Hardkor Disko

Hardkor Disko

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Tra dramma generazionale, thriller e revenge movie, Hardkor Disko del polacco Krzysztof Skonieczny mescola senza soluzione di continuità toni, registri e generi, ma lo fa in modo piuttosto artificioso. In concorso al Festival del Cinema Europeo di Lecce 2015.

Vi faccio la festa

Una metropoli contemporanea e dalle tante sfaccettature. I “nuovi ricchi” genitori ed il loro edonismo; figli che vivono giorno per giorno in una realtà dove rabbia e tensione pulsano fino quasi ad esplodere. È in questo contesto che Marcin, un giovane che giunge in città, incontra Ola, un paio di anni più piccola. Affascinato, la ragazza lo introduce al mondo delle droghe, al mondo senza fine di feste da bohemien e di corse d’auto illegali. Tuttavia né lei né i suoi genitori sanno che Marcin ha un segreto ben custodito e un piano di vendetta… [sinossi]

La sensazione che lascia addosso un film come Hardkor Disko è di essersi trovati al cospetto di un’occasione persa, di quelle che lasciano l’amaro in bocca per ciò che il risultato finale sarebbe potuto essere e invece non è stato. L’opera prima di Krzysztof Skonieczny, presentata in concorso al 16° Festival del Cinema Europeo di Lecce dopo un proficuo tour nel circuito internazionale (da Locarno a Dublino, passando per Mosca e Cleveland), ci vede costretti purtroppo a distinguere tra la materia narrativa e il modo con cui questa è stata raccontata, cioè la messa in quadro. Se da una parte, infatti, troviamo una confezione estetico-formale di grande efficacia , che mette in evidenza il talento dietro la macchina da presa del giovane regista polacco classe 1983, dall’altra la debolezza e l’incompiutezza nella scrittura denotano una fatica evidente nella costruzione dell’architettura drammaturgica e nello sviluppo del racconto. Questa profonda e insanabile spaccatura che si viene a creare tra la componente visiva e quella narrativa non consente al film di arrivare in porto senza aver imbarcato acqua. Le cause vanno ricercate proprio in uno script che presenta non poche falle, a cominciare dal disegno approssimativo dei personaggi per finire con la macchinosa e non chiara concatenazione e successione degli eventi, che passa a sua volta per un’incapacità di mescolare i toni e i registri dei generi chiamati in causa. In particolare, la linea mistery, che rappresenta lo scheletro sul quale si poggia gran parte della timeline, non riesce a farsi traino del racconto.

Tensione e suspense vengono inspiegabilmente meno per fare spazio a un gioco al massacro fin troppo cervellotico che innesca meccanismi e dinamiche insoluti. La mancanza dei suddetti elementi, che normalmente sono le costole dure e imprescindibili di ogni buon thriller che si rispetti, determina un indebolimento fortissimo della struttura portante. In questo modo, il piano di vendetta compiuto dal protagonista arriva allo spettatore in maniera confusa e pretestuosa, come accaduto in passato per esempio a In guerra di Davide Sibaldi. Il risultato è un ibrido sul quale pesa un artificioso mix di dramma generazionale, thriller e revenge movie, dove ognuno di questi generi e i corrispettivi caratteri distintivi appaiono scollati e non in grado di coesistere in maniera armoniosa ed equilibrata. È come se il regista avesse ben in mente di cosa volesse parlare, ma non altrettanto bene come mettere il tutto insieme. Ciò determina una reazione a catena alla quale Skonieczny non riesce a porre rimedio, nemmeno con tutta la serie di soluzioni stilistiche degne di nota che mette al servizio dello script  a partire dall’uso dei cambi di fuoco e dei piani sequenza in pedinamento al posto dei classici cambi controcampi e proseguendo con le accattivanti decelerazioni nei frammenti onirici come ad esempio nella sequenza del lancio della molotov. L’ottimo lavoro di regia, frutto di una conoscenza degli hardware e dei software cinematografici ben al di sopra della media offerta dagli esordienti, non basta a tenere a galla una pellicola che a conti fatti appare come un contenitore zeppo di buoni propositi, argomentazioni (la ribellione giovanile, la violenza in una Società priva di valori, l’incomunicabilità nella famiglia) e potenzialità inespresse.

INFO
Il sito ufficiale di Hardkor Disko
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