Intervista a Nobuhiro Yamashita e Subaru Shibutani

Intervista a Nobuhiro Yamashita e Subaru Shibutani

Nobuhiro Yamashita si è imposto all’attenzione del pubblico con un film diventato ormai un cult, Linda Linda Linda. Quanti frequentatori del Far East Film Festival non ricordano la storica proiezione di quel film e i giorni successivi a canticchiare quel motivetto che continuava a risuonare nella testa. A distanza di dieci anni il regista torna a un film con canzoni e concerti, La La La at Rock Bottom, scritturando un vero cantante, Subaru Shibutani, leader dei Kanjani Eight, popolarissimo in Giappone e non solo, come si è visto dal visibilio del pubblico di Rotterdam, al concerto del gruppo che è seguito alla proiezione del film. Abbiamo incontrato Yamashita e Shibutani durante l’International Festival Rotterdam.

In La La La at Rock Bottom i riferimenti al tuo film di culto, Linda Linda Linda sono parecchi. Perché hai deciso di tornare alla formula di quel successo e più in generale puoi parlarmi dell’importanza della musica e delle canzoni nel tuo cinema?

Nobuhiro Yamashita: Non è che volessi coscientemente tornare a fare un film di tema musicale, ma è stato più che altro perché ho avuto l’opportunità di lavorare con Subaru Shibutani e naturalmente il film è diventato a tema musicale. Mentre Linda Linda Linda era più che altro un film che parlava di un festival musicale alla fine di un anno scolastico al liceo, questo riguarda più quello che succede in una band e si concentra di più sulle canzoni, che ricoprono un ruolo importante nel film. Possiamo certamente dire che ci sono somiglianze tra i due film ma sono passati dieci anni e tante cose sono cambiate da allora. Forse ci sono voluti dieci anni perché fossi di nuovo pronto a fare un film musicale, per tornare ad avere la freschezza mentale adatta a questo genere di film.

Come mai la differenza tra il titolo giapponese, Misono Universe, e quello internazionale, La La la at Rock Bottom?

Nobuhiro Yamashita: Misono Universe è il titolo giapponese ed è un posto che esiste veramente a Osaka, da molto tempo. Prima era un cabaret ora è un locale per concerti. È una specie di luogo simbolico per quello che succede nel film, e in particolare nel finale, ma naturalmente questo riferimento si perde completamente fuori dal Giappone dove questo locale non è conosciuto. Abbiamo dunque pensato che per il pubblico straniero fosse necessario un titolo più strettamente legato alla storia del film.

Com’è stato quindi lavorare con un vero cantante e non con un attore?

Nobuhiro Yamashita: Naturalmente non appena è stato deciso di averlo per il film, essendo lui un cantante e musicista, bisognava fare buon uso delle sue qualità. Non sono un musicista professionista quindi mentre stavamo lavorando al film l’ho spesso consultato per le scene che riguardavano gli strumenti musicali e il canto. In questo senso si potrebbe dire che è stata una vera collaborazione.

Vedo che non è il tuo esordio da attore. Hai partecipato ad altri film, soprattutto per la televisione, ma mai da protagonista. Come hai lavorato per questo film, considerando che rappresenta un salto di qualità?

Subaru Shibutani: Non c’è voluta molta preparazione, solo che avevo i capelli molto lunghi e ho dovuto prima tagliare tipo trenta centimetri di capelli.

Il tuo personaggio è difficile, tormentato, è uscito dal carcere e soffre d’amnesia. Come lo vedi e che lavoro hai fatto su di lui?

Subaru Shibutani: Semplicemente andavo sul set e cercavo di esprimere le sensazioni che provavo sul set, ma c’erano anche situazioni di cui non avevo esperienza personale, per esempio non avevo mai sofferto di amnesia, quindi per quelle parti ho discusso con il regista e seguito i suoi suggerimenti.

Possiamo dire che per il protagonista la musica assume il ruolo di redenzione?

Nobuhiro Yamashita: Come dici il personaggio ha tanti problemi, ma guarda la scena finale, la performance finale oppure anche poco prima quando la ragazza gli dice: “Puoi andare sul palco o no, è la tua decisione”. Avrebbe potuto scegliere di non andare sul palco ma l’ha fatto, e nell’ultima scena quando la musica si ferma e vedi l’espressione del suo volto, da quello capisci che è un momento importante, che il personaggio ha fatto un passo avanti e da quel momento in poi le cose potrebbero migliorare. Capisce questa cosa fantastica, cioè che stando sul palco e cantando le canzoni, la musica può essere una cosa positiva.

Ancora una volta torniamo a Linda Linda Linda, al concerto finale come catarsi, per i personaggi ma anche per il pubblico. Le ragazze di quel film acquistano sicurezza e coronano un percorso che non è stato privo di ostacoli, mentre Pochio/Subaru Shibutani si riscatta definitivamente con quella consacrazione.

Nobuhiro Yamashita: Entrambi i film hanno il loro climax nel concerto finale, ma Linda Linda Linda parla di teenager normali che vogliono fare tante cose, quindi il concerto finale è come se rappresentasse la crescita, mentre in questo caso la storia è di una persona che nella sua vita ha sempre fatto le scelte sbagliate, prendendo sempre le decisioni sbagliate. In questa scena finale si può vedere che ha finalmente ha preso una decisione giusta e quindi può andare avanti con la sua vita. Per cui la somiglianza è per lo più superficiale.

Possiamo dire che il tuo è un cinema della gente comune, di giovani e di persone marginali?

Nobuhiro Yamashita: Io mi sento più attirato dalle persone emarginate che da quelle la cui vita è equilibrata, offrono possibilità drammatiche maggiori. Quindi non c’è una scelta razionale, ma preferisco, se posso scegliere, rappresentare persone così, forse perché sono un po’ più simili a me in un certo senso, e poi perché voglio mostrare alle persone che hanno una vita equilibrata che ci sono anche altri tipi di vita.

Ora proseguirai la carriera di attore? O privilegerai comunque quella di cantante?

Subaru Shibutani: Non c’è ancora niente di deciso, ma non voglio sempre fare qualsiasi cosa, devono esserci le situazioni e i tempi giusti, ma se c’è Nobuhiro Yamashita va bene.

È molto frequente, credo, in Giappone più che altrove che le star della musica si mettano a fare anche cinema. È così?

Nobuhiro Yamashita: Ci sono altri esempi di musicisti o cantanti che sono apparsi in film, ma non puoi dire che ci sia uno schema preciso, perché ci sono diversi tipi di attori e circostanze diverse. Per Shibutani non ci sono dubbi che abbia talento come attore e ne possa fare una carriera, ma credo che al momento la sua carriera principale sia la musica, per cui potrà svilupparsi come attore se troverà il tempo e le occasioni adatte.

Toglimi una curiosità: leggo dal Wikipedia in inglese che, tra i vari strumenti che suoni, la chitarra, l’armonica a bocca, c’è anche il tradizionale shamisen. Come mai? Lo usi anche nei tuoi concerti?

[Sia Yamashita che Shibutani si mettono a ridere a crepapelle]

Subaru Shibutani: So suonare solo l’armonica blues e la chitarra, non ho mai usato lo shamisen. Magari ora inizierò a imparare lo shamisen, ora che so questa storia.

[Mai più firmare petizioni per Wikipedia! N.d.r.] Immagine anteprima YouTube
Info:
La scheda di La La La at Rock Bottom sul sito del festival di Rotterdam
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  • Yamashita001.jpg

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