Uscite in Sala 16 ottobre 2014
Nel giorno in cui inizia il Festival del Film di Roma, in sala arriva il Leopardi di Martone, insieme a David Gordon Green e a un documentario su Robert Altman.
IL GIOVANE FAVOLOSO
di Mario Martone
Il “giovane favoloso” è ovviamente Giacomo Leopardi, con ogni probabilità il più illuminato intellettuale italiano di ogni tempo. Martone lo restituisce affidandosi alla sua idea di cinema, cercando ripetutamente un filo conduttore con il precedente Noi credevamo. Pur non riuscendo a evitare le secche della retorica e del didascalismo, il Leopardi di Martone è un’opera forte, persino coraggiosa in alcune scelte. Da vedere.
Leopardi è un bambino prodigio che cresce sotto lo sguardo implacabile del padre, in una casa che è una biblioteca. La sua mente spazia, ma la casa è una prigione: legge di tutto, ma l’universo è fuori. Nasce quindi un desiderio di fuga, finalmente concesso… [sinossi] [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=MHcznzJ9jbQ[/youtube]
JOE
di David Gordon Green
Da qualche anno a questa parte, oramai, David Gordon Green non fa che ripetere allo sfinimento il proprio cinema, sia nell’ambientazione che nello scavo dei personaggi. Joe non è dunque diverso dalle precedenti opere di Green (fa eccezione, ovviamente, Pineapple Express), ed è da consigliare soprattutto per la bella interpretazione di Nicolas Cage. Per affezionati cultori? Forse sì.
Un ex-galeotto dai modi rudi e incline alla violenza si guadagna da vivere gestendo un gruppo di operai in un lavoro di disboscamento. In questo modo fa la conoscenza di Gary, un adolescente risoluto che vive una difficile situazione familiare, con una sorella che si rifiuta di parlare e un anziano padre alcolizzato e violento… [sinossi] [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=3WPLVEUx5AU[/youtube]
FANGO E GLORIA
di Leonardo Tiberi
Tiberi costruisce un docu-film che, in maniera originale e sperimentale, offre allo spettatore una fruizione assolutamente coinvolgente e mai noiosa, che ha il potere di riportare la mente del cinefilo a un altro esempio di grande cinema storiografico, vale a dire Su tutte le vette è pace di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, con il quale Fango e gloria condivide il paziente e puntiglioso lavoro filologico sulle immagini di repertorio che ha spesso esiti di poetica raffinatezza formale, a tratti persino astratta.
Fango e gloria è la storia di Mario, dei suoi amici e della sua fidanzata. Ragazzi qualunque della piccola borghesia di provincia, entusiasti e pieni di progetti per un futuro che a molti di loro verrà negato. Mario rappresenta i cinque milioni di suoi coetanei che nei tre anni del primo conflitto mondiale vennero chiamati alle armi: venivano dalla Sicilia, dal Piemonte, dalla Sardegna, dal Veneto, da ogni regione di quella giovane Italia e fu proprio nel fango delle trincee che impararono a conoscersi e, secondo alcuni storici, anche a completare concretamente l’unità della Nazione… [sinossi] [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=Iv7tViUnB9w[/youtube]
ALTMAN
di Ron Mann
Il documentario che Ron Mann ha dedicato a Robert Altman, presentato in seno a Venezia Classici lo scorso settembre, è un’operazione commemorativa e sentita che ripercorre la vita, i film e la carriera del grande maestro di Kansas City e sulla quale aleggia un’aria di massima familiarità. La forma è convenzionale in tutto per tutto, la scansione segmentata, prevedibile e meccanicamente cronologica, nessuna testimonianza è irrinunciabile o scoperchia chissà quale inedito o incredibile nido di vespe. Alla larga da qualsiasi pretesa, è però sempre un piacere sconfinato godere della fisicità complice, della gesta e dei sorrisi del grande maestro del cinema statunitense, nonostante le molte semplificazioni diffuse e i tanti passaggi telefonati.
Il nuovo documentario di Ron Mann offre uno sguardo sulla vita e sulle opere del cineasta Robert Altman (M*A*S*H, I compari, Nashville, I protagonisti, Gosford Park). Deciso a non piegarsi alle convenzioni di Hollywood o ai suoi dirigenti, Altman si fece amici e nemici e il suo stile unico gli valse lodi in tutto il mondo – ma anche qualche critica feroce – permettendogli di dimostrare che è possibile fare film veramente indipendenti… [sinossi] [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=SPPSo6uagAs[/youtube]
LA MOGLIE DEL CUOCO
di Anne Le Ny
Ai tipici tratti del “cinema medio” francese, il film della Le Ny aggiunge la vocazione alla varietà della cucina e la leggerezza della commedia romantica. Ma somiglia più a una degustazione che a un’abbuffata. Da evitare…
Marithé lavora in un centro per l’impiego dove quotidianamente intervista donne licenziate o in casse integrazione per aiutarle a scoprire la vocazione professionale. Un giorno, mescolata fra disoccupati e indigenti, si infiltra Carole, ricca borghese sposata con uno chef d’alta cucina. Insoddisfatta e frustrata di vivere all’ombra del prestigio e delle passioni del marito, Carole si rivolge a Marithé per emanciparsi e trovare una sua via. Ma quando Marithé viene coinvolta proprio dallo chef per trovare delle cameriere per il suo nuovo locale, fra i due scatta qualcosa di più di un semplice rapporto di lavoro… [sinossi] [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=6BYlw1bQDcc[/youtube]
Quella che abbiamo descritto è solo una parte della massa di film distribuita questo giovedì. Escono infatti anche Un milione di modi per morire nel West (2014) di Seth MacFarlane, …e fuori nevica! (2014) di Vincenzo Salemme, Tutto può cambiare (2013) di John Carney, Piccole crepe, grossi guai (2014) di Pierre Salvadori, La vita è facile ad occhi chiusi (2013) di David Trueba e La banda dei supereroi (2014) di Davide Limone.

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