influenze di creature aliene (Schoolgirl Apocalypse di John Cairns, statunitense trapiantato in Giappone), puri e semplici eventi soprannaturali e fuori dal controllo delle umane genti (I Sell the Dead di Glenn McQuaid), esperimenti folli di scienziati al soldo del Terzo Reich (Frankenstein’s Army di Richard Raaphorst), senza dimenticare per strada la più classica delle invasioni, messa in scena in chiave teen-movie dalla neonata web-serie F*ck the Zombies.
Nel bel mezzo di questa panoramica non poteva ovviamente mancare la riflessione sulla diffusione virale della malattia attraverso la tecnologia moderna: a sopperire a tale compito è stato Antisocial, esordio alla regia di un lungometraggio del canadese Cody Calahan, già produttore, tra gli altri, dell’affascinante ma incompiuto Septic Man di Jesse Thomas Cook, presentato al Ravenna Nightmare alcuni mesi or sono.

Antisocial, dopo un incipit decisamente folgorante (durante la registrazione di un video da condividere con la rete, una blogger assalta la sua ospite, che risponde uccidendola selvaggiamente), si diverte a descrivere la folle notte di Capodanno di un universo finito sottosopra, messo a ferro e fuoco da un virus che rende le persone iper-violente trascinandole in un baratro di ossessione e allucinazioni. Gli zombi come infezione, dunque, secondo uno schema sempre più abusato all’interno delle dinamiche produttive contemporanee: essere tutt’altro che lenti e compassati, ma sospinti invece da una brama di massacro che non lascia scampo.
A lottare contro questa orda di morti/risorti dovranno essere Sam, che si è appena lasciata con il suo ragazzo, e un gruppo di amici asserragliati in una casa e costretti, per non perdere contatto con il mondo esterno, a relazionarvisi attraverso social network, cellulari di nuova generazione, iPAD e netbook: ma se proprio da lì si diffondesse il contagio? L’assedio, tema classico del genere a partire dall’insuperabile Night of the Living Dead di George A. Romero, si sposa dunque a una riflessione appena sfumata ma carica di potenziale allucinatorio e paranoide sulla modernità e sui rischi che essa trascina con sé.

Non mancano istanti di pura tensione, soprattutto nella progressiva discesa negli inferi della mente, ma purtroppo questo aspetto di Antisocial viene ben presto relegato in secondo piano: Calahan sembra realmente interessato alle vite e alle relazioni umani di un gruppo di universitari che, per stessa adesione al genere, altro non dovrebbero essere che carne da macello. Le sottotrame amorose, per di più gestite con una certa rozza semplicità, non agevolano il rapporto di immedesimazione dello spettatore, ma semmai operano una scollatura non risolvibile tra l’ansia del “vedere” e le distrazioni provocate dai dubbi dei protagonisti. Ne viene fuori un’opera per larghi tratti ripetitiva e priva di tensione, in grado di riscattarsi solo occasionalmente (l’auto-operazione chirurgica del finale, per esempio) e destinata a trascinarsi con stanchezza, anche di fronte alla fine del Mondo…

Info
Il trailer di Antisocial.
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