Loin des hommes

Loin des hommes

di

Un western ambientato durante la guerra di Algeria, con Viggo Mortensen e le musiche di Nick Cave e Warren Ellis. Ma Loin des hommes di David Oelhoeffen mira soltanto a fornirci una piacevole esperienza audiovisiva. In concorso a Venezia 2014

Portami a morire

1954. Nel cuore di un freddo inverno scoppia la guerra civile in un remoto villaggio algerino. Daru (Viggo Mortensen) insegnante solitario, scorta Mohamed (Reda Kateb), un dissidente accusato di omicidio inseguito dalle autorità. Durante quest’avventura tra i due si sviluppa un legame molto profondo: insieme decidono di ribellarsi e combattere per la loro libertà. [sinossi]

Non sempre quando si hanno gli ingredienti migliori a disposizione si riesce poi a dar vita a un amalgama convincente. E’ andato incontro a questo amaro destino anche David Oelhoffen, con il suo terzo lungometraggio, Loin des hommes, presentato in concorso al Festival di Venezia 2014. Si parte da origini piuttosto nobili, ovvero il racconto di Albert Camus “L’ospite”, contenuto nella raccolta “L’esilio e il regno”, per proseguire poi con innesti western, che vanno da un assalto alla scuola a splendidi paesaggi in controluce con profusione di lens flare. Quindi si mescolano i primordi della guerra d’Algeria con un buddy movie a cavallo e a piedi attraverso il deserto, si aggiunge la performance del semprevalido e sempre più poliglotta Viggo Mortensen, ci si concede infine la nobile firma di Nick Cave e Warren Ellis per le musiche. Sembra proprio avere tutto questo Loin des hommes eppure, Oelhoffen pare completamente abbandonato in uno stato catatonico-estatico di fronte a contanta bellezza, al punto di non avere più la forza di tirare le fila del suo discorso.

La situazione “western” di partenza è presto detta: Viggo fa le veci della classica maestrina pioniera intenta a civilizzare i giovani virgulti di una wilderness algerina agitata da fermenti indipendentisti. Quando gli viene assegnato l’ingrato compito di consegnare alle autorità francesi un omicida (Reda Kateb) che altrimenti andrebbe incontro alla ben più feroce legge della diya, il professore è costretto ad attraversare l’Atlas con il suddetto prigioniero, per un’avventura umana dagli esiti imprevedibili. Prima di partire c’è tempo per fronteggiare dei ribelli che accerchiano la scuola, ma poi misteriosamente desistono una volta che il nostro eroe ha loro atterrato un cavallo. Parte dunque un percorso on the road e di reciproca conoscenza, che vede il maestro e l’omicida alle prese con l’ostico ma suggestivo paesaggio, il freddo rigido dell’inverno, le scorribande degli insorti.

Immagini, personaggi e azioni scorrono senza lasciare il segno in Loin des hommes, mentre la tensione drammatica latita per lunghi tratti e quando, dopo circa un’ora di proiezione, i due viaggiatori vengono finalmente rapiti dai ribelli, ci si attenderebbe una svolta narrativa con magari uno dei due che imbraccia le armi e prende una posizione, invece non succede nulla. Nemmeno la relazione tra i personaggi sembra mai prendere il via, dal momento che niente li accomuna, né i loro dialoghi riescono a destare l’interesse reciproco, e men che mai quello del pubblico. Ma è in arrivo un’altra sorpresa: il viaggio trova l’apice in un altro locus amenus tipico del western: il saloon. Sembra impossibile eppure al centro della catena montuosa dell’Atlas c’è un tipico saloon tenuto da una stropicciata messicana di mezza età (Angela Molina), l’ambientazione perfetta per far emergere il vero obiettivo del viaggio: far perdere la verginità al povero fuggitivo.

Tutto qui. Loin des hommes innesca una serie di dinamiche western-buddy movie-racconto di formazione, ma appare gradualmente sempre più chiaro che il regista è tutto preso dallo sfondo e poco interessato alle due figurine (non a caso bidimensionali) in primo piano. E dunque non c’è molta scelta: possiamo solo abbandonarci anche noi a questa esperienza audiovisiva, che però ha il sentore più del turismo che del viaggio.

INFO
La scheda di Loin des hommes sul sito della Biennale
  • loin-des-hommes-2014-David-Oelhoffen-01.jpg
  • loin-des-hommes-2014-David-Oelhoffen-02.jpg
  • loin-des-hommes-2014-David-Oelhoffen-03.jpg
  • loin-des-hommes-2014-David-Oelhoffen-04.jpg
  • loin-des-hommes-2014-David-Oelhoffen-05.jpg

Articoli correlati

  • Festival

    Venezia 2014Venezia 2014

    Per due settimane, a cavallo di settembre, il Lido si popola di film, registi e attori: tutte le nostre recensioni e gli articoli da Venezia 2014.
  • Festival

    Rotterdam 2015Rotterdam 2015

    La quarantaquattresima edizione del Festival di Rotterdam, primo grande appuntamento europeo dell'anno con il Cinema. Un caleidoscopio di visioni provenienti da ogni angolo del globo. Tutte le nostre recensioni.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento