11 Minutes

11 Minutes

di

Presentato in concorso alla Mostra di Venezia, 11 Minutes del veterano regista polacco Jerzy Skolimowski, che, arrivato a 23 film e a 77 anni, dimostra una straordinaria lucidità nel ragionare sul mondo contemporaneo, con la sua fragilità, con i suoi crolli, e nell’analizzare l’essenza stessa delle sue immagini, in quel digitale dove si possono annidare tarli sotto forma di pixel neri.

È un uccello? È una mosca? No, è un pixel nero

Un marito geloso fuori controllo, la sua moglie, un’attrice sexy, uno squallido regista, un incauto corriere della droga, un giovane disorientato, un ex-detenuto venditore di hot dog, un problematico studente impegnato in una misteriosa missione, un pulitore di vetri di grattacieli, un anziano disegnatore, un team di paramedici, un gruppo di suore. Uno spaccato di vita urbana, di personaggi che vivono in un mondo instabile, dove tutto può succedere in ogni momento. Un’inaspettata concatenazione di eventi può segnare tanti destini in appena 11 minuti… [sinossi]

All’età di 77 anni, Jerzy Skolimowski dimostra una notevole capacità di raccontare il contemporaneo, abbinata a una abilità di sperimentazione che neanche un regista ventenne si può permette. E ciò all’interno di una filmografia che è un’invenzione continua per un cineasta che non si è mai seduto sugli allori, che non è mai scivolato nel manierismo, che ha sempre tenuta viva quella freschezza espressiva derivata dalla Nouvelle Vague. Questo lavoro si può avvicinare a certe sperimentazioni come Timecode di Mike Figgis, raccontare un certo numero di microstorie, tra le infinite possibili, in un arco di tempo fissato, nel ritmo frenetico di una grande città con le sue strade, i suoi incroci, i suoi grovigli urbani che diventano grovigli nelle traiettorie delle vite delle migliaia di persone che vi abitano, snodi narrativi governati dai principi di casualità e causalità. Le storie si possono incrociare, forse, non è detto, è possibile. Tutto è possibile in una grande città, tutto può succedere, celarsi dietro un angolo. In un attimo si può passare dall’ordine al caos. E allo stesso tempo da un evento ne susseguono altri in una concatenazione a effetto domino. Tecnicamente Skolimowski usa il montaggio alternato di stampo griffithiano, in una concezione più libera: i frammenti delle varie storie di 11 Minutes non si susseguono in un ordine preciso. E al montaggio alternato si può aggiungere quello analogico, come nella battuta di una storia in cui si parla di prostituzione per poi passare, in un’altra storia, all’attricetta che si intrattiene con il regista.

Si parte, in un prologo che avviene prima delle fatidiche 17.00, prima quindi degli 11 minuti, da una serie di immagini digitali, sgranate, di immagini interne alle varie storie, riprese da telefonini, videocamere, camere a circuito chiuso. E anche nel corso del film si susseguiranno gli schermi al quadrato, i quadri nel quadro, le visioni multiple, le riprese da apparecchiature digitali e gli specchi. Ma anche allusioni implicite di immagini e di produzione di nuove immagini, nella figura del regista e dell’attrice, cui peraltro viene data una connotazione negativa, il primo millantatore e pronto a usare il suo potere per portarsi a letto la seconda, ben disponibile. Si tratta in effetti di quel cinema hollywoodiano cui Skolimowski si pone in antitesi (come da lui dichiarato). Il mondo contemporaneo è il mondo dei mille occhi, dove soggettività e oggettività sono concetti sempre più labili, della moltiplicazione delle immagini all’ennesima potenza. Le infinite immagini sono le infinite storie che si possono raccontare. E un addetto alla sicurezza nota una macchiolina in uno dei tanti schermi delle telecamere a circuito chiuso che ha davanti. Una mosca? Si chiede con i colleghi. No, si tratta di un pixel nero. Un tarlo – specifico dell’immagine digitale –, un neo che può propagarsi e portare al collasso, alla conflagrazione di un mondo di immagini.

Le tante storie raccontate dal film sono storie di cinismo, rapacità, disperazione, la grettezza di un mondo che può scivolare nel baratro. Il mondo contemporaneo è passato, e si è forgiato, attraverso due grandi crolli, quello del Muro di Berlino e quello delle Twin Towers. E il film suggerisce, anche se forse involontariamente, richiami all’11 settembre. Dal numero 11, agli aeroplani – inseriti formalmente per scandire il tempo, passando alle 17.05 – che, volando basso, sfiorano i grattacieli. Alcuni personaggi parlano di un qualcosa di strano che vedono in alto, probabilmente lo stesso punto nero originato da un pixel. Skolimowski racconta della fragilità della nostra società, rappresentata dalla bolla di sapone che ha il grattacielo come sfondo, che si può accartocciare, ‘spixellare’, squadrettare, secondo un processo di accumulo di eventi, concatenati in un effetto domino, come fossero le azioni e reazioni delle gag del cinema slapstick. Nella sua conclusione 11 Minutes è uno slapstick apocalittico.

