Hit 2 Pass

Hit 2 Pass

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Una riflessione sulla Storia del continente americano che passa attraverso suggestioni pop e si incarna in una forma aggiornata di giochi gladiatori: è Hit 2 Pass di Kurt Walker, presentato in concorso in Internazionale.doc.

Distruggere per il futuro

Prince George è una città della British Columbia, in Canada. Ogni anno vi si svolge una gara automobilistica nota come «Hit 2 Pass», che occupa per intero un weekend di settembre. Su un circuito s’inseguono automobili da corsa lanciate a folle velocità, sfidandosi all’ultimo scontro. Un evento molto sentito dalla comunità, qualcosa in più di una semplice gara sportiva, in grado di radunare appassionati e fanatici di ogni tipo. [sinossi]

Rituali moderni e ancestrali sono l’oggetto privilegiato d’analisi di Hit 2 Pass, sorprendente documentario di Kurt Walker presentato in concorso in Internazionale.doc alla 32esima edizione del Festival di Torino. Al centro del film, che parte come una giocosa elaborazione pop su antichi formati cinematografici (il 4/3) e sulla grafica vintage del videogame anni ’80, c’è una peculiare tipologia di “demolition derby”, l’Hit 2 Pass del titolo, ovvero una di quelle gare automobilistiche, diffuse su tutto il continente americano, dove si gioca tutti contro tutti e vince chi riesce a sopravvivere con il motore ancora acceso.

Ambientato a Prince George, nella British Columbia (Canada), il film è una sorta di ritorno a casa e dunque alle proprie radici, per Tyson Storozinski, amico e collaboratore del regista. Tyson e l’intera famiglia Storozinski sono da diversi anni tra i più agguerriti partecipanti all’Hit 2 Pass e appaiono ben intenzionati a vincere l’edizione annuale, costruendosi rigorosamente nel garage di casa la propria automobile ipercorazzata. Per cui come una sorta di Virgilio, Tyson ci guida in un inferno di lamiere e griglie di protezione, lo accompagniamo nella lunga ed estenuante scelta del seggiolino più adatto per condurre il veicolo da combattimento, lo osserviamo alle prese con la fiamma ossidrica, le doppie cinture di sicurezza e quant’altro.
Walker si concentra dunque a lungo sulla decostruzione e ricostruzione del veicolo da gara, un manufatto riplasmato secondo le esigenze di un mero gioco goliardico, in cui però l’intera comunità di Prince George riversa tutto il suo agonismo e la propria sete di vittoria. Ma, gradualmente, viene fuori il ponderoso portato storico di Hit 2 Pass, attraverso le parole di un giovane originario della tribù indiana dei “Carry the kettle”, i cui superstiti vivono in una riserva a poche miglia di distanza da Pince George.

In una lunga intervista frontale, il ragazzo racconta di essere stato adottato, ma di conservare una sorta di legame genetico con i propri antenati. Si tratta di un momento potente, a tratti toccante del lavoro di Walker, che finisce per trasformare sotto i nostri occhi Hit 2 Pass in qualcosa d’altro, portando lo spettatore a rileggere quanto visto fino a quel momento nell’ottica di una metafora sempre più netta e cinica. Hit 2 Pass diventa infatti il ritratto di un’intera Nazione che ha fatto della demolizione e riedificazione di ciò che le appartiene (l’automobile, le proprie origini) uno degli elementi fondanti della propria cultura. Colpire per passare oltre, distruggere per guadagnarsi la vittoria, proseguendo in altra forma il percorso tracciato dai primi pionieri della British Columbia: l’Hit 2 Pass è una vera e propria forma aggiornata di conquista e sterminio, solo che alla sua base non troviamo mire espansionistiche né sete d’avventura: è la vittoria del singolo su altri singoli, fine a se stessa, anzi, il cui fine è la pura e semplice distruzione. E ad essere consumato, deformato e reso irriconoscibile è tra l’altro proprio un oggetto dal forte portato simbolico, ovvero l’automobile, strumento necessario per spostarsi nei vasti spazi del continente americano, simbolo innegabile di libertà, autonomia, sostituto del cavallo per i moderni cowboys solitari.

INFO
La pagina dedicata a Hit 2 Pass sul sito del TFF.
La pagina Facebook del film.
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