Chef – La ricetta perfetta

Chef – La ricetta perfetta

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Carrellata di buoni sentimenti per Jon Favreau, alle prese con Chef – La ricetta perfetta, una food-comedy in salsa cubana che solo in parte sviluppa le sue potenzialità.

Food Porn

Carl Casper è uno chef apprezzato, la cui creatività è però imbrigliata nei canoni culinari conformisti che gli impone il proprietario del ristorante in cui lavora, un imprenditore del settore che antepone le esigenze di mercato e il profitto alla sperimentazione in cucina. La secca stroncatura di un noto critico innescherà tuttavia una serie di imprevedibili conseguenze, amplificate dallo strapotere dei social network: non tutti i mali però vengono per nuocere… [sinossi]

Che il buon cibo e la cucina siano una presenza costante fra i piccoli piaceri della vita non è certo una novità ma negli ultimi anni la passione per l’appagamento delle papille gustative sta modificando le proprie caratteristiche, trasformandosi in un vero e proprio fenomeno di costume: mentre si moltiplicano reality e show televisivi di varia natura sul mondo dei fornelli, i media amplificano quella che sta prendendo le forme di una vera e propria corsa all’inseguimento delle innumerevoli dinamiche dell’eccellenza, dalla sperimentazione estrema al recupero della tradizione. Interessante a questo proposito constatare il ruolo cruciale della comunicazione social che, forte della sua assoluta accessibilità, immediatezza e viralità, sta acquisendo una posizione sempre più determinante anche in questo settore.
E’ in questo contesto in evoluzione che si inserisce Chef – La ricetta perfetta di Jon Favreau (Elf, Iron Man, Iron Man 2, Cowboys & Aliens): sfruttando le dinamiche dell’universo culinario, il film racconta la parabola semplice di un uomo imperfetto che – a dispetto delle difficoltà e delle traversie della vita – è pronto a investire di nuovo su se stesso, cercando la forza per rimettersi in gioco e ritrovare il giusto slancio.

C’è la riscoperta di se stessi (professionalmente ma anche e soprattutto umanamente) al centro del film, che segue il suo protagonista in un viaggio di rinascita che passa attraverso il recupero delle proprie origini e delle piccole grandi certezze della vita: il rapporto padre-figlio, l’amicizia, l’amore, la solidarietà costituiscono l’impalcatura sulla quale si costruisce il progetto, che inanella buoni sentimenti condendoli con una marcatissima fascinazione per la cultura cubana, dallo street-food alla musica, passando per l’atmosfera colorata e accogliente delle nutrite comunità sparse nel territorio statunitense.
Dopo una partenza ben ritmata che segue con passione il “dietro le quinte” della ristorazione di lusso, il film cambia marcia e nell’addentrarsi nel territorio del road-movie finisce per perdere smalto, impantanandosi nella ripetitività delle situazioni e nella scarsa credibilità di alcuni sviluppi narrativi: la sensazione è che Chef esaurisca un po’ troppo presto le proprie potenzialità, finendo per imperniare una porzione troppo consistente della storia sulle stesse suggestioni, sottolineando in particolar modo il potere della tecnologia (l’arma a doppio taglio al centro del racconto), la cui intangibile potenza si contrappone alla genuinità concreta del cibo “popolare”, trionfo di burro, senape ed entusiasmo.

Un’occasione sfumata per Favreau, che aveva a disposizione gli ingredienti per realizzare un progetto più convincente di quello ottenuto, che pure si dimostra un prodotto di intrattenimento funzionale e gradevole, forte del suo cast stellare caratterizzato da comprimari d’eccellenza, da Dustin Hoffman a Scarlett Johansson senza dimenticare Robert Downey Jr., Sofia Vergara, John Leguizamo, Bobby Cannavale. Ma il vero mattatore dell’azione è lo stesso Jon Favreau – qui attore protagonista, regista, sceneggiatore e produttore – che ha immaginato il percorso di destrutturazione e di rinascita di Carl come simbolo dell’eterna lotta per la difesa della creatività: non stupiscono quindi le dichiarazioni del regista, che ha evidenziato con vigore il parallelismo fra l’universo culinario e l’industria hollywoodiana.
Chef – La ricetta perfetta cerca di restituire un ritratto genuino e disimpegnato, parzialmente minato da qualche impaccio di troppo, che finisce per rendere più manifeste una serie di leggerezze di scrittura, tra semplificazioni, stereotipi e schematismi: tuttavia alla base del progetto ci sono energia, curiosità e passione, e il film trae con successo linfa vitale da questi elementi, trasformando i 114′ di durata in una full immersion nei colori, nei profumi, nei sapori, nei valori che rendono sapida la vita di ognuno.

INFO
Il sito ufficiale di Chef.
Chef su facebook.
Chef su twitter.
Il trailer originale di Chef.
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