Cavallo denaro

Cavallo denaro

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Al cinema di spettri di Pedro Costa si aggiunge un nuovo capitolo, Cavallo denaro, in cui l’ascetismo si lega alla riflessione politica sulla rivoluzione dei Garofani. In concorso a Locarno 2014.

Soldati di Ventura

Mentre i giovani capitani conducono la rivoluzione nelle strade, la gente di Fontainhas cerca Ventura, che si è perso nella foresta. [sinossi]

Un cinema di spettri, un cinema spettrale, lo spettro del cinema: Pedro Costa approda a Locarno per presentare all’interno del concorso internazionale Cavallo denaro (Cavalo dinheiro è il titolo originale), e con lui arrivano sulle sponde settentrionali del lago Maggiore i fantasmi delle sue opere, dominate da silenzi, ombre oscure, luci sporadiche e soffuse, movimenti immoti. Come Ventura, tremante protagonista di Cavallo denaro, l’intero cinema di Costa si aggira per foreste e squallidi ospedali, in incessante moto senza direzione apparente se non quello della riconquista dello spazio.
Emerge dal nero della notte e cerca una via di uscita dal proprio sogno/incubo, Ventura, il volto più rappresentativo del regista nativo di Lisbona: lo stesso desiderio che lo accomuna a un Portogallo tradito dalla Rivoluzione dei Garofani, destinata a mantenere solo la più evidente e immediata delle promesse – la caduta di Salazar – ma incapace di propagarsi a macchia d’olio nel corso dei decenni. Per affrontare Cavallo denaro in maniera più consapevole, al di là della conoscenza in sé del cinema di Costa, si dovrebbe avere l’occasione di rintracciare Lamento da vida jovem, il cortometraggio che il regista firmò per il film collettivo Centro histórico, presentato al Festival del Film di Roma nel 2012 e diretto anche da Aki Kaurismäki, Víctor Erice e Manoel de Oliveira – ed è bizzarro notare come a Locarno quest’anno sia stato ripescato anche Vidros partidos, l’episodio diretto da Erice per lo stesso progetto. Contenuto interamente all’interno di Cavallo denaro (per quanto con un montaggio e un utilizzo dei tempi lievemente diverso), Lamento da vida jovem conteneva in nuce tutti i punti cardine attorno ai quali ruota l’ultima fatica dietro la macchina da presa di Costa: il passaggio dalla speranza alla rassegnazione per la rivolta dei Generali, la riflessione sul peso dell’esperienza coloniale portoghese, il pianto per una gioventù perduta, non più in marcia, sconfitta dalla storia e dal tempo.

Il Ventura ferito, malato, già morto eppure suo malgrado immortale di Cavallo denaro è lo spettro di una nazione senza vita, costretta a reiterarsi sempre uguale a se stessa, eternamente vilipesa, sbeffeggiata; l’unico destino dell’ex-soldato capoverdiano è dunque quello di muoversi, occupando lo spazio con tutta la spossata inadeguatezza di un corpo prossimo alla morte, instabile.
Non è forse un caso che l’incedere spaesato, lento ma inesorabile, di Ventura rimandi alle vittime del voodoo che minacciano l’isola di San Sebastian in Ho camminato con uno zombie di Jacques Tourneur: come i protagonisti del film prodotto da Val Lewton anche Ventura vorrebbe trovare Damballa, lo spirito in grado di sollevarlo dalla maledizione che trascina stancamente dietro di sé. Come l’intero cinema di Costa, anche Cavallo denaro è un’opera ascetica, mistica e misterica, horror desaturato, dalla cadenza ipnotica e suadente. Il cinema di Costa pretende dallo spettatore un atto di fede, un’accettazione cosciente e prona della sua natura volutamente ostile, all’apparenza persino respingente, priva di angoli smussati, spigolosa, ispida.
Nel momento in cui però ci si lascia sopraffare dalla (pre)potenza umorale di cui è pervaso, ci si ritrova a osservare un canto dolente, mesto, lamento dolcissimo e disperato su un universo in disfacimento, sull’ineluttabile sconfitta dell’uomo, sul mistero di una vita costretta a ripetersi ciclicamente anche al di là della propria volontà e di quella della natura stessa.
Ventura è il non-morto, l’elemento in grado di scardinare la prassi asettica, lo stanco residuo del passato, il relitto tangibile della sconfitta. Eppur si muove, ancora e ancora, verso un orizzonte ottenebrato da nuvole e oscurità. In marcia.

Info
Cavallo denaro sul sito del Festival di Locarno.
Il trailer di Cavallo denaro.
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