The Humbling

The Humbling

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Barry Levinson porta sul grande schermo The Humbling (L’umiliazione), trasformando il sapido cinismo e l’insondabile amarezza di Philip Roth negli ingredienti – opportunamente ridimensionati – per una commedia mainstream. Con un gigionissimo Al Pacino. Fuori concorso a Venezia 2014.

Una sconfinata giovinezza

Simon Axler (Al Pacino), è uno dei più grandi attori teatrali della sua generazione, ma ora è sulla via del tramonto. Ha superato i sessant’anni e ha perso il suo talento e la sua sicurezza. La moglie l’ha lasciato e così anche il pubblico, mentre il suo agente non sa come convincerlo a tornare in scena. Ma proprio nel vortice dell’autodistruzione, Simon trova momentanea consolazione nella passione per una giovane donna. [sinossi]

Tra gli scrittori statunitensi più letti, amati e premiati, Philip Roth non sembra proprio avere fortuna con le trasposizioni dei suoi romanzi sul grande schermo. Mentre attendiamo di capire se Pastorale americana riuscirà questa volta ad entrare in produzione, è impossibile non rivangare quanto i due adattamenti più recenti di Roth – La macchia umana di Robert Benton e Lezioni d’amore di Isabel Coixet (tratto da L’animale morente) – sciogliessero entrambi buona parte del cinismo e della crudeltà tipici dell’autore in una melassa melodrammatica. Forse, paradossalmente, è per andare contro questa prassi che Barry Levinson ha deciso di fare di The Humbling una commedia romantica di stampo mainstream con protagonisti Al Pacino e Greta Gerwig.

Sulla carta non c’era molto da ridere nella storia di Simon Axler (Pacino), attore ultrasessantenne depresso, caduto in disgrazia  e oramai deprivato della propria creatività, che si innamora follemente e irrazionalmente di una ragazza poco più che ventenne (Gerwig). Se però il tono iniziale del film, con le sua sarcastiche considerazioni sulla vecchiaia e sul recitare (sul palco come nella vita, of course) funziona, alcune digressioni nella commedia più pop e momenti slapstick ancor meno felici (Pacino ingobbito dal maldischiena in versione “Igor”, o inebetito dal tranquillante per cavalli durante una visita dal veterinario) risultano decisamente spiazzanti.

Con buona pace dei brani delle tragedie shakespeariane con cui saltuariamente si cimenta di gusto il buon Pacino, i discorsi seri nel film di Levinson durano per l’appunto lo spazio breve e fugace di una “citazione” e sono tosto messi da parte per lasciare spazio all’entertainment. In questa chiave va letta dunque anche la profusione di ballate pop mielose e spalmate un po’ qua e un po’ là all’interno della storia, le attività ludiche con cui si intrattiene la coppia e le comparsate sopra le righe del personaggio di Sybil (un’esagitata Nina Arianda),  ex compagna della clinica psichiatrica di Simon, ben intenzionata ad arruolare l’attore come sicario per eliminare il suo incestuoso marito. Ma soprattutto ciò che risulta persino controproducente nel film di Levinson è la scelta di intervallare la storia d’amor fou con le sessioni via skype tra Axel e il suo psicanalista, pronto ad incarnare una sorta di grillo parlante che ci spiega in che chiave dobbiamo leggere ciò che abbiamo appena visto, e presumibilmente dunque già compreso.

Naturalmente, dato lo sconfortante panorama contemporaneo e nel pieno rispetto dei dettami delle associazioni dei genitori, The Humbling taglia via tutti gli aspetti morbosi dell’amore secondo Philip Roth, ma va anche oltre in questa sua controproducente autocensura: elimina infatti del tutto le scene di sesso per traslarlo ora in metafore che strizzano l’occhio al buon vecchio Hitchcock (si veda il trenino) ora addirittura in frigide metonimie, con una carrellata di vibratori, utile forse a strappare una risatina imbarazzata ad un pubblico di signore di mezzaetà poco scafate.

The Humbling infatti, nel suo complesso, non dimostra una gran considerazione per il proprio spettatore, né della sua cultura media o dell’esperienza amorosa, e anche quando si mostra fiero di enucleare tematiche ponderose, poi si ritrae imbarazzato, preferendo propinarci un breve sussidiario, per non tediarci troppo.

INFO
La scheda di The Humbling sul sito della Biennale
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