Tutto può accadere a Broadway

Tutto può accadere a Broadway

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Una farsa rocambolesca ed esilarante anima il nuovo atto d’amore di Peter Bogdanovich nei confronti della settima arte: She’s Funny That Way (Tutto può accadere a Broadway), fuori concorso a Venezia 2014.

A kind of magic

Arnold Albertson (Owen Wilson), regista teatrale e televisivo di successo, arriva nella Grande Mela per mettere in scena la sua ultima produzione di Broadway. Il ruolo della protagonista – una prostituta redenta – è ancora da assegnare, ma nel cast ci sono già sua moglie (Kathryn Hahn) e il divo del cinema Seth Gilbert (Rhys Ifans). La prima sera che Arnold si trova a New York, chiede la compagnia di una escort a un servizio apposito, che gli manda una giovane e affascinante ragazza: Isabella (Imogen Poots). Nel corso della serata Arnold le regala 20mila dollari, in cambio Isabella dovrà lasciare il suo lavoro e intraprendere la carriera dei suoi sogni, quella di attrice. Ma Isabella si presenterà proprio al provino per lo spettacolo di Arnold, con risultati imprevedibili. [sinossi]

Tra le motivazioni che spingono persone apparentemente normali a recarsi con maniacale assiduità al cinema come orsi attirati dal miele o zombie affamati di ciò che quantomeno appare come ancora in vita, c’è indubbiamente il fondamentale fattore psicologico di riconoscere a quelle immagini sullo schermo una “magia” ammaliante e irresistibile.

A metterci ora di fronte a questa nostra (e sua) debolezza è uno dei maggiori amanti-studiosi-autori cinematografici viventi: Peter Bogdanovich, con il suo nuovo attesissimo film (il precedente, The Cat’s Meow era del 2001) She’s Funny That Way (Tutto può accadere a Broadway), fuori concorso a Venezia 2014.

Protagonista della complessa vicenda è Owen Wilson, nei panni di un regista teatrale con una spiccata tendenza al noleggio di ragazze a pagamento, attività che svolge però con un certo stile: regala infatti ingenti somme alle sue accompagnatrici per convincerle a cambiare vita. Certo si troverà in guai seri quando una di queste fanciulle, la vivace Isabella (Imogene Potts) si presenterà a un provino per un suo spettacolo, rivelandosi poi la fortunata vincitrice del ruolo in ballo. Ma il poveretto ancora non immagina che dovrà vedersela con una moglie gelosa e vendicativa, un primo attore innamorato proprio della sua consorte, uno stalker azzimato che non dà pace alla giovane Isabella e la coriacea psicanalista di entrambi incarnata da Jennifer Aniston.

Farsa irresistibile e travolgente fatta di un susseguirsi irrefrenabile di scambi di persona, porte di camere d’albergo che si aprono e si chiudono, amanti nascoste nel bagno e dialoghi brillanti in perfetto stile screwball, Tutto può accadere a Broadway non è solo un tenero e appassionato omaggio da parte di Bogdanovich nei confronti di quelli che riconosce come indiscussi maestri della commedia (Ernst Lubitsch, ma anche Blake Edwards), ma la riprova stessa del potere di quel cinema, un potere che il tempo non è in grado di scalfire. La dimostrazione è presto fatta: il ritmo vertiginoso, l’ingente quantitativo di risate e quel surplus di piacere che deriva dal riconoscere all’interno del film i riferimenti alla gloriosa Hollywood del bel tempo che fu, non hanno eguali in nessuna commedia statunitense contemporanea.

Non siamo però affatto dalle parti di un cinema citazionista pronto a fagocitare e rigurgitare quanto di buono è stato fatto in passato; quello realizzato da Bogdanovich con Tutto può accadere a Broadway è un atto d’amore per la settima arte e mira a celebrarne la gloria imperitura, senza rimpianti né giochi di prestigio. Se pensiamo poi che il film è stato prodotto da Wes Anderson e Noah Baumbach, fautori di questo ritorno alla regia di Bogdanovich, possiamo ben dire che Tutto può accadere a Broadway è il frutto di una cinefilia elevata alla terza potenza.
D’altronde, come ben spiegato dall’autore proprio all’interno di questa pellicola, c’è un’enorme differenza tra coloro che copiano il cinema che amano e l’amare il cinema così profondamente da spanderne tutt’intorno la magia. E che ci piaccia o no, Bogdanovich ci mette di fronte, questa volta, ad una verità non facile da digerire: non è soltanto vero, come diceva Truffaut che “i film sono più armoniosi della vita”, di fatto i film sono superiori alla vita.

Info
La scheda di Tutto può accadere a Broadway sul sito della Biennale.
Il trailer italiano di Tutto può accadere a Broadway.
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