La La La at Rock Bottom

La La La at Rock Bottom

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Presentato con grande successo a Rotterdam il nuovo film di Nobuhiro Yamashita, La La La at Rock Bottom, che ritorna alle suggestioni del suo cult Linda Linda Linda. Ormai di casa al festival olandese, il regista ha presentato il film accompagnato dal protagonista, il cantante Subaru Shibutani, che dopo il film si è esibito in un piccolo concerto, con il suo gruppo, Kanjani Eight, mandando in visibilio il pubblico.

L’ultimo nastro di Poch

Shigeo, appena uscito di prigione, colto da amnesia, entra a far parte di un gruppo musicale, gestito da una ragazza, Kasumi, che cerca di aiutare il ragazzo a riacquistare la memoria. Kasumi vive con il nonno e accoglie Shigeo in casa sua. Ma quando a questi riaffiorerà in mente la parte oscura del proprio passato, non ne sarà molto felice. [sinossi]

La canzone come catarsi, il concerto finale che manda in visibilio il pubblico, i (primi) cinque minuti di popolarità, riscatto di una vita monotona e insignificante. Con La La La at Rock Bottom, presentato alla 44esima edizione del Festival di Rotterdam, Yamashita torna al cinema canzone, al pop film, ripercorrendo lo schema dell’opera che lo impose all’attenzione di un pubblico di appassionati, Linda Linda Linda, film di dieci anni fa, da cui il regista, nel prosieguo della sua carriera, sembrava, se non aver preso le distanze, considerarlo parte di una sua fase scanzonata adolescenziale. Stavolta poi Yamashita scrittura, nella parte del protagonista, un vero cantante, Subaru Shibutani, che sta spopolando in Giappone.

Le strizzate d’occhio al film precedente sono tante. E vanno dall’apparizione di una ragazza nella tipica blusa scolastica giapponese, al riproporre una stessa, identica inquadratura, quella del cantante, Shigeo come la studentessa coreana Son, ripreso di spalle, che sovrasta il pubblico.
E ancora Yamashita sa giocare con i meccanismi spettatoriali, e ‘ascoltatoriali’, dosando sapientemente i contributi musicali, secondo un preciso climax, perché diventino orecchiabili, fino all’apoteosi del concerto finale. La scena del karaoke appare significativa nel ripercorrere le dinamiche che portano un motivo a entrare e sedimentarsi nella mente. E ancora in comune con il film di dieci anni fa è il ruolo nella narrazione delle musicassette di una volta, oramai a rappresentare un legame con il passato.

Una narrazione rapsodica che fa uso di un escamotage classico come la perdita di memoria per creare dubbi e misteri sui personaggi. E comunque, se lo schema di Linda Linda Linda è ripercorso in toto, va detto che questi sono inseriti in un contesto tutt’altro che scanzonato. I personaggi di La La La at Rock Bottom, come quelli dell’ultimo cinema del regista, sono tormentati, segnati dalla vita. Personaggi marginali e borderline, traumatizzati da lutti, separazione, prigione, come il film fa progressivamente trapelare. Personaggi in cerca di riscatto, che viene offerto dalla musica, per un cinema, come quello di Yamashita, che si conferma come un cinema della gente comune.

Info
La scheda di La La La at Rock Bottom sul sito del Festival di Rotterdam.
Il sito ufficiale giapponese di La La La at Rock Bottom.
Il trailer di La La La at Rock Bottom.
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