Women Who Flirt

Women Who Flirt

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Dopo il dittico Love in a Puff / Love in the Buff, e dopo Vulgaria, torna a Udine Pang Ho-cheung con Women Who Flirt, una commedia sentimentale, ovviamente declinata a modo suo. La sua prima opera interamente prodotta con capitali della Cina continentale.

Un uomo per amica

Angie e Marco, due vecchi amici, si ritrovano a lavorare insieme. Tutto scorre liscio fino a che Marco confessa ad Angie di aver trovato una fidanzata. Il castello crolla e i veri sentimenti della donna salgono a galla: riuscirà a sabotare la nuova coppia e a dichiararsi apertamente? [sinossi]

“Può darsi che io non sappia cosa dica, scegliendo te – un uomo – per amica”: parodiando Lucio Battisti, il nucleo di questa commedia di Pang Ho-cheung, Women Who Flirt, ruota sui temi eterni dell’amicizia e dell’amore, del confine labile che separa questi due sentimenti, dell’amore latente che rimane inespresso, non dichiarato, dell’amicizia che non sfocia in una love story vera e propria, delle schermaglie tra sessi. Pang Ho-cheung racconta questo in Women Who Flirt, condendo il tutto con un’ambiguità e un’oscillazione dei ruoli sessuali. Angie, pur nella timidezza che le impedisce di dichiarasi a Marco, è una donna forte e determinata, da lui definita, e considerata, come una ragazza mascolina, che “piscia in piedi”, fino a sentirsi gay quando finalmente subirà l’attrazione per lei.
Il film inizia e finisce con un teatrino animato. Il teatro dei sentimenti, la comedy of manners pan-cinese, che si snoda tra Shanghai e Taipei, due grovigli metropolitani luccicanti e modernisti, due paesaggi senza soluzione di continuità, nella vita della middle class, di manager e donne in carriera dallo stile di vita occidentale, dove è la donna a essere capoufficio e comandare sull’uomo – anche se in campo sentimentale dovrà pur sempre conquistarlo: la società patriarcale confuciana è ormai un pallido ricordo.

Inizia la screwball comedy che echeggia il respiro classico dei grandi film hollywoodiani e il regista arriva a toccare esplicitamente opere degli anni ottanta-novanta, come Harry ti presento Sally e Ghost, quest’ultimo film citato espressamente in due occasioni, chiaramente in chiave parodistica. Nel teatrino di Pang Ho-cheung viene esibita la consapevolezza metalinguistica delle sue fonti, della dichiarata cultura pop cui appartiene, dove la massima di saggezza è rappresentata dalla frase di Spiderman: da grandi poteri grandi responsabilità. In fondo il viaggiare e inserirsi su opere di successo è qualcosa che il regista ha mostrato fin dal suo primo film, You Shoot, I Shoot, sul cinema di John Woo. E qui arriva anche a utilizzare il Triello morriconiano: le schermaglie delle protagoniste assumono il senso del duello western.

La grande capacità del regista hongkonghese è quella di tenere insieme, far procedere in parallelo, controllare e dosare, senza che nessun elemento prevarichi sugli altri, i generi della commedia classica con il suo stile di comicità irriverente e politicamente scorretto. Per il quale non può che regalare nuove scene memorabili. Su tutte il momento in cui l’audio di una partita di curling in televisione, viene interpretato come quello di un film porno. O la scena della gatta, “nice pussy” che però è una battuta parentesi, gratuita, non inserita nel contesto narrativo. Evidentemente Pang Ho-cheung non si è sentito di toglierla.
Rimane solo il dubbio che, in un film prodotto dalla Cina, il conflitto amoroso tra due donne, una cinese e l’altra taiwanese, veda proprio la seconda connotata come superficiale e sciocchina…

Info
Il trailer di Women Who Flirt.
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