Info
Un teaser trailer di 11 Minutes.
  • 11-minutes-2015-jerzy-skolimowski-06.jpg
  • 11-minutes-2015-jerzy-skolimowski-05.jpg
  • 11-minutes-2015-jerzy-skolimowski-04.jpg
  • 11-minutes-2015-jerzy-skolimowski-03.jpg
  • 11-minutes-2015-jerzy-skolimowski-02.jpg
  • 11-minutes-2015-jerzy-skolimowski-01.jpg

Articoli correlati

  • Interviste

    Intervista a Jerzy Skolimowski

    Jerzy Skolimowski, arrivato a 23 film e a 77 anni, ha sorpreso ancora una volta alla Mostra del Cinema di Venezia con il suo 11 Minutes, straordinaria riflessione sul contemporaneo. Il film gira ancora per i festival, da Trieste a Rotterdam, proprio in questi giorni. Abbiamo chiacchierato con il regista polacco a Venezia.
  • Venezia 2015

    venezia-2015-minuto-per-minutoVenezia 2015 – Minuto per minuto

    Sokurov e Bellocchio, Egoyan e Skolimowski, Barbera e Baratta, tutti i film, le news, le prime impressioni, gli innamoramenti folli e le ferali delusioni... Insomma, con la Mostra del Cinema di Venezia 2015 torna la nostra cronaca più o meno seria dal Lido. Il Minuto per Minuto, dal 2 al 12 settembre, fino ai premi o giù di lì.
  • Festival

    Venezia 2015Venezia 2015

    La Mostra del Cinema di Venezia 2015, dalla preapertura in omaggio a Orson Welles alla cerimonia di premiazione di sabato 12 settembre: film, interviste, premi, il Concorso, Orizzonti, la Settimana della Critica, le Giornate degli Autori... fino al Leone d'oro.
  • Venezia 2015

    Venezia 2015 – Presentazione

    Presentato a Roma il programma ufficiale della settantaduesima edizione della Mostra, la quarta dopo il ritorno di Alberto Barbera, che sembra proseguire nel solco scavato dalle annate precedenti...
  • AltreVisioni

    Essential Killing

    di Un film pressoché muto, dove i suoni e i rumori della natura rappresentano l'unica colonna sonora possibile, ma il cui rigore formale si perde in una seconda parte poco convincente.
  • Venezia 2015

    La calle de la Amargura

    di Fuori concorso a Venezia 72 il nuovo parto creativo di Arturo Ripstein. Un viaggio nei bassifondi (non solo sociali) del Messico, in un bianco e nero che sfonda lo schermo.
  • Festival

    Trieste-Film-Festival-2016Trieste Film Festival 2016

    Il Trieste Film Festival 2016, dal 22 al 30 gennaio. La 27esima edizione apre con Sole alto di Dalibor Matanić, poi Chant d'hiver di Iosseliani, Cosmos di Żuławski, il già annunciato omaggio a Kieślowski, uno speciale sul nuovo cinema rumeno, i tre concorsi internazionali...
  • Festival

    Rotterdam-2016Rotterdam 2016

    La quarantacinquesima edizione del Festival di Rotterdam, primo grande appuntamento europeo dell’anno con il Cinema. Un caleidoscopio di visioni provenienti da ogni angolo del globo. Tutte le nostre recensioni.
  • Rassegne

    CiakPolska

    Torna a Roma per il quinto anno il CiakPolska Film Festival, che dal 21 al 26 novembre propone una selezione del cinema polacco di oggi e di ieri. Previsto anche un omaggio a Joseph Conrad.
  • Festival

    Polish Film Festival 2018 - PresentazionePolish Film Festival 2018 – Presentazione

    È in corso fino al 22 settembre il Polish Film Festival 2018, giunto alla 43esima edizione, con sede nella città di Gdynia, vicino a Danzica. Una manifestazione tesa a promuovere il cinema nazionale, con ospiti come Jerzy Skolimowski, e in cui Quinlan.it è quest'anno ospite per la prima volta.
  • Gdynia 2018

    La ragazza del bagno pubblico RecensioneLa ragazza del bagno pubblico

    di Per l'omaggio a Jerzy Skolimowski, che riceve quest'anno il premio alla carriera del Polish Film Festival di Gdynia, è stato presentato un suo grande classico inglese, Deep End, malamente rititolato in Italia come La ragazza del bagno pubblico. Un'esplosione di erotismo, di colori e di libertà della macchina da presa.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